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Salento segreto: in bici alle porte di Lecce

Nel cuore del Tavoliere, tra la Valle della Cupa e la Terra d’Arneo, pedalando leggeri su percorsi rurali, tra uliveti, caseifici, cantine vinicole e le bellezze architettoniche barocche.

Fonte: Masseria La Cornula

Da Lequile a Copertino fino a Leverano, alla scoperta della campagna alle porte di Lecce, che omaggia il ciclista con produzioni enogastronomiche di qualità e lo porta a conoscere un Salento inedito e segreto.

Fonte: Dove viaggi – Corriere della Sera
  • Descrizione del percorso: L’itinerario di 37 km parte e fa ritorno a Lequile, alle porte di Lecce. Da Piazza San Vito si prende la strada che porta alla vicina frazione di Dragoni. Superato l’abitato, si attraversano una zona artigianale ed una rurale, fino all’incrocio con la SP 125. Dopo un breve passaggio al Caseificio artigianale “Nuova Piccinni” (350 m sulla sinistra), si torna indietro puntando in direzione Copertino centro. Qui si fa una prima sosta alla cantina sociale “Cupertinum”, poi si arriva al Castello. Qui si prende via Sant’Angelo, proseguendo diritti lungo il viale alberato fino alla SP 6, che si attraversa imboccando la Strada Comunale dell’Olmo. Dopo 3,6 km si fa tappa al Caseificio Magnifica (all’incrocio con la SP 119), girando poi a sinistra per raggiungere il birrificio agricolo “Birra Salento” a Leverano. Si pedala quindi di nuovo verso Copertino sulla stradina parallela alla Circonvallazione. Incrociata la SP 17, si seguono le indicazioni per Lecce (SP 6) e San Pietro in Lama (SP 16). Dopo circa 8 km si incontra il laboratorio del ceramista Belliggiano Tiberio, entrando nel centro abitato di S.Pietro in Lama dopo 700 metri. Superato il paese, si gira a destra per tornare nella vicina Lequile.
Fonte: Wikipedia
  • Consigli tecnici: Il percorso è su asfalto ed adatto a tutti. Solo alcuni tratti, soprattutto sulle strade provinciali, richiedono una certa attenzione se affrontati negli orari di maggior traffico.

Lecce, la città del barocco

Lecce viene definita la “Signora del Barocco“, ed è proprio l’arte barocca quella che caratterizza le guglie, i portali, le chiese, i monumenti e le abitazioni del centro storico. Attraversando Porta Napoli eretta nel 1548 in onore di Carlo V, si accede alla città vecchia.

Fonte: Lecce Taxi
  • Piazza Sant’Oronzo è la principale piazza di Lecce, il salotto cittadino, da sempre luogo di incontro e di ritrovo. Negozi, caffè, uffici affollano la suggestiva piazza ovale la cui pavimentazione è ornata da un mosaico raffigurante lo stemma della città: la Lupa sotto un albero di leccio e la corona con 5 torri.
Fonte: Salento Lifestyle
  • Il Duomo di Lecce si erge nell’omonima Piazza e rappresenta il fulcro della vita religiosa della città. Il Duomo presenta due ingressi, quello principale rivolto al Palazzo Vescovile e l’altro, sul fianco sinistro che guarda l’entrata della Piazza.
Fonte: LeccEcclesiae
  • La Basilica di Santa Croce con l’attiguo Convento dei Celestini (ora Palazzo del Governo) è uno dei maggiori complessi architettonici della città e soprattutto, il più significativo esempio di barocco leccese, specialmente per l’opulenza delle decorazioni della facciata principale.
Fonte: Wikipedia
  • Un’altra delle specialità di questa città riguarda i frutti della terra e del mare , che offrono una miriade di piatti tipici della tradizione culinaria salentina; tra i piatti tipici sono da menzionare il rustico leccese, due dischi di pasta sfoglia ripieni di mozzarella, besciamella, pomodoro, pepe e noce moscata e il famosissimo pasticciotto leccese, che va mangiato rigorosamente caldo, c’è da provare un’infinità di delizie preparate con la pasta di mandorla
Fonte: Buonissimo

Il Salento

il Salento leccese è diventato la meta di mare più famosa d’Italia. Tra le spiagge più belle del mondo troviamo: Punta Prosciutto, Punta della Suina, Porto Selvaggio e altre, non a caso, hanno tutte denominazioni che rimandano alle Maldive e ai Caraibi. Ma il Salento non è solo mare: i borghi, alcuni molto famosi, anche troppo, come Otranto e Gallipoli, presi d’assalto a luglio e agosto e da godersi un po’ fuori stagione. Poi ci sono quelli meno famosi, ma vere scenografie in pietra da non perdere: Galatina, Nardò, Specchia.

Fonte: At the Aia

Immagine di copertina: Rivista BC

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