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Il forte di Bard, retaggio ottocentesco in Valle d’Aosta

Il complesso monumentale del Forte di Bard spicca sul promontorio roccioso che sovrasta in posizione strategica il borgo di Bard e il corso del fiume Dora Baltea, in Valle d’Aosta. Rimasta praticamente intatta rispetto alle fasi della sua costruzione, rappresenta uno dei migliori esempi di fortezza di sbarramento dell’ 800. Il forte, costruito nel XIX secolo da Casa Savoia su progetto di Francesco Antonio Oliviero, dopo un periodo di abbandono è stato completamente restaurato in maniera conservativa e aperto ai visitatori da ormai quindici anni.

La composizione del Forte di Bard

La fortezza è composta da tre corpi di fabbrica, che si trovano a livelli diversi tra i 400 e i 467 metri di altezza. Alla base c’è l’Opera Ferdinando, a metà l’Opera Vittorio e in cima l’Opera Carlo Alberto.

L’Opera Ferdinando, la cui forma ricorda quella di una tenaglia, ospita il Museo delle Fortificazioni e delle Frontiere. Alle sue spalle è collocata l’Opera Mortai con la Polveriera, con i locali dei laboratori didattici e le mostre temporanee. L’Opera Vittorio ospita invece il percorso “Le Alpi dei Ragazzi”, dedicato all’avvicinamento dei più giovani all’alpinismo. Sulla cima della rocca sorgono l’Opera Carlo Alberto con la grande Piazza d’Armi porticata e le Prigioni, che ospitano un percorso multimediale dedicato alla storia della fortezza, e l’Opera di Gola. Qui è visitabile il Museo delle Alpi, mentre gli spazi delle Cannoniere, delle Cantine e del Corpo di Guardia sono dedicati alle mostre temporanee.

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Si Viaggia

Nelle Prigioni del Forte di Bard è allestito uno spazio museale che ha utilizzato le ventiquattro celle dove venivano rinchiusi i prigionieri. Un itinerario storico conduce il visitatore alla scoperta della storia della fortezza, che per secoli ebbe una grande importanza di controllo su questo sito di transito. Documenti, stampe, filmati e ricostruzioni in 3d di grande impatto consentono di scoprire l’evoluzione architettonica della fortezza, oltre che conoscere i più rilevanti personaggi che ne hanno fatto la storia. O che ne parlarono, come lo scrittore francese Stendhal, che qui ebbe il suo battesimo del fuoco durante l’assedio napoleonico del 1800. Il Museo delle Fortificazioni e delle Frontiere si propone con un percorso che consente di scoprire duemila metri quadrati del forte, attraverso le sezioni Museo del Forte e delle Fortificazioni”, “Le Alpi Fortificate” e “Le Alpi, una frontiera?”. Un viaggio nella storia creato grazie a scenografie e ricostruzioni di sezioni murarie, armi, plastici e filmati.

Il complesso è luogo di un ampio programma di esposizioni, iniziative culturali, concerti e spettacoli teatrali che si svolgono nel periodo estivo nel cortile interno, attività didattiche e “I colloqui del Forte di Bard”. È fornito di ristorante, caffetteria, libreria, sale per eventi e congressi e un albergo.

Una strada esterna collega il borgo al castello, e consente di accedere al cortile dell’Opera di Gola, mentre una strada interna risale il pendio accedendo all’Opera Carlo Alberto e alle Scuderie. La parte superiore della rocca è raggiungibile grazie a un sistema di ascensori panoramici che salgono dal Borgo fino all’Opera Carlo Alberto. Ai piedi del promontorio, nella gola scavata dalla Dora Baltea si trova il sito neolitico di Bard.

Il Borgo di Bard

Ai piedi della rocca, il Borgo di Bard è un affascinante e tipico villaggio medievale, sorto lungo la strada romana per le Gallie. Lungo la via principale, dove scorre ancora l’antico canale della Furiana, costruito dai romani, sono visibili le case del XV e XVI secolo, costruite su antichi muri romani, tra cui spiccano la Casa Challant, la Casa Valperga e la Casa Urbano, sede di un antico mulino.

La Casa Ciuca, che si distingue per il “viret”, una scala a chiocciola dai gradini disposti a ventaglio intorno all’asse centrale, è adibita a casa per le ferie ed enoteca. Nella facciata dell’elegante Palazzo Nicole, dove risedevano i conti di Bard, si vedono ancora i fori di proiettile dell’assedio del 1800. Tra gli altri edifici da vedere la cosiddetta Casa del Vescovo e la Casa della Meridiana, e anche l’antica fontana, che su un lastrone presenta incisa la data 1598-27.

Immagine di copertina: I siti della Valle D’Aosta

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