Nella tradizione della penisola italiana, oltre che gli usi e i costumi, esistono numerosissime specialità e ricette tipiche italiane di estrazione decisamente popolare che sono però diventate delle vere e proprie istituzioni che attirano golosi da tutto il mondo: la Grattachecca romana è una di queste.
Continuate a leggere per scoprire tutti i segreti su questa dolce e rinfrescante specialità estiva che ha le sue origini nel lontano 1913.
La Grattachecca romana
La Grattachecca, una delle ricette tipiche italiane più particolari, deve il suo nome al verbo “grattare” e a “checca”, parola che un tempo indicava i grossi blocchi di ghiaccio che venivano usati per rinfrescare e conservare gli alimenti. Si comprende facilmente che il termine “grattacchecca” sta proprio a indicare il ghiaccio grattato e insaporito da uno o più sciroppi come l’amarena, la menta, l’orzata o il cocco, per indicare quelli più utilizzati tradizionalmente.
Una consuetudine che, oltre la città di Roma, è presente un po’ ovunque in Italia, specialmente a Napoli dove viene chiamata “grattata”, a Palermo definita “grattatella” e a Bari denominata “grattamarianna”. È da sottolineare tuttavia, che la grattachecca si distingue dalla granita, in quanto quest’ultima viene prodotta con acqua e sciroppi e poi messa a congelare.

credits: Ranucci Group
La grattachecca viene prodotta dai “grattacheccari” romani che procedono in questo modo nella sua preparazione: iniziano a grattare grandi blocchi di ghiaccio con degli speciali raschietti, si muniscono di contenitore della capienza di un bicchiere in cui si raccoglie il ghiaccio grattato. Sul ghiaccio viene poi aggiunto lo sciroppo, un succo di frutta o della frutta fresca, e la si consuma nel periodo più caldo dell’anno.
Gli ultimi “grattacheccari” romani
Oggi a Roma i chioschi che, come un tempo, offrono la grattachecca tradizionale sono rimasti in pochi. Tra questi, alcuni tengono ancora alta la bandiera, continuando a proporre al pubblico questo modesto ma ancora amato modo di dissetarsi e rinfrescarsi quando il caldo e il sole non perdonano. Sul Lungotevere degli Anguillara c’è il chiosco della Sora Mirella attivo dal 1970, mentre sul Lungotevere Raffaello Sanzio c’è Alla fonte d’oro, che vanta di essere uno dei più antichi della città eterna. Possiamo poi trovare nell’omonimo quartiere il Chiosco Testaccio, e il Lemoncocco, in piazza Buenos Aires, un chiosco inaugurato nel 1946.

Noi di Italian Traditions possiamo confermare che la grattachecca è un dolce perfetto e rinfrescante da gustare passeggiando per le strade della città, in un afoso pomeriggio d’estate o per concludere una cena estiva in bellezza.




