Partiamo insieme in un viaggio su cosa visitare in Italia… Oggi in particolare ci dedichiamo al Museo della Castagna! Scopriamo le bellezze che vengono gelosamente custodite all’interno del sito che ogni anno attira la curiosità di tantissime persone! Sono numerose le località e le attrazioni da visitare come la Valle Arroscia, il Montegrosso. È possibile anche godere degli aspetti teorici e quelli botanici, conoscere gli utilizzi della castagna, le tecniche di lavorazione e di conservazione…
Potrai visitare il castagneto dal passato fino ai giorni nostri, la produzione del carbone e conoscere gli aspetti economici derivanti dal turismo e dalla lavorazione della castagna. Ma non finisce qui: è possibile anche ammirare il tutto grazie a cartelloni, fotografie, mappe e ricostruzioni video, pensate proprio per far vivere al visitatore un’esperienza davvero grandiosa!
Precisiamo anche che il centro del museo è costituito dall’esposizione chiamata Il Bosco Addomesticato, che si trova esattamente al piano terra di in un ex scuola… Tutto è stato pensato per esaltare le tantissime qualità del paesaggio circostante.

Se sei un tipo curioso ed interessato al mondo culinario, non puoi non visitare il “Museo della Castagna”, soprattutto in questo periodo che è quello più adatto.
Si tratta di un museo molto interessante, che si trova a Montegrosso Pian Latte e che racconta la castagna in tutti i suoi aspetti, quindi il suo intero ciclo di vita, suddiviso in sei sezioni:
- gli aspetti teorici e quelli botanici
- i suoi utilizzi
- le tecniche di lavorazione e di conservazione
- il castagneto dal passato fino ai giorni nostri
- gli aspetti economici
- la produzione del carbone.
Potrai ammirare tutti questi aspetti grazie ad una serie di cartelloni, di fotografie, di mappe, ricostruzioni e video.
Il centro del museo è costituito dall’esposizione chiamata Il Bosco Addomesticato, che si trova esattamente al piano terra di in un’ex scuola.
Da questo punto potrai iniziare un itinerario molto suggestivo fra le vie del borgo, nel quale potrai ammirare un bellissimo essiccatoio che è stato restaurato molto recentemente… Poi una radura dove sono state costruite due carbonaie fino a visitare un freschissimo bosco di castagni, dove potrai respirare l’aria pulita di campagna…

Il Canissu
L’essiccatoio, in dialetto originale “canissu”, è una struttura ampiamente diffusa nella Valle Arroscia, utilizzata dall’inizio del Settecento e fino alla metà del secolo scorso, soprattutto nei centri abitati che disponevano di boschi ricchi di castagneti.
L’edificio era costruito secondo uno schema fisso: era presente un locale costruito in pietra, al cui interno si trovava un focolare centrale e un solaio forato realizzato con alcuni travetti portanti e delle canne intrecciate sovrapposte, da cui proviene il suo nome.
Il graticcio era installato all’altezza di circa due metri dal fuoco ed era costituito da aperture nelle pareti laterali della struttura stessa, dove venivano scaricate le castagne trasportate in alcuni sacchi dal bue o dal mulo.
All’esterno della struttura si infilava un particolare attrezzo, quasi come una sorta di zappa, con il quale venivano rigirati i frutti messi ad essiccare, almeno una volta al giorno. Invece, il fuoco era mantenuto acceso per venti giorni e comunque fino al raggiungimento del giusto grado di essiccazione.
La ricostruzione delle carbonaie è costituita da un cumulo di legna verde, il cui centro per il focolare risulta essere vuoto, sigillato con una lastra di roccia e coperto con terra umida, da foglie, da erba e dal muschio. Nei suoi pressi potrai vedere anche la baracca-tipo utilizzata dai carbonai.
Sia l’essiccatoio che la carbonaia si possono visitare in qualunque momento, mentre per accedere al museo è necessario contattare il Comune di Montegrosso, nei giorni lavorativi, al numero di telefono 0183/328731 oppure per email all’indirizzo: montegrosso@libero.it.
Ti consigliamo inoltre di visitare anche il museo di Montegrosso dove esternamente, all’interno di una nicchia, è presente una macchina per battere le castagne, che è stata costruita negli anni Quaranta del secolo scorso.
Purtroppo, questa macchina non può essere messa sempre in azione, ma rappresenta un primo esempio di industrializzazione delle fasi di una tradizionale lavorazione manuale e, grazie ai pannelli, viene illustrato tramite immagini e testo il suo funzionamento.




