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Pan e Vin, la tradizione veneta dell’Epifania

Pan e Vin, la tradizione veneta torna con l’Epifania

L’Italia è una Nazione ricca di tradizioni popolari, da Nord a Sud durante tutto l’anno si susseguono tante rievocazioni del passato, come la tradizione del Pan e Vin in Veneto, ognuna delle quali ha un preciso significato e riveste ancora molta importanza per gli abitanti del luogo.

Naturalmente le feste natalizie rappresentano uno dei periodi in cui tali tradizioni sono più sentite, a cominciare dall’allestimento di veri e propri presepi viventi oppure realizzati con la sabbia ed altri materiali, fino ad arrivare ai grandi falò di inizio anno che ricordano in varie regioni le più antiche usanze contadine.

Soprattutto nelle campagne venete, ancora oggi nei giorni che precedono l’Epifania si preparano grandi pire di fuoco che rappresentano veri e propri falò propiziatori per un futuro più roseo.

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Tradizione del Pane Vin in Veneto: il falò e le sue antiche origini

Ascoltare i racconti dei nonni è sempre molto appassionante, perchè attraverso di essi ci si immerge in una realtà contadina dove la sopravvivenza era per lo più determinata dal raccolto. Per far sì che esso fosse buono, ci si adoperava in tanti modi differenti ed attraverso veri e propri rituali in cui i contadini credevano molto.

Una tradizione dell’Italia nord-orientale, ad esempio, consiste nel dare fuoco a grandi cataste di legno e foglie alla vigilia dell’Epifania ed a seconda della zona essa assume denominazioni differenti.

Nelle province di Treviso, Pordenone e Venezia è molto sentita quella del Pan e Vin (pane e vino), nome che viene dato al falò in segno di augurio per un anno di abbondanza.

Sembra che le sue origini risalgano addirittura all’epoca pre-cristiana e derivino da riti cosiddetti di purificazione, nonchè propiziatori. Si parla del popolo celto che era solito accendere grandi fuochi per ingraziarsi la relativa divinità e bruciando un fantoccio rappresentante il passato.

Questo è un rito che si è tramandato nel tempo e continua a svolgersi proprio alla vigilia della Befana, ritenendo il fuoco che arde simbolo di speranza e forza di lasciarsi il passato alle spalle.

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Tradizione del Pan e Vin in Veneto e l’auspicio di un anno prospero indicato dalla direzione del fumo

Durante lo svolgimento della tradizione del Pan e Vin in Veneto, così come succedeva tanti anni fa, ha molta importanza la direzione del fumo e delle scintille provocate dalla legna che arde.

Sempre secondo i racconti dei contadini, questo elemento costituisce un presagio per il futuro. Non a caso, ancora oggi si ricorda una vecchia filastrocca che recita: “ Se il fumo e le scintille vanno verso il nord oppure l’est, allora il raccolto non sarà buono, ma se la direzione è verso ovest o sud i sacchi saranno certamente colmi“.

Durante questa festa, inoltre, gli abitanti bevono e mangiano i prodotti della zona, come il vin brulè e tipici dolci contadini. Oggi viene ancora celebrata con ardore, in quanto è diventata un’occasione per ritrovarsi tutti insieme intorno al fuoco e condividere gioie e preoccupazioni proprio come un tempo solevano fare i contadini.

Come viene preparato il falò secondo la tradizione del Pan e Vin in Veneto

Secondo l’antica tradizione del Pan e Vin in Veneto, detto più comunemente panevin, la grande pila che verrà accesa il giorno prima dell’Epifania viene preparata con sterpaglie, rami secchi, legna e tutto ciò che fin dal passato poteva essere bruciato. Essa arriva fino a 10 metri di altezza e con una base di circa 4 metri di diametro.

Spesso sulla sua sommità viene posto un fantoccio che rappresenta una vecchia, autrice di tutte le sfortune ed i malanni che durante l’anno appena trascorso si sono verificati. Molto significativo il fatto che si voglia scacciare attraverso questo enorme falò, quanto di brutto e spiacevole sia accaduto e mai come questi due anni appena trascorsi il bisogno di mandare via tutte le negatività è sentito dai veneti come dal resto del mondo.

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Immagine di Copertina: fanpage

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