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La caffettiera napoletana

 

«Sul becco io ci metto questo “coppitiello” di carta … il fumo denso del primo caffè che scorre, che è poi il più carico, non si disperde. Come pure … prima di colare l’acqua, che bisogna farla bollire per tre quattro minuti, per lo meno, … nella parte interna della capsula bucherellata, bisogna cospargervi mezzo cucchiaino di polvere appena macinata, … in modo che, nel momento della colata, l’acqua in pieno calore già si aromatizza per conto suo». Così Eduardo De Filippo descrive la preparazione del caffè con la caffettiera napoletana nella famosa commedia “Questi fantasmi”. Italian Traditions vi illustra le sue caratteristiche e il metodo di preparazione del caffè per mezzo di questa antichissima macchina.

La caffettiera napoletana, conosciuta anche con il termine cuccumella a Napoli, fu inventata prima della moka messa a punto negli anni Trenta da Alfonso Bialetti. Fu il francese Morize a inventarla nel 1819, e per moltissimo tempo fu l’unico strumento ad essere utilizzato in Italia per preparare il caffè. Nonostante oggi ci siano varie caffettiere in circolazione, i più tradizionalisti continuano a preferire questo tipo di macchina. Perché il caffè prodotto dalla cuccumella presenta un sapore e un gusto molto più intenso e rotondo dell’espresso. L’aroma è invece meno intenso ma più complesso.

La caffettiera è formata da quattro elementi che si montano a incastro tra di loro:

– Il contenitore del caffè con forma di cilindro cavo aperto da un lato e con l’altro lato forato in modo da permettere il passaggio dell’acqua in ebollizione

– Il filtro che trattiene la polvere del caffè

– Il serbatoio della bevanda che conserva la bevanda stessa

– Il serbatoio dell’acqua dotato di una maniglia dritto o ricurva e di un piccolo forellino

– Il coperchio per chiudere il caffè

La caffettiera napoletana richiede un tempo maggiore di preparazione, un maggiore impegno e una maggiore dedizione. La prima cosa da fare è riempire il serbatoio dell’acqua fino a 4-5 mm dal foro situato in alto, quindi avvitare il filtro e unire i due serbatoi. A questo punto posate la caffettiera sul fuoco e aspettate che l’acqua giunga ad ebollizione. Ve ne accorgerete dallo sbuffo di vapore che uscirà dal forellino. Quando avrà raggiunto l’ebollizione, toglietela dal fuoco e capovolgetela con un colpo secco, in modo tale che l’acqua scenda attraverso il filtro con la polvere di caffè e vada a raccogliersi nel deposito inferiore. Questa discesa dura dai 5 ai 10 minuti. Inoltre, secondo la tradizione napoletana, c’è un importante elemento che può aiutare a mantenere tutti gli aromi della bevanda in questa fase: si tratta del “coppitiello”, una sorta di cono di carta posto sul beccuccio della caffettiera.

L’Italia in una tazzina. A Italian Traditions la Campania profuma di caffè: assaporala nell’ IT5 della settimana.
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