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L’Acquedotto Carolino, la più grande opera di ingegneria idraulica

Riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco e definito come una delle opere di ingegneria idraulica più belle al mondo, l’Acquedotto Carolino fu l’opera che, insieme alla Reggia di Caserta, sancì il grande successo dell’architetto Luigi Vanvitelli. Egli, col suo progetto ambizioso per l’acquedotto, smentì tutti gli esperti che si erano pronunciati a sfavore del piano, sostenendo fosse impossibile trasportare l’acqua per il lunghissimo tratto che partiva dalla sorgente del Fizzo e arrivava fino a Caserta.

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Storia dell’Acquedotto Carolino, simbolo della rinascita di Napoli

Per quanto riguarda la progettazione e la realizzazione dell’Acquedotto Carolino, Luigi Vanvitelli ebbe piena autonomia, grazie alla fiducia che il Re Carlo di Borbone riponeva nelle sue capacità. C’era bisogno di costruire una nuova reggia reale e di fornire acqua corrente, ma non solo: il Re voleva stupire tutti con una costruzione eccezionale, dimostrando il grande ritorno di Napoli tra le città europee di maggior rilievo.

Viaggiatori distratti

Acquedotto Carolino, il progetto di Luigi Vanvitelli

Il progetto di Vanvitelli, ambizioso e perfettamente realizzato, prevedeva la costruzione di un acquedotto ad archi (di ispirazione romana) che potesse portare l’acqua a partire dalle sorgenti del Fizzo fino alla Reggia di Caserta. Perché un progetto ambizioso? Di certo, non sarebbe stato semplice trasportare l’acqua in pendenza per circa 39 chilometri né avere a che fare con le irregolarità del terreno. Eppure, l’acquedotto fu realizzato, completo di tunnel di manutenzione sotterranei che sono, ancora ad oggi, accessibili e percorribili.

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La realizzazione dell’acquedotto richiese ben 16 anni di lavoro e, alla morte di Luigi Vanvitelli, a prendere le redini delle lavorazioni fu il figlio Carlo, con l’aiuto tecnico di Francesco Collecini e Giovanni Patturelli. Il costo per la sua realizzazione fu di 705.826 ducati: se volessimo fare un paragone in euro, ammonterebbe a una cifra di circa un milione di euro. Un costo nemmeno troppo alto se pensiamo che l’acquedotto non fu reso privato ma i suoi benefici furono estesi a entrambe le province di Caserta e di Benevento.

Il percorso dell’Acquedotto Carolino

Vanvitelli progettò un meccanismo a regola d’arte, ad oggi non più visibile perché sepolto. L’idea era quella di trasportare l’acqua che sgorgava dalle sorgenti del Fizzo, sul Monte Taburno, per un percorso di circa 39 chilometri sottoterra. In tal modo, l’acquedotto sarebbe partito da Bucciano, in provincia di Benevento, e si sarebbe diretto verso la Valle dei Maddaloni, attraversando il fiume Isclero tramite un ponte a cinque archi e dirigendosi verso il monte Garzano, attraverso il viadotto dei Ponti della Valle, formato da archi sovrapposti tra loro per più di 500 metri di lunghezza.

I Ponti della Valle di Maddaloni e l’obelisco garibaldino

I Ponti della Valle sono riconosciuti come una delle opere d’arte più importanti al mondo, a dimostrazione che ingegneria e arte possono fondersi insieme e dare risultati strabilianti. Si tratta della parte non interrata del condotto Vanvitelliano che, al tempo della sua costruzione, rappresentò il ponte più lungo d’Europa.

È possibile visitare questo spettacolo dell’architettura prendendo parte a passeggiate organizzate e ammirare questa opera d’arte fatta di tre ordini di arcate, sovrapposte tra loro, che si estendono per più di 500 metri. Accanto ai Ponti della Valle troviamo il monumento ossario garibaldino, costruito in memoria della battaglia del Volturno, combattuta tra i volontari garibaldini e l’esercito del Regno delle Due Sicilie.

Casertacace

L’acquedotto che alimenta la Reggia di Caserta

Il progetto per la costruzione della Reggia di Caserta è antecedente quello dell’acquedotto e fu anch’esso affidato a Luigi Vanvitelli dal Re Carlo di Borbone. L’opera, iniziata dal maestro Luigi, fu proseguita dal figlio Carlo e da alcuni seguaci e studenti del Vanvitelli. Le strepitose fontane della Reggia di Caserta, ispirate alla mitologia classica, sono alimentate dall’acquedotto vanvilletiano, progettato appositamente per procurare costantemente acqua alla Reggia.

Il patrimonio architettonico e artistico di queste due opere del Vanvitelli è di valore inestimabile e assolutamente da visitare ed ammirare, almeno una volta nella vita.

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