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Isole Tremiti: l’arcipelago azzurro nel Parco Nazionale del Gargano

Mar Adriatico, sei isole e una superficie di poco più di 3000 chilometri quadrati. Le isole Tremiti si collocano vicino al promontorio del Gargano e fanno parte dell’omonimo parco naturalistico. Si tratta di un arcipelago roccioso (in tutte le isole, una sola ha una spiaggia sabbiosa!) con scogliere panoramiche e molte grotte da visitare.

Fonte: Puglia.com

Non tutte le isole dell’arcipelago sono abitate, ma tutte costituiscono un’importante meta turistica nella provincia di Foggia, specie in estate con l’aumentare della frequenza dei traghetti che le collegano alla terraferma. È infatti possibile raggiungere le isole Tremiti con collegamenti giornalieri tramite aliscafi, traghetti o motonavi in partenza dai porti pugliesi di Manfredonia, Vieste, Peschici e Rodi Garganico

Fonte: Peschici e Gargano

Le isole Tremiti sono altresì raggiungibili dall’Abruzzo, nei porti di Pescara, Ortona e Vasto, e dal Molise, nel porto di Termoli.

Le isole dell’arcipelago delle Tremiti

L’arcipelago delle isole Tremiti è composto da sei isole. San Nicola è l’isola principale – sebbene non la più grande – dove ha sede il comune che gestisce l’intero arcipelago. La più grande, invece, è San Domino ed è quella che ospita l’unica spiaggia sabbiosa di tutto l’arcipelago, Cala delle Arene

Fonte: Hotel Gabbiano Isole Tremiti

Proprio per questo, San Domino costituisce la vera e propria isola principale, in quanto sede delle principali infrastrutture turistiche, come hotel o resort. Le restanti quattro isole, Capraia, Pianosa, il Cretaccio e la Vecchia, sono completamente rocciose e disabitate.

Fonte: Viaggiamo

Il nome antico dell’arcipelago è in realtà Isole Diomedee, nome che richiama all’eroe greco Diomede che avrebbe creato l’arcipelago lanciando in mare dei grandi massi portati da Troia. A mantenere il filo della mitologia ha poi pensato la natura: gli uccelli canterini che popolano le isole Tremiti sono stati infatti ribattezzati Diomedee.

Cosa fare e cosa vedere alle isole Tremiti

La natura incontaminata delle isole Tremiti le rende il luogo ideale per chi adora le immersioni marine. Parte di queste isole costituisce infatti la riserva naturale marina delle Isole Tremiti, un’area marina protetta istituita nel 1989 e che ha lo scopo di tutelare la fauna e la flora presenti nella zona.

Fonte: Sharewood

L’isola più grande, San Domino, che è anche l’unica in cui si concentrano movida e turismo, può essere visitata via terra, scoprendone l’entroterra e i piccoli angoli meno conosciuti, oppure via mare, partecipando ad un tour organizzato oppure noleggiando un’imbarcazione privata, in modo da poter ammirare le sue incantevoli grotte. Tra queste ricordiamo la Grotta del Bue Marino, profonda circa 70 metri, e la Grotta delle Viole, così chiamata perché rivestita da alghe calcaree dalla colorazione violacea.

Fonte: Hotel Gargano

L’isola di San Nicola, invece, che dista solo 200 metri da San Domino, ospita la più grande abbazia del Mediterraneo sul mare: Santa Maria a Mare, risalente al XI secolo. 

fonte: Il Megafono

Delle restanti isole, Pianosa rappresenta un’eccezione per i visitatori. La sua area è, di fatti, inaccessibile a chiunque e rientra nella Riserva Marina Integrale. Nel raggio di 500 metri dall’isola, quindi, è assolutamente vietato navigare ed effettuare immersioni. Gli unici autorizzati sono coloro accompagnati da guide subacquee autorizzate per le immersioni, e che quindi abbiano una discreta esperienza con i fondali marini. 

Fonte: riserva marina isole Tremiti

 Cosa mangiare alle isole Tremiti

La tradizione culinaria marittima pugliese trova, nelle isole Tremiti, una delle sue massime espressioni. La ragione è che la natura incontaminata permette di pescare (dove consentito, dal momento che c’è un’area marina protetta!) pesce prelibato, che nuota in acque molto meno inquinate.

Fonte: Agrodolce

Piatti tipici a base di pesce delle isole Tremiti sono le grigliate di crostacei, principalmente scampi e aragoste, i classici spaghetti alle vongole o l’intramontabile zuppa di pesce. Ma ci sono anche piatti che non contemplano l’utilizzo di pesce e che costituiscono alternative più vegetariane. È il caso del pesce fe’jute (letteralmente “pesce scappato) una zuppa dove, al contrario di quanto dice il nome, non è presente pesce ma solo verdure, pomodorini e pane raffermo. Oppure le scescille, delle polpette a base di pane raffermo, uova e formaggio e cotte nel sugo.

Fonte: La Cucina Italiana

Immagine di copertina: OhGa!

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