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Auto sportive italiane: fiore all’occhiello del Bel Paese

Il Bel Paese si è sempre distinto per eleganza e saper fare nei settori più svariati del commercio: dalla haute couture alla produzione vinicola, ci regala da sempre grandi soddisfazioni. E lo stesso vale per il settore automobilistico, infatti le migliori auto sportive al mondo sono frutto del genio Made in Italy.

Da Lamborghini a Ferrari, senza dimenticare Maserati, Bugatti o De Tomaso: iniziamo il nostro viaggio attraverso la storia dei marchi delle auto sportive italiane più prestigiose al mondo.

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Auto sportive Ferrari, il cavallino rampante più famoso al mondo

Emblema di lusso, eleganza e tradizione italiana: le auto sportive Ferrari sono sinonimo di stile e lusso che non passerà mai di moda. Il marchio nasce a Maranello, nel 1947, dall’intraprendenza di Enzo Ferrari.

Quello che però forse non tutti sanno è che le sue origini risalgono addirittura al 1929, anno in cui il fondatore creò la Scuderia Ferrari. Già agli esordi il marchio concentrò la propria produzione sulle auto sportive di fascia alta e sulle auto da corsa.

La prima auto prodotta dalla Ferrari fu la 125S, costruita solo in due esemplari. Fin dalla prima produzione, il marchio del cavallino rampante s’incamminò sulla strada del successo con un susseguirsi di modelli che hanno condotto la Ferrari a conquistare il mondo intero.

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Lamborghini, le auto sportive italiane evergreen

Stile e pregio italiani sono racchiusi nelle auto sportive della casa automobilistica bolognese. Un altro brand italiano che ha raggiunto le vette del successo e che rappresenta, ad oggi, un fiore all’occhiello italiano, amato in tutto il mondo. Simboleggiata da un toro scatenato, Lamborghini propone linee classiche contraddistinte da un’eleganza davvero intramontabile.

La casa produce auto dal design grintoso sin dal 1963, anno in cui nasce il marchio dall’idea di Ferruccio Lamborghini: il fondatore aveva già collezionato esperienze come imprenditore tramite la Lamborghini Trattori e non solo.

Anche in questo caso possiamo raccontarvi una curiosa vicenda di cui, probabilmente, non siete a conoscenza: la storia vuole che ci sia stata una lite tra Ferruccio Lamborghini ed Enzo Ferrari. A quanto pare, Ferruccio si sarebbe recato da Enzo per dare dei consigli non richiesti in merito al modello 250G. Il signor Ferrari, consapevole che il suo interlocutore producesse, ai tempi, solo trattori, rispose insinuando che non poteva di certo saperne molto di auto sportive.

E da grande imprenditore quale era già, Ferruccio colse la sfida e decise di iniziare la sua produzione di auto sportive. A quanto pare, in un certo senso, è grazie alla Ferrari che ad oggi possiamo vantare un altro mito del settore automobilistico italiano: la Lamborghini.

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L’inconfondibile tridente Maserati, auto sportive Made in Italy

Maserati nasce a Bologna e si trasferisce a Modena, luogo dove raggiunge il successo che ad oggi conosciamo tutti. Si distingue fin da subito per la raffinatezza delle sua auto sportive, davvero inimitabile.

La storia di Maserati affonda le sue radici nel 1914 quando il pilota e imprenditore Alfieri Maserati diede vita a questa realtà automobilistica. All’inizio, Maserati si concentrò sulla produzione di auto da gara: è solo con il trasferimento a Modena che il marchio iniziò a dedicarsi anche alle auto sportive di lusso. Il primo prototipo risale al 1926, primo esemplare del brand a sfoggiare il famoso tridente stilizzato, ispirato dalla fontana di Nettuno a Bologna.

Nel corso degli anni non sono mancati anche momenti di crisi che hanno investito il marchio italiano, seguiti sempre da sorprendenti riprese economiche: una storia davvero avvincente e piena di imprevisti quella di Maserati che, nonostante tutto, mantiene la sua posizione di rilievo tra i brand di auto sportive italiane più famosi al mondo.

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Auto sportive Bugatti, le auto sportive italiane che inaugurano il ventesimo secolo

Bugatti nasce all’inizio del ventesimo secolo, precisamente nel 1909: una casa automobilistica francese nata dalle ambizioni di un italiano emigrato in Francia, Ettore Bugatti. Ad oggi la auto sportive Bugatti rappresentano uno dei brand più esclusivi del settore, a livello mondiale.

Negli anni ’20 del 1900 assistiamo all’esordio delle auto Bugatti sui circuiti di tutto il mondo e il marchio si distingue subito, grazie al raggiungimento di grandi successi in pista. Ma è nel 1926 che Bugatti raggiunge le vette della fama, aggiudicandosi il Mondiale Costruttori con tre vittorie ottenute da due piloti. Jules Gaux si classifica primo in Francia e nel GP d’Europa; Louis Charavel primeggia nel GP Italiano.

Anche la storia di Bugatti ha vissuto momenti bui e difficoltà eppure, ad ogni crisi, è seguita sempre una ripresa. Risale infatti al 2020 una delle sue produzioni più interessanti degli ultimi tempi: la Bolide, una hypercar super leggera da pista, con 1.850 cavalli. Nel 2021 Bugatti fa un altro passo avanti e si fonde con Rimac, azienda produttrice di auto sportive elettriche e segna l’inizio di una nuova fase che, siamo sicuri, sarà piena di successi.

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De Tomaso, il ritorno in Italia in grande stile

Alejandro de Tomaso, nato in argentina ma con origini italiane: è lui il fondatore della casa modenese di auto sportive de Tomaso. Nel 1959 decide di fare ritorno nel paese natale di suo nonno e in questo anno inizia la sua avventura nel settore automobilistico. Ispirato dal cavallino di Enzo Ferrari, inizia a specializzarsi in prototipi per piloti e team privati: il suo simbolo è lo stesso utilizzato negli allevamenti di famiglia, in Argentina.

Il suo primo approccio alla Formula 1 vede il marchio partecipare solo nelle gare non valide per il campionato ma è comunque un successo sufficiente per portarlo in alto. In seguito, decide di ampliare la sua produzione e andare oltre le sole auto da corsa. A metà degli anni sessanta il marchio esordisce con il modello Vallelunga, un’auto sportiva in alluminio, dal design brioso e frizzanti, con un motore Ford da 1.500 cavalli e cambio manuale a cinque marce.

Le prestazioni dell’auto sono davvero notevoli, grazie anche al peso contenuto; il modello è disponibile nelle versioni coupé e barchetta ed è grazie alla Vallelunga che l’officina riesce a consolidare la sua presenza sul mercato e a raccogliere un principio di solidità finanziaria.

Ad oggi la de Tomaso non è più quella che conoscevamo: Alejandro, dopo aver avuto un ictus, si è ritirato dal mercato per dedicarsi alla sua vita privata. Ad oggi è cambiato anche il logo e l’azienda è nelle mani della cinese Ideal Team Ventures che ha deciso di omaggiare il glorioso passato della casa automobilistica modenese con il modello De Tomaso P72.

Motori su motori

Qual è il fiore all’occhiello delle case automobilistiche sportive italiane?

La risposta è che non ce n’è solo uno: il nostro breve viaggio attraverso la storia di questi cinque marchi di auto sportive ci ha mostrato come tutte, in modi diversi l’una dall’altra, rappresentino una pietra miliare che ha contribuito a creare il successo italiano nel settore automobilistico. Un successo di cui andare fieri in tutto il mondo.

copertina: dday

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