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Tradizioni del sud Italia: conosci la pizzica-scherma salentina?

In Italia ci sono tradizioni locali che vengono celebrate ancora oggi. In particolare ci sono balli come la tradizionale pizzica-scherma salentina di antichissima origine. Si tratta di una pratica diffusa in alcune particolari zone del Salento nelle provincie di Lecce, Brindisi e Taranto. La simbologia e la tradizione sono gli  aspetti che vengono maggiormente messi in risalto. Ecco quindi la storia di questa danza popolare che viene celebrata ancora oggi in particolari occasioni festive. Qui potrai scoprire quali sono gli abbigliamenti e gli strumenti necessari per eseguire questo ballo tradizionale. Infine avrai la possibilità di conoscere in che modo viene oggi praticata questa danza e le sue differenze con la pizzica salentina.

La storia della tradizionale pizzica-scherma salentina

La pizzica è un ballo tradizionale di antiche origini che sono state risalire ai tempi dei culti dionisiaci che erano molto popolari in certe zone del Salento. Questi riti provenivano dalla Grecia e sono stati fatti propri dalle popolazione locali. Il culto in favore del Dio Dioniso era particolarmente sentito in queste zone d’Italia. Le popolazioni si lasciavano andare a comportamenti sfrenati in pubblico. Il Salento infatti ha subito particolarmente l’influenza da parte della Grecia. Le prime fonti scritte in merito all’esistenza della pizzica risalgono al XVIII secolo. Su tratta di scritti che descrivono il ballo messo in atto a Taranto e a Brindisi.

Per quanto riguarda l’origine della tradizionale pizzica-scherma salentina sono tre le ipotesi riguardano appunto l’invenzione di questo particolare ballo. La prima la considera come una danza terapeutica dal grande valore simbolico. In questa occasione musica e ritualità si uniscono con una funzione di tipo liberatorio. Dunque sarebbe derivata appunto dal rituale del morso della tarantola, Mentre la seconda teoria assegna alla pizzica-scherma salentina un’origine malavitosa. In particolare si trattava di un duello praticato nell’ottocento. in cui si usava il coltello. Infine l’ultima è legata alla presenza di popolazioni zingare nel Salento.

La pizzica-scherma salentina: i vestiti, gli strumenti e il ballo

La pizzica-scherma salentina è una danza di antica origine, caratteristica delle tradizioni del Sud Italia. Il ballo in questione viene accompagnato da un rituale molto complesso. Vengono accompagnati con il suono dei tamburelli e delle armoniche a bocca. In sostanza i movimenti che vengono compiuti durante questa danza hanno la funzione di mimare un combattimento con i coltelli. Si tratta di un duello rusticano tra due danzatori con l’obbiettivo di colpire l’avversario. Ogni gesto compiuto ha la funzione di simulare la lotta con i coltelli. Ma non è tutto, infatti durante il duello ci sono delle fasi fisse che vengono scrupolosamente seguite dai partecipanti. Queste sono: 

  • provocazione
  • difesa
  • attacco
  • colpi proibiti
  • finte.

Le regole fondamentali da seguire durante il combattimento sono di non voltarsi mai di schiena, tenere le distanze e essere sempre vigili. Sono due i danzatori che si sfidano ogni volta. Al termine dell’incontro uno dei due viene sostituito da un componente del pubblico. Il pubblico si stringe a cerchio intorno ai danzatori e ai suonatori formando le ronde e accompagnando la musica con il battito di mani.

Com’è oggi la pizzica scherma-salentina?

Spesso la pizzica-scherma salentina viene chiamata in modo improprio danza delle spade. Si tratta di un ballo che fa parte della famiglia delle danze armate. Queste consistono appunto in balli tradizionali durante i quali due sfidanti simulano di sfidarsi con le armi. In questo caso il coltello, l’arma utilizzata in tale occasione, viene simulato attraverso le dita della mano, ovvero dal dito indice e da quello medio. Oggi questa danza della tradizione la si può ammirare nel basso Salento e in modo particolare durante la festa di S. Rocco a Torrepaduli nel comune di Ruffano nella provincia di Lecce. Durante la notte tra il 15 e 16 agosto i pellegrini si radunano davanti al santuario. A questo punto inizia la festa vera e propria con la formazione di cerchi e il ritmo dei tamburi. I primi duellanti si sfidano all’interno del cerchio. Questi man mano che le varie sfide si avvicendano si allargano.

Immagine di copertina: Video Salento

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