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Basilica di Sant’Apollinare Nuovo a Ravenna

Città più grande e storicamente più importante dell’Emilia Romagna, Ravenna è un comune italiano di 164.000 abitanti, situato nella bassa Pianura Padana a pochi chilometri dalle acque dell’Adriatico, capoluogo dell’omonima provincia e incantevole cittadina da sempre protagonista della storia del Belpaese. Di origini antichissime e ignote, era in tempi lontani circondata dalle acque e accessibile solo dal mare, e pertanto facilmente difendibile, caratteristica questa che contribuì a renderla un porto tra i più importanti dell’intero Impero Romano. È stata inoltre capitale dell’Impero Romano d’Occidente (proprio a Ravenna Odoacre depose Romolo Augustolo), del Regno degli Ostrogoti e dell’Esarcato Bizantino, ma fu anche sotto la famiglia De Polenta una illuminata signoria. Inoltre le vestigia di questo luminoso passato, il complesso dei primi monumenti cristiani di Ravenna, è inserito dal 1996 nella lista dei siti italiani patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Qui inoltre trovò la morte nel 1321 il sommo poeta d’ Italia, Dante Alighieri, i cui resti ancora riposano nella Basilica di San Francesco, e in generale è considerata una delle città più culturalmente ricche dell’intera penisola. Tra le sue numerose meraviglie spicca certamente su tutte la magnifica Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, fatta costruire nel 505 da Teodorico accanto al suo palazzo e tra le più famose e artisticamente note d’ Italia. In origine adibita a Chiesa palatina, quindi ariana, dopo la riconquista bizantina venne consacrata al culto ortodosso, e poiché nel IX secolo le reliquie di Sant’Apollinare furono qui traslate dalla Basilica di Classe, in quell’occasione ricevette l’appellativo Sant’Apollinare, detta “Nuovo” per distinguerla da un’altra chiesa dallo stesso nome presente in città. 

La Basilica presenta una facciata timpanata, inquadrata da lesene e traforata da una bifora sormontata da due piccole finestre. In origine, forse, era racchiusa da un quadriportico, ma attualmente è preceduta da un semplice e armonioso portico di marmo databile al XVI secolo. Sul lato destro sorge invece il magnifico campanile cilindrico, caratteristico delle costruzioni ravennati e risalente al IX o X secolo. Le solenni colonne portanti sono invece in marmo bianco, e creano un notevole contrasto con la scurezza dell’edificio vero e proprio, donando un effetto originale ma estremamente armonioso nell’insieme. Al suo interno sopravvive la meravigliosa decorazione musiva dell’antica costruzione, nota in tutto il mondo, la quale dal punto vista stilistico, iconografico e ideologico consente di seguire l’evoluzione del mosaico e della chiesa stessa attraverso i secoli e le varie dominazioni straniere e non. Le 26 scene ritratte, risalenti al periodo di Teodorico, rappresentano il più grande ciclo monumentale del Nuovo Testamento esistente e, fra quelli realizzati a mosaico, il più antico giunto sino a noi.

Grazie all’imponente ciclo musivo e alla sua particolare struttura architettonica dovuta alla mescolanza di varie correnti artistiche determinate da differenti dominatori e periodi storici, la Basilica è oggi una perla tra le più amate di Ravenna e un vanto unico per il già sterminato patrimonio artistico del Belpaese.

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