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Foro Italico, La monumentale città dello sport

 

Meta visitata ogni anno da migliaia di turisti e amanti dello sport, il Foro Italico, inaugurato con il nome di Foro Mussolini, fu ideato alla fine degli anni Venti con l’intento di costruire “il più grande, il più originale e il più perfetto complesso che in fatto di educazione fisica sia stato concepito e attuato nel mondo”. Una vera e propria città dello sport che doveva servire anche come scenario per le manifestazioni celebrative del regime.

Ispirato alle architetture della Roma Imperiale, l’edificio fu progettato dal giovane architetto toscano Enrico del Debbio, su commissione dell’Opera Nazionale Balilla, un’organizzazione nata due anni prima dal regime fascista per l’assistenza e l’educazione fisica e morale della gioventù, di cui era presidente il Ministro Renato Ricci. Le prime opere ad essere inaugurate nel novembre 1932 furono l’Accademia Fascista di Educazione fisica, lo Stadio dei Marmi e lo Stadio dei Cipressi (poi Stadio dei Centomila e odierno Stadio Olimpico). Dopo un intenso dibattito circa il luogo di insediamento, fu infine scelta una vasta area compresa tra ponte Milvio, il corso del Tevere, Villa Madama e le pendici di Monte Mario.

Rivelatosi importante per il processo di affermazione dello stile moderno in architettura, il comprensorio mostra significativi influssi da parte del classicismo nordico e, in particolare, di quello svedese. Questo si articola in due corpi laterali simmetrici collegati da uno trasversale pensile, sotto il quale si aprono la vista e l’accesso al retrostante Stadio dei Marmi, interamente circondato da colossali statue di atleti, ciascuna offerta da una provincia italiana, così da costituire una sorta di museo all’aperto della scultura italiana del primo Novecento.

All’epoca della sua costruzione – ma in parte ancora oggi –  il complesso presentava un singolare sapore sospeso e straniante, un accento metafisico che si ispira alle ambientazioni architettoniche prefigurate da Giorgio de Chirico nella fase più famosa della sua pittura, proprie di gran parte dell’architettura del Novecento italiano, ma che qui raggiungono il massimo splendore. Al suo ingresso si trova l’Obelisco, eretto nel 1932, che sul fusto presenta la scritta a caratteri romani “Mussolini Dux”, costituendo il “centro ottico e ideale del complesso” oltre che la dedica celebrativa al capo del Fascismo. Dall’obelisco si arriva alla fontana del Globo lungo il viale del Foro Italico, un tappeto musivo su disegno dei pittori Angelo Canevari, Capizzano, Rosso e Severini, che hanno raffigurato con tessere marmoree bianche e nere le principali scene della vita e dell’ideologia fascista.

A destra dell’obelisco si trovava l’Accademia Fascista di Educazione fisica, edificio che nel corso degli anni ha subìto numerosi cambiamenti d’uso: da quartier generale delle truppe di liberazione ad albergo vaticano per i pellegrini del giubileo del 1950, fino a diventare  sede del CONI – che ha sostituito i fasci con i cinque anelli intrecciati. Alla sinistra dell’Accademia, troviamo il duplice edificio delle Terme e dell’Accademia di Musica dell’ingegner Costantino Costantini; il complesso è inoltre completato dallo Stadio del Tennis, dalla Casa delle Armi, dalle due Foresterie e dalla soprastante Colonia Elioterapica. Nel maggio 2015, sul viale delle Olimpiadi è stata inaugurato il percorso Le Leggende dello Sport Italiano – Walk of fame, sul quale sono state incastonate 100 leggende dello sport italiano, ex atleti che hanno scritto la storia dello sport italiano.

 

 

 

 

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