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Marni, la moda intesa come opera d’arte

Marni nasce a Milano nel 1994 dalla visione della designer di origini svizzere Consuelo Casiglioni. È un marchio che non ama gli stereotipi, ha uno spirito giocoso e ha sempre un approccio sperimentale. La stilista ha iniziato la sua formazione professionale all’interno dell’azienda di pellicceria della famiglia del marito. Consueto Casiglioni si fa notare da subito per il suo stile unico e per la capacità di trasformare un classico come la pelliccia in qualcosa di innovativo. La designer utilizza la pelliccia non solo per realizzare capispalla ma la applica a qualsiasi capo del guardaroba, rendendola assolutamente moderna. 

Consuelo Castiglioni lascia Marni: al suo posto Francesco Risso | Stylosophy
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Marni nasce come un’azienda a conduzione familiare: il marito, Gianni Castiglioni, gestisce la parte finanziaria e i loro figli fanno parte del team; il marchio è interamente italiano, tutto viene realizzato “in house”, dalla progettazione alla produzione. La casa di moda apre la prima boutique nel 2000 a Londra in Sloane Street, dando così avvio a un decennio di fortissima espansione della griffe a livello globale con l’apertura di negozi a Milano, Parigi, Tokyo, Los Angeles e Hong Kong. Nel 2002 viene lanciata anche la linea uomo e a seguire quelle di gioielli e di occhiali. 

Lo stile Marni è bohémienne, si ispira all’arte e soprattutto vede la moda come un mezzo di espressione personale.

È proprio per questo che il brand ha un’estetica immediatamente riconoscibile ma imprevedibile. Le collezioni sono eclettiche, caratterizzate da un mix & match di stampe, sovrapposizioni di tessuti e contrapposizioni di colori inaspettati: prevalgono i toni neutri come nero, beige e verdone ma sono sempre spezzati da tocchi di nuance decise come giallo, fucsia, blu e rosso. I tagli dei capi sono originali, le silhouette morbide e squadrate sono spesso caratterizzate da asimmetrie e volumi maxi.

Marni S/S 2019 Milan Fashion Week Women's | Wallpaper*
vogue

I gioielli sono originalissimi grazie alle geometrie, alle grandi dimensioni e all’uso di materiali poveri come il legno intagliato e plastiche sagomate. Tra gli accessori diventati più popolari vi sono i sandali Fussbett, dalla suola rialzata e con un semplice incrocio a fasce larghe sulla parte superiore; la Balloon Bag, una maxi borsa in morbida pelle con manico ovale ed angoli rigidi; la Trunk bag, una borsa a spalla caratterizzata dalla divisione a scomparti interni che crea un design scultoreo a soffietto.

Marni e la vendita online

Nel 2006 con il lancio del Marni Virtual Store, è uno dei primi marchi a puntare sulla vendita online, dove oltre ad acquistare i capi è possibile immergersi nel mondo Marni con sezioni dedicate alle collaborazioni artistiche. Marni è generalmente esente dalle strategie di marketing convenzionali, il suo successo è dovuto a una nicchia appassionata di clienti che ha reso la Maison un vero e proprio culto.

Lo stesso anno, Consuelo Castiglioni riceve il premio a tema “I Visionari” dal Fashion Group International e le viene consegnato dall’artista Cindy Sherman che la descrive così: “Consuelo è un’inventrice, un’anticonformista, essa sperimenta con materiali non abituali, una piega qui, un intreccio là! Guardi un vestito sulla gruccia e non hai idea di quanto sia sublime quando lo indosserai!”. Gli artisti con cui collabora o ai quali si ispira per le sue collezioni sono molti, tra i quali Phillip Allen, Richard Prince, Peter Blake e Kim Gordon.

The Opening Party for Cindy Sherman's Retrospective at MoMA | Vogue
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La moda di Marni interpretata come un percorso artistico

Nel 2012 il brand viene acquisito dal gruppo OTB di Renzo Rosso, fondatore di Diesel, e lancia una Capsule Collection in collaborazione con H&M. A confermare la forte relazione con il mondo dell’arte, nel 2015 durante la 56a Biennale di Venezia viene realizzata l’installazione “Becoming Marni” composta da cento sculture in legno, opera dell’astista brasiliano Véio. Nel 2016 la direzione creativa è affidata a Francesco Risso, lo stilista arriva da una una formazione nelle più grandi scuole di moda, come la Central Saint Martins di Londra, e da esperienze lavorative presso Anna Molinari, Alessandro Dell’Acqua e Prada.

Il designer ha abbracciato pienamente il DNA creativo del brand continuando ad interpretare la moda come un percorso artistico ed un omaggio all’artigianato. Alcune delle presentazioni video delle sfilate sono delle vere e proprie opere di performance concettuali, nelle quali si mostra come gli abiti siano un mezzo di espressione in grado di creare una comunità. 

Becoming Marni - Venezia, 9 Maggio - 22 Novembre 2015
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Immagine di Copertina: grazia

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