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La Brasilena: ingredienti e storia di uno dei soft drink italiani più famosi

Se ami i soft drink italiani, avrai certamente sentito parlare della Brasilena: si tratta di una bevanda calabrese inizialmente diffusa soprattutto nelle regioni del sud Italia fra cui Calabria, Sicilia, Puglia e Campania ma che nel corso degli anni ha avuto talmente successo da essere esportata anche all’estero. Ecco quindi la storia e la ricetta di questo famoso drink!

La Brasilena: un soft drink amato dagli italiani

La Brasilena può essere definita come un soft drink, ovvero una bevanda legger, frizzante e dal sapore particolare dato dagli aromi estratti dal caffè. Grazie al suo gusto unico, ad un logo anni ’60 e ad un’ottima versatilità, la Brasilena è diventata famosa in tutto il mondo, perfino in America, Cina ed Australia.

Una delle curiosità legate a questa bevanda è che in Calabria, nel caso in cui sia troppo tardi per prendere un caffè e troppo presto per un aperitivo alcolico, fra amici si usa dire “Vediamoci per una Brasilena”. Se ti stai chiedendo quale sia la chiave del successo di questo drink considera che non è prodotto da una multinazionale ma da una piccola azienda in provincia di Catanzaro: Acqua Calabria. Ma come si è arrivati alla produzione della Brasilena?

La storia della Brasilena, tra i migliori soft drink italiani

Il proprietario dell’attività, Cesare Cristofaro, racconta che in realtà la ricetta della Brasilena è molto antica e risale addirittura a tempi antecedenti l’apertura dell’azienda Acqua Calabria. Il nonno di Cesare negli anni ’30, aveva un piccolo emporio a Girifalco, piccolo paese in provincia di Catanzaro,  in cui preparava delle bibite direttamente utilizzando le materie prime. Quasi per caso, un giorno ha pensato di infondere il caffè tostato in acqua frizzante, creando così una bevanda dissetante e al contempo particolare: inizialmente veniva chiamata semplicemente “Gazzosa al caffè”.

È bene considerare che in quegli anni c’erano delle regole differenti per l’imbottigliamento dei drink: i prefetti della provincia infatti rilasciavano le autorizzazioni basandosi sul numero di abitanti del luogo e in quel caso il paese di Girifalco aveva troppi pochi abitanti per ottenere le autorizzazioni necessarie. All’inizio quindi fu necessario vendere la gazzosa sfusa, e il nonno di Cesare non poté registrare nessun marchio.

In seguito però, dopo la Seconda Guerra Mondiale si cercò di rendere più semplici le autorizzazioni, anche perché molte aziende si trovarono in difficoltà. Di contro però era diventato obbligatorio indicare la lista degli ingredienti e il nome del proprietario in etichetta. Se ci pensi un attimo, ai nostri giorni sembra ovvio che in etichetta debbano essere riportati tutti gli ingredienti, invece è qualcosa di relativamente recente, risalente appunto al periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale.

La famiglia Cristofaro, nonostante tutte le difficoltà, negli anni ‘60 riuscì ad aprire una fabbrica specializzata nell’imbottigliamento di bevande, grazie ad una tenacia fuori dal comune e una grande abilità. In quell’occasione fu registrato per la prima volta il nome “Brasilena”: il nonno però desiderava che nella bevanda vi fossero ingredienti di alta qualità e con specifiche caratteristiche.

Per questo, circa 10 anni dopo l’azienda iniziò ad imbottigliare ed utilizzare per la Brasilena un’acqua oligominerale calabrese. Questa fu un’idea vincente che consentì alla compagnia di allargarsi e realizzare diverse bevande, fra cui anche alcuni soft drink italiani al limone, simile alla classica gazzosa.

Soft drink italiani: ingredienti e confezionamento della Brasilena

La Brasilena, grazie all’assenza di alcool, è un soft drink adatto a tutti: attualmente la diffusione maggiore si ha in Sud Italia, ma in generale è molto conosciuta sia in Italia che all’estero.

Qual è il vero segreto del successo di uno dei soft drink italiani più famosi? Probabilmente la versatilità: può essere bevuta a qualsiasi ora come un semplice drink oppure utilizzata per realizzare dei cocktail: la ricetta inoltre prevede una specifica miscela di aromi naturali estratti dal caffè che rendono la Brasilena una bibita unica ed inimitabile.

È da evidenziare anche la bellezza del confezionamento: in etichetta vi sono dei dettagli tipici degli anni ’60 che potrebbero essere definiti “vintage”: in questo modo si trasmette la storicità della bibita. Inoltre i proprietari sono molto attenti all’ambiente: vengono infatti utilizzate per l’80% della produzione della bottiglie in vetro, facilmente riconoscibili e riutilizzabili.

La Brasilena, come avrai intuito ha una storia molto unica nel suo genere ed un gusto inimitabile: ti consiglio quindi di provare questo prodotto e chissà, magari utilizzarlo per produrre dei cocktail unici fatti in casa!

Immagine di copertina: Taste Atlas

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