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ll Museo del Novecento

Ospitato all’interno del Palazzo dell’Arengario e dell’adiacente Palazzo Reale di Milano, il Museo del Novecento è uno dei più belli e interessanti musei della città. Italian Traditions ti guida al suo interno, tra pittura futuristica, pop art, arte cinetica e pittura analitica! Aperto nel dicembre del 2010, nasce dalla volontà di offrire al pubblico, in veste permanente, un percorso incentrato sulla pittura e sulla scultura italiana del XX secolo.

Il museo ha assorbito collezioni del precedente Civico Museo d’Arte Contemporanea (CIMAC), chiuso nel 1998. Aperto nel 1984, in una sede provvisoria al secondo piano di Palazzo Reale, il CIMAC contava circa quattrocento opere che presentavano il panorama dell’arte italiana del XX secolo, allestite in trentasette piccole stanze. L’apertura del museo, però, evidenzia fin da subito l’inadeguatezza di quegli spazi espositivi troppo piccoli, di quelli destinati a depositi, che non garantivano condizioni ottimali per la conservazione e, non meno, la scarsità delle risorse economiche a disposizione. Da qui, la decisione nel 1998 di chiudere il museo, in concomitanza dei lavori di ristrutturazione di Palazzo Reale. Al 2000 risale la decisione di riconvertire gli spazi dell’Arengario a Museo del Novecento, ad opera dell’allora assessore Carrubba. Il nuovo Museo del Novecento restituisce ai cittadini le proprie collezioni e conferisce il giusto riconoscimento a quei collezionisti, galleristi e istituzioni che nel corso di più di un secolo hanno collaborato a formare una delle più importanti raccolte di arte italiana del XX secolo, testimone del periodo forse più creativo e fertile d’ Italia.

Il percorso espositivo comprende sia gli spazi dell’Arengario che il secondo piano di Palazzo Reale, e prende le mosse da Il Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo fino all’Arte povera. La prima sala è dedicata alle avanguardie internazionali, l’unica del museo che ospita artisti stranieri: tra gli altri, ricordiamo Picasso, Braque, Kandinsky. Il percorso espositivo prosegue con Umberto Boccioni e i futuristi: di Boccioni, il museo ospita la più ricca collezione al mondo; del futurismo, invece, raccoglie opere molto famose di Balla, Carrà, Soffici, Sironi, Funi e Severini. Si prosegue poi con due salette monografiche dedicate a Morandi, De Chirico e Martini, per arrivare alle sale dedicate all’arte tra le due guerre con il Gruppo di Novecento, all’arte monumentale e all’astrattismo degli anni trenta, rappresentato da un nucleo di gessi di Fausto Melotti e dalle opere di Soldati, Manlio Rho, Radice e Badiali. Il visitatore viene condotto poi nella sala Lucio Fontana, del quale sono presenti una serie di concetti spaziali provenienti per la maggior parte dalla Collezione Boschi Di Stefano, la Struttura al neon per la IX Triennale di Milano del 1951 e un esempio di Soffitto Spaziale.

Seguono opere degli anni Cinquanta e Sessanta, una piccola sala dedicata a Piero Manzoni e Azimuth, dopo le quali, grazie alla passerella aerea che collega l’Arengario con Palazzo Reale, il visitatore ha modo di accostarsi alle forme d’arte dei decenni successivi: dagli ambienti del Gruppo T alla pittura analitica milanese, la sala dedicata alla pop art di ascendenza romana, una monografica dedicata a Luciano Fabro, per finire con le installazioni dell’Arte povera. Infine, una sezione è interamente dedicata alla Collezione Marino Marini, donata al Comune di Milano nel 1973.

Milano, la città italiana dove il design è di casa. Seducenti ispirazioni nell’ IT5 della settimana.
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