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Luigi Pirandello, autore italiano vincitore del Premio Nobel per la Letteratura

La storia di Luigi Pirandello è una storia complessa, fatta di un infanzia tanto agiata quanto tormentata e di un’età adulta ricca di successi ma anche di delusioni familiari e di sconfitte, dalla bancarotta alla malattia della moglie. L’artista italiano, che ha ricevuto il Premio Nobel per la letteratura nell’ormai lontano 8 novembre 1934, ha riversato tutta la propria rabbia e la propria delusione e tristezza, dettate soprattutto da una tendenza relativista e da un marcato senso di impotenza di fronte all’incomunicabilità tra uomini, all’interno dei suoi scritti e delle sue incredibili opere teatrali.

Il premio Nobel a Pirandello

Era l’8 novembre 1934 il giorno in cui, il celebre scrittore italiano Luigi Pirandello ricevette il Premio Nobel per la letteratura a Stoccolma, dall’Accademia di Svezia. Anni di grande fermento e di incredibili conquiste letterarie e teatrali per lo scrittore, che viene candidato al Nobel proprio “per il suo ardito e ingegnoso rinnovamento dell’arte drammatica e teatrale”. Anni di rivalsa, tra l’altro, postumi all’esperienza della Grande Guerra che per Pirandello fu davvero traumatica in quanto lo costrinse a  rinchiudere la moglie in manicomio (ove vi rimase fino alla morte) e ad assistere il figlio Stefano, imprigionato dai soldati nemici durante le battaglie e rientrato in Italia anni dopo, gravemente ferito e debilitato.

Si può dunque dire che il teatro fu, per Pirandello, una vera e propria valvola di sfogo che gli permise di concentrarsi e focalizzare la propria attenzione in progetti sempre più entusiasmanti, probabilmente anche per prendere le distanze dai traumi familiari che la guerra l’aveva costretto a subire. Nel 1925 aveva infatti fondato, assieme ai colleghi Ruggero Ruggeri e Marta Abba (sua musa ispiratrice) la Compagnia del Teatro d’Arte di Roma, che lo condusse fino ad Hollywood e  riscontrando un successo internazionale. Ma la versatilità e la singolarità dell’uomo Pirandello andava oltre il teatro e la drammaturgia: grandi e di spicco erano anche le doti politiche e l’ardore nel prendere posizione, nonostante lo Stato e la storia offuscarono questo côté in favore del decisamente più eclatante atteggiamento del collega, anch’esso scrittore, Gabriele d’Annunzio, che esercitò – in maniera oculata – il suo fascino in particolare tra l’aristocrazia, unica a detenere realmente il diritto di parola dettando legge.

Pirandello: la vita

Luigi Pirandello nasce il 28 Giugno del 1867 a “Girgenti”, nome con il quale era nota nel 1800 la città di Agrigento, in Sicilia. La sua infanzia fu agiata, grazie alle condizioni economiche dei suoi familiari, che da sempre si occupavano con grande successo del commercio di Zolfo, ma anche caratterizzata da una estrema difficoltà comunicativa, specie con gli adulti. Fu proprio spinto da questa difficoltà, unita al carattere un po’ particolare e all’amore per la letteratura sviluppato durante gli studi liceali, che Pirandello tentò di affinare giorno dopo giorno il suo lessico e la sua capacità di esprimersi e di raccontare ciò che sentiva. Nel 1892 si trasferì a Roma, vivendo grazie agli assegni mensili forniti dal padre. Qui si sposò e diede il via alla sua carriera. Nel 1903, una frana nella miniera di zolfo di famiglia, lo condusse al lastrico. La situazione venne aggravata dalla gelosia ossessiva della moglie, che sfociò in seguito in disturbi psichiatrici più gravi facendo sì che l’uomo attraversasse un periodo davvero buio, complice anche la Guerra Mondiale.

Le opere più famose di Luigi Pirandello

Tra le opere narrative più celebri del premio Nobel Luigi Pirandello ricordiamo sicuramente “Il fu Mattia Pascal”, incentrato sulla sua filosofia relativista, “Uno, Nessuno, Centomila”, il libro dell’incomunicabilità per antonomasia che descrive in maniera dettagliata tutte quelle che sono le inevitabili difficoltà comunicative tra esseri umani.

Il teatro di Pirandello può invece essere suddiviso in quattro fasi:

  1. la prima è quella siciliana, dedicata a piccole opere ambientate in Sicilia.
  2. La seconda è quella dell’umorismo grottesco (si dice tra l’altro che fu proprio Pirandello l’inventore del black humor).
  3. La terza è quella del “metateatro”, che ricalca un po’ le ambientazioni shakespereane (con salti temporali e scenografie su più palchi), alla quale dobbiamo opere come Sei Personaggi in Cerca d’Autore e Enrico IV.
  4. L’ultima è quella del teatro dei miti, scarna rispetto alle prime tre poiché l’artista non ebbe sufficiente tempo per svilupparsi in questa nuova ed ultima dimensione stilistica.

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La magnificenza delle opere del premio Nobel Luigi Pirandello non è morta con lui, anzi, continua ad essere oggetto di studi scolastici e accademici anche nei tempi più moderni. Innumerevoli le volte durante le quali i suoi scritti e le sue opere sono stati citati e hanno fatto da traino per la creazione di altre opere più attuali, sia a livello teatrale che a livello cinematografico, sebbene l’artista non vedesse di buon occhio il cinema moderno (da sempre considerato di gran lunga inferiore, in termini qualitativi, al suo amato teatro classico). Alcuni esempi? Kaos (1984) e Tu Ridi (1998), due riadattamenti cinematografici di “Novelle per un anno” e Six Characters in Search of an Author di Hugo Weisgall, riadattamento lirico di “Sei personaggi in cerca di autore”, datato 1959.

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