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Curiosità sulla lingua italiana: le conosci tutte?

L’italiano, lingua parlata da circa 63 milioni di persone, si colloca al 21° posto nella speciale classifica degli idiomi più parlati al mondo. Nonostante questi numeri la pongano decisamente lontana da altre lingue, l’italiano è considerato tra le più importanti sotto l’aspetto culturale, tanto da essere parlata anche, come seconda lingua, da milioni di persone, tra cui italiani immigrati all’estero e loro famigliari, ricoprendo un ruolo non indifferente in ambito commerciale e industriale. Eppure, sono numerose le curiosità sulla lingua italiana e le notizie riguardanti questa lingua così ricca, che rimangono poco conosciute. Vediamo le principali.

Le cinque curiosità sulla lingua italiana che forse non conoscevi

1. L’origine latina

Tra le curiosità sulla lingua italiana, quella principale riguarda sicuramente le sue origini: l’italiano è una lingua che deriva dal latino. Non tutti sanno, però, che la lingua che si parlava nell’antica Roma – e che si studia a scuola – non ne rappresenta l’origine diretta. L’italiano che si parla oggi, infatti, deriva dal cosiddetto “latino volgare”, ovvero la lingua che si parlava a Roma e in Italia in epoca repubblicana, e che rappresentava una sorta di idioma della plebe. Quest’ultimo, infatti, era parlato dai soldati, dai contadini e dagli abitanti delle province dell’Impero. Il “latino volgare”, poi, fu contaminato dalle lingue degli invasori “barbari” che a più riprese scesero in Italia, dando vita al “volgare”, che sostituì il latino.

curiosità sulla lingua italiana-italiantraditions

L’italiano standard si è evoluto a partire dal toscano. Perché proprio il toscano? È presto detto: grazie al prestigio e al successo di autori in volgare come DanteBoccaccio e Petrarca (come sappiamo, anche il milanese Manzoni andò a sciacquare i panni in Arno secoli dopo). Dopo l’Unità d’Italia questa lingua principalmente letteraria parlata da una piccola percentuale della popolazione si diffuse grazie all’istruzione obbligatoria e, soprattutto, alla televisione. Insomma, pensate: se Jacopone da Todi avesse avuto più fortuna oggi ben altro italiano risuonerebbe nella penisola!

2. Il più antico documento in italiano

La seconda curiosità sulla lingua italiana concerne l’atto notarile denominato Placito Capuano, risalente all’anno 960 che rappresenta il documento più antico scritto in lingua italiana. In questo documento sono utilizzate alcune parti redatte in volgare, inserite in un testo ancora del tutto latino.

Un’iscrizione tracciata nelle Catacombe di Commodilla, a Roma, è invece il più antico testo scritto in italiano. Risale infatti a un periodo compreso tra il VI e il IX secolo, e rappresenta l’invito di un religioso a recitare le preghiere a bassa voce.

3. I dialetti e le lingue territoriali

La terza curiosità sulla lingua italiana che necessita una menzione riguarda l’aspetto dialettale-regionale: è stato necessario suddividere l’Italia in tre grandi aree dialettali. Il numero dei dialetti, infatti, è talmente elevato da rendere davvero arduo il censimento completo.

Il panorama delle parlate territoriali può essere suddiviso in tre aree che raggruppano, secondo un criterio di similarità grammaticale e fonetica, il grande numero di dialetti che si sono nei secoli sviluppati e radicati nella penisola e che, fino a non molto tempo fa, erano utilizzati più della lingua nazionale. Questo ha portato anche a coniare il termine “italiano popolare” con riferimento alla parte della popolazione la cui parlata “imperfetta” riflette un’educazione ricevuta pressoché esclusivamente nella parlata locale.

Tra le cosiddette “parlate territoriali” il napoletano e il siciliano sono le più diffuse, essendo ognuna parlata correntemente da circa 5 milioni di persone.

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Accademia della Crusca

La diatriba sulla definizione di lingua e dialetto è lunga e tortuosa e in Italia diventa particolarmente complicata per la grande varietà di parlate locali, alcune con una lunga tradizione letteraria o politica. Il governo italiano riconosce ufficialmente come lingue il sardo, il friulano e il ladino, mentre l’UNESCO riconosce anche il napoletano e il siciliano. Il dibattito tra tutela del patrimonio culturale e la normale evoluzione delle lingue è ancora lungo.

4. L’italiano scolastico e neostandard

L’italiano che viene insegnato nelle scuole è denominato “italiano standard”, mentre quello più diffuso è il “neostandard”, che è poi la versione colloquiale della lingua nazionale.

5. Il primo vocabolario d’Italiano

Risale al ‘600 la prima pubblicazione di un Vocabolario della lingua italiana. È in quel periodo, infatti, che l’italiano diventa definitivamente la lingua nazionale, quindi riconosciuta e accettata da tutti. Per questo motivo, solo a partire da allora, l’italiano entrò di diritto anche nei testi scientifici e nei documenti ufficiali, soppiantando definitivamente l’uso del latino.

Immagine di copertina: Mr Porter

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