Search

Salone del Libro 2026, Torino riparte dai ragazzi

Salone del LibroLa trentottesima edizione guarda al rapporto tra libri, nuove generazioni e
trasformazioni del presente, con un programma che intreccia grandi ospiti
internazionali, editoria professionale, nuovi pubblici e appuntamenti in città.


Dal 14 al 18 maggio 2026 il Lingotto Fiere di Torino ospita la XXXVIII edizione del Salone
Internazionale del Libro.
In programma ci sono oltre 2.700 eventi distribuiti in 70 sale e più
di 1.250 marchi editoriali, numeri che confermano il peso della manifestazione nel
panorama culturale italiano. Italian Traditions dedica un approfondimento ai temi, agli ospiti
e alle novità più rilevanti dell’edizione 2026.


Il titolo scelto, “Il mondo salvato dai ragazzini”, richiama direttamente Elsa Morante e
indica una direzione precisa: guardare il presente attraverso chi lo erediterà. Infanzia e
adolescenza non sono soltanto destinatarie di laboratori e attività, ma diventano il punto da
cui osservare identità, relazioni, linguaggi digitali, crisi ambientale, guerre, educazione
sentimentale e nuove forme di comunità.


La direzione editoriale di Annalena Benini organizza il programma intorno a nove sezioni
tematiche. Ai filoni dedicati a romanzo, informazione, editoria, cinema, arte, romance,
leggerezza e crescita si aggiunge una nuova area legata al tema principale. Ne nasce un
calendario ampio, pensato per alternare incontri con scrittori, dialoghi sul mestiere editoriale,
appuntamenti per famiglie, approfondimenti giornalistici e incursioni nei linguaggi popolari.
Il profilo internazionale resta uno dei tratti più riconoscibili del Salone. Tra gli ospiti annunciati
figurano Zadie Smith, Emmanuel Carrère, David Grossman, Valeria Luiselli, Irvine Welsh,
Abraham Verghese, Lea Ypi, László Krasznahorkai e Bernie Sanders. Accanto a loro, il
calendario dà voce ad alcuni nomi centrali della scena italiana, da Alessandro Baricco e
Dacia Maraini a Niccolò Ammaniti, Corrado Augias, Alessandro Barbero e Zerocalcare.


Grecia e Umbria saranno al centro di due focus dedicati. La Grecia, Paese ospite, porterà a
Torino autori, editori e voci della cultura ellenica contemporanea, spostando lo sguardo dalla
sola eredità classica alla produzione letteraria di oggi. L’Umbria, Regione ospite, racconterà
invece il proprio patrimonio attraverso editoria, festival, giornalismo, musica, letteratura e
identità territoriali.


Una parte rilevante del lavoro sui lettori più giovani passa dal Bookstock, che nel 2026 si
presenta ampliato con 180 appuntamenti tra laboratori, reading, spettacoli e incontri. A
questo si collega il lavoro costruito durante l’anno con progetti come “Adotta uno scrittore,

una scrittrice”, che porta autori e autrici nelle scuole, negli ospedali e negli istituti
penitenziari.
Il tema dell’adolescenza trova un approfondimento specifico nel lavoro curato da Matteo
Lancini, tra fragilità, solitudine, emozioni e rapporto con gli adulti. Francesco Costa affronta
invece il terreno dell’informazione, in un momento in cui guerre, polarizzazione,
trasformazione digitale e crisi della fiducia stanno modificando il lavoro giornalistico. Sono
due sezioni che spingono il Salone oltre il recinto letterario e mettono i libri in rapporto diretto
con la realtà.


L’edizione 2026 guarda anche ai generi e ai nuovi pubblici. Il romance, curato da Erin Doom,
occupa un ruolo ormai consolidato in una fiera che negli ultimi anni ha seguito con attenzione
il peso delle community digitali nella circolazione dei libri. Fumetto, serie, divulgazione,
cinema e comicità contribuiscono ad ampliare il campo della lettura, senza ridurla alla sola
tradizione letteraria.


Il legame con Torino passa soprattutto dal Salone OFF. Dall’8 al 19 maggio sono previsti oltre
mille eventi in circa quattrocento luoghi, tra biblioteche, musei, teatri, cinema, parchi,
librerie, scuole e spazi non convenzionali.
È la parte della manifestazione che porta libri,
autori e lettori nei quartieri torinesi e in diversi centri del Piemonte, intercettando anche chi
non entra al Lingotto.


Accanto al grande pubblico, il Salone mantiene una forte funzione professionale. Nei giorni
della manifestazione si incontrano editori, librai, agenti, bibliotecari, traduttori, illustratori,
autori e operatori della filiera per discutere di produzione, distribuzione, diritti, promozione
della lettura e trasformazioni del mercato. La presenza dei self publisher aggiunge al quadro
editoriale tradizionale esperienze di pubblicazione indipendente e nuovi canali di accesso ai
lettori.


Il Salone del Libro 2026 trova così la sua forza nella capacità di tenere insieme piani diversi: la
fiera e la città, il mercato editoriale e la scuola, gli autori già affermati e i nuovi lettori, la
letteratura e le domande del presente. Partire dai ragazzi non significa restringere lo
sguardo, ma portarlo verso chi erediterà le scelte, i conflitti e le trasformazioni di questi anni.


Per cinque giorni Torino diventa il luogo in cui i libri non sono soltanto presentati, venduti o
raccontati, ma tornano al centro come strumenti per capire il tempo che cambia e dare voce
alle generazioni chiamate a interpretarlo.

Close
Your custom text © Copyright 2018. All rights reserved.
Close