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TUTTOFOOD 2026, Milano al centro dell’agroalimentare globale

Fiera Milano Rho ospita l’undicesima edizione dell’evento B2B dedicato al food
& beverage: 5.000 espositori, oltre 100.000 visitatori attesi, nuove aree
tematiche e il debutto del Food Manifesto


Dall’11 al 14 maggio 2026 TUTTOFOOD torna a Fiera Milano Rho con un programma che
guarda alle filiere globali del food & beverage. La manifestazione B2B riunisce produttori,
buyer, distributori, professionisti dell’Horeca, chef e operatori del settore, mettendo al centro
novità espositive, confronto internazionale e nuove traiettorie del mercato. Italian Traditions
racconta l’appuntamento attraverso i temi che ne definiscono l’undicesima edizione.
Il 2026 segna un ulteriore salto di scala per la manifestazione. Sono attesi circa 5.000
espositori, oltre 4.000 top buyer e più di 100.000 visitatori professionali da 80 Paesi, con
10 padiglioni e 85.000 metri quadrati netti di superficie espositiva. Numeri che confermano la
crescita dell’evento dopo l’edizione 2025, chiusa con 95.000 presenze.


Il percorso espositivo sarà riorganizzato con un layout più compatto, pensato per facilitare la
visita e rendere più semplice il passaggio tra le principali categorie. Accanto ai comparti
merceologici — dalla grocery ai surgelati, dall’ortofrutta al bakery, fino al dolciario e al caffè —
troveranno spazio aree speciali dedicate ai segmenti più dinamici del settore, tra cui
TUTTOBIO by Natexpo, TUTTO Fruit & Veg, l’International Startup Area, l’Italian Startup
Area e l’ESG Virtual Shop.


Tra i momenti più rilevanti dell’edizione 2026 c’è il primo Forum Internazionale della Cucina
Italiana,
che si è tenuto l’11 maggio, nella giornata inaugurale. L’incontro si inserisce nel
percorso di valorizzazione della cucina italiana come patrimonio culturale e ha aperto un
confronto sul suo ruolo nelle filiere internazionali dell’agroalimentare. In questa cornice è
stato presentato il Food Manifesto, indicato dagli organizzatori come una carta di valori per il
futuro del cibo.


La manifestazione non si limita all’esposizione commerciale. Il programma prevede oltre 200
convegni ufficiali, sei Awards Ceremony e numerosi appuntamenti. I temi attraversano
sostenibilità, mercati internazionali, spreco alimentare, biologico, plant-based, retail media,
packaging sostenibile, logistica del fresco, private label, proteine alternative, benessere
animale e data-driven marketing.
Particolare attenzione è riservata ai prodotti freschi. TUTTO Fruit & Veg racconterà
l’evoluzione dell’ortofrutta, anche nelle proposte processate, con un osservatorio dedicato ai
reparti ortofrutta della distribuzione europea e l’assegnazione dei Fresh & Produce Retail

Awards. Il tema della qualità sarà presente anche nel debutto delle Indicazioni Geografiche
europee attraverso AREPO, che rafforza il legame tra territori, produzioni certificate e mercati
internazionali.


Anche l’innovazione avrà un ruolo centrale. Le startup avranno spazi dedicati al matchmaking,
mentre l’ESG Virtual Shop porterà in fiera un punto vendita digitale e sperimentale, pensato
per analizzare la percezione dei prodotti e dei messaggi di sostenibilità. È un segnale chiaro: il
futuro del food non passa soltanto dalla qualità degli ingredienti, ma anche dalla capacità di
leggere dati, comportamenti e nuove abitudini di acquisto.
Milano, già riconosciuta come capitale italiana del business, consolida così il proprio ruolo nel
dialogo internazionale dell’agroalimentare. La posizione di Fiera Milano Rho, la
collaborazione tra Fiere di Parma, Fiera Milano e Koelnmesse, e il supporto del programma
buyer contribuiscono a rendere l’evento un punto di incontro tra filiera italiana e mercati
globali.


TUTTOFOOD 2026 si presenta quindi come una fiera, ma anche come un osservatorio sul
cibo che verrà. Nei padiglioni di Rho si incontrano tradizione produttiva, ricerca, distribuzione,
nuove tecnologie e cultura gastronomica. Per l’Italia, è un’occasione per riaffermare il valore
del Made in Italy agroalimentare come sistema fatto di filiere, territori, competenze e
capacità di innovare senza perdere il legame con le proprie radici.

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