Durante la settimana più osservata d’Italia, quella del Festival di Sanremo, anche il cibo trova il suo
palcoscenico. Al Roof di Casa Sanremo, dal 22 al 28 febbraio, la cucina diventa linguaggio
condiviso grazie al progetto gastronomico curato da Gambero Rosso, che firma l’area food con un
format pensato per accompagnare, senza interruzioni, il ritmo serrato della manifestazione.
L’inaugurazione ha scelto un simbolo chiaro e popolare: la pizza d’autore. Un gesto semplice,
immediato, capace di parlare a tutti, che ha dato il via a una settimana costruita su un’idea precisa
di ospitalità italiana: concreta, riconoscibile, profondamente conviviale.
Il cuore del progetto è un menu in continua evoluzione, pensato giorno per giorno per adattarsi ai
tempi, ai flussi e alle esigenze di chi vive Sanremo tra prove, dirette, incontri e backstage. Una
cucina che non cerca effetti speciali, ma punta su identità, ritmo e qualità, dimostrando come
l’eccellenza possa essere anche funzionale.
Ai fornelli si alternano cuochi e volti noti della cucina italiana, coordinati dalla squadra della
Gambero Rosso Academy. Ogni giornata racconta una sfumatura diversa del gusto italiano: dalla
cucina generosa e istintiva, fatta di sapori netti e piatti che parlano subito, a una proposta più
tecnica ma sempre accessibile, dove la manualità e il controllo permettono di mantenere standard
elevati anche sotto pressione. Non manca una lettura più mediterranea e diretta, fatta di piatti
sostanziosi, perfetti per sostenere le lunghe giornate sanremesi.
Accanto alla cucina salata, una presenza dolce accompagna l’intera settimana: dessert della
tradizione, piccola pasticceria e caffè scandiscono pause e ripartenze, dal mattino fino a notte
fonda, diventando parte del rituale quotidiano del Roof.
La pizza trova invece spazio in una vera e propria Pizza Court, attiva senza sosta. Gli impasti e le
farciture seguono una linea chiara: riconoscibilità, equilibrio, rispetto della materia prima. Le
proposte valorizzano i prodotti della filiera italiana, alternando interpretazioni classiche e
combinazioni più contemporanee, pensate per essere consumate rapidamente senza rinunciare al
carattere.
Fondamentale, in questo racconto, è il ruolo dei partner. Vini, caffè, birre, salumi, formaggi, farine,
oli e conserve costruiscono una regia collettiva che va oltre la sponsorizzazione. La filiera
agroalimentare italiana diventa visibile, concreta, operativa, inserendosi in uno dei contesti
mediatici più esposti dell’anno.
Con vista sull’Ariston e un flusso continuo di ospiti, il Roof di Casa Sanremo si conferma uno
spazio ibrido: ristorante, luogo di incontro, retrovia informale del Festival. Qui il cibo non è semplice
servizio, ma parte integrante del racconto. Un modo per tenere insieme musica, televisione e
cultura gastronomica, restituendo al gusto il ruolo che gli spetta: quello di linguaggio universale
dell’Italia.



