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Museo Salvatore Ferragamo: pioniere della moda Made in Italy

Salvatore Ferragamo è stato uno degli stilisti italiani pilastri per la moda Made in italy. Si dice che la sua passione si fece spazio dopo aver creato delle calzature per le sue sorelle. L’arte delle calzature italiane è uno dei tanti fiori all’occhiello del Made in Italy, ma anche uno degli elementi che ha inciso nella storia culturale e sociale di questa nazione nel vasto panorama dell’abbigliamento e della sartorialità. Una testimonianza di quanto la moda e lo stile siano profondamente radicati nella tradizione e nella vita dell’Italia è rappresentata dal Museo Salvatore Ferragamo di Firenze e dalla storia di uno dei più grandi e famosi stilisti italiani della penisola.

Il Museo Salvatore Ferragamo

Il Museo Salvatore Ferragamo è stato inaugurato a Firenze, in Toscana, nel 1995 su iniziativa della famiglia Ferragamo all’interno dello storico Palazzo Spini Feroni in via Tornabuoni, già sede dell’azienda Ferragamo dal 1938. L’obiettivo era quello di far conoscere al pubblico di tutto il mondo l’arte di Salvatore Ferragamo e la sua influenza non solo nel mondo delle calzature ma appunto, dello stile e della moda internazionale. Il progetto nacque dalla sinergia della moglie Wanda e dei suoi sei figli e prese le mosse da una mostra dedicata alla storia di Salvatore Ferragamo che si tenne a Palazzo Strozzi.

La mostra divenne itinerante e fu ospitata dai più importanti musei del mondo tra cui il Victoria and Albert Museum di Londra, il Country Museum di Los Angeles, il Guggenheim di New York e la Kai Foundation di Tokyo, per poi diventare permanente e dare vita all’attività espositiva del Museo.

Il Museo Ferragamo è composto da sette sale. Due sono dedicate alla storia della Casa Ferragamo ed espongono secondo una rotazione biennale ben 14 mila modelli conservati nell’archivio. Le rimanenti sale ospitano esposizioni temporanee di moda Made in Italy. La collezione mette in mostra l’intera attività di Salvatore Ferragamo a partire dal 1927 fino al 1960, anno della sua scomparsa.

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Comprende anche bozzetti pubblicitari tra cui quelli realizzati dall’artista futurista Lucio Venna che fu anche l’ideatore dell’etichetta della maison, oltre che disegni, modelli in legno e fotografie. Tra i vari “cimeli” anche la famosa “zeppa di sughero” che fu brevettata nel 1936, e le calzature create per attrici come Marilyn Monroe, Audrey Hepburn e Greta Garbo.

Il Palazzo Spini Feroni: culla della moda Made in Italy

L’edificio che ospita il Museo Ferragamo è il Palazzo Spini Feroni. Acquistato nel 1846 dal Comune di Firenze ospitò il Consiglio Comunale nel periodo in cui la città toscana era capitale d’Italia. Nel 1881 il Palazzo fu acquistato dalla Cassa di Risparmio, ma una volta tornato in possesso di privati, nel 1938 fu comprato da Salvatore Ferragamo che grazie ai suoi successi nel mercato americano e in quello italiano era riuscito a guadagnare abbastanza per poter acquistare l’intero edificio. Lo stilista trasformò il palazzo nella sede della propria azienda, con annesso il suo laboratorio di moda Made in Italy. Nel 2000 fu portato a termine un importante lavoro di restauro e al suo interno furono ospitati capolavori dell’arte fiorentina del ‘600 e del ‘700 tra cui gli affreschi che adornano la Cappella annessa al palazzo. Ancora oggi tuttavia, è visibile la parte più antica de Palazzo, ovvero il basamento che risale al periodo medioevale.

Salvatore Ferragamo: pioniere della moda Made in Italy

Nato nel 1898 a Bonito, in provincia di Napoli, e undicesimo di quattordici figli, Salvatore Ferragamo iniziò la sua carriera nel mondo della produzione calzaturiera a 11 anni in qualità di apprendista calzolaio. A soli 13 anni aprì un suo negozio nel suo paese natale. A 16 anni partì alla volta degli Stati Uniti raggiungendo il fratello a Boston, per lavorare in un grande calzaturificio. Nonostante fosse affascinato dai macchinari e dalla modernità dell’industri americana, vide un limite per quanto riguarda la qualità del prodotto all’interno della produzione industriale.

Negli anni ’20 si trasferì in California a Santa Barbara, dove aprì una bottega per la riparazione delle calzature. Lì, nella terra del cinema, incominciò a lavorare alla realizzazione di scarpe per gli attori, spostandosi in seguito a Hollywood, dove si era insediata l’industria cinematografica americana. Al 1923 risale l’inaugurazione del suo Hollywood Boot Shop e l’inizio della sua carriera come “calzolaio delle stelle”. Tuttavia, Ferragamo fece il suo ritorno in Italia nel 1927 per stabilirsi a Firenze, una città particolarmente ricca di artigiani.

Nacque così la sua produzione di moda Made in Italy diretta all’America, interrotta dalla crisi economica del 1929. La crisi americana significò il fallimento per l’attività di Ferragamo che non si perse d’animo e decise infatti di convogliare la produzione verso il mercato italiano. Nel 1936 il ritorno al successo fu sancito dall’apertura di due laboratori e di un negozio nei locali di Palazzo Spini Feroni, palazzo che poi comprerà per intero. Dopo la Grande Guerra le scarpe di Salvatore Ferragamo divennero uno dei simboli dell’Italia che tornava a vivere.

Un esempio sono i tacchi a spillo rinforzati in metallo di Marilyn Monroe, o i sandali in oro realizzati con tomaia in filo di nylon, cui fu assegnato il prestigioso Neiman Marcus Award, il primo Oscar della Moda concesso al mondo delle calzature. Salvatore Ferragamo morì nel 1960 lasciando alla sua famiglia il compito di portare avanti il suo patrimonio e avendo soddisfatto il suo più grande sogno: creare le più belle scarpe del mondo.

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