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Genova e la sua espansione nel Mediterraneo

Genova è tra le città più belle e interessanti d’Italia e, per questo motivo, accoglie ogni anno un gran numero di turisti desiderosi di scoprirne la storia, la cultura e le tradizioni.

Alle sue spalle, infatti, la città ligure custodisce un passato caratterizzato da conquiste, espansioni, predominio, colonizzazione, lotte di potere e, come accade spesso, momenti di buio totale alternati a decenni di massimo splendore.

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Le origini della città di Genova

Sulla nascita di Genova esistono, tuttora, lacune incolmabili; l’unica cosa certa è che la sua fondazione è da attribuire ai Liguri, una popolazione formata da famiglie isolate che si aggregavano solo per potersi difendere al meglio dagli attacchi dei nemici.

Il suo nome pare derivi dal termine celtico “genua”, cioè “entrata”, dato che fin dalle sue origini la città è stata sbocco sul mare e, al contempo, via d’accesso per il nord Italia e l’Europa centrale.

La sua storia inizia ufficialmente nel 205 a.C. quando il cartaginese Magone, fratello di Annibale, arriva via mare per saccheggiarla e distruggerla a causa del suo legame con Roma. Proprio un paio di anni dopo, infatti, è lo stesso pretore romano Spurio Lucrezio a ordinare la ricostruzione della città, ingrandendone il porto e dotandola di una cinta muraria come protezione.

Il Comune di Genova, invece, si è formato dopo l’anno 1000 grazie alle Compagne, cioè le associazioni mercantili e militari.

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L’espansione nel Mediterraneo

Il punto di svolta per Genova avviene con la I Crociata, voluta da Papa Urbano II per liberare la città di Gerusalemme. La spedizione si conclude con la liberazione di Antiochia, il che rappresenta per Genova il primo passo verso la sua espansione coloniale.

Una seconda spedizione viene organizzata e guidata da Guglielmo Embriaco, che termina con la liberazione della Città Santa nel 1099. Lo stesso Embriaco è protagonista anche di una terza spedizione, il cui esito comporta la conquista di Tiro e Cesarea.

Le varie conquiste, sinonimo di successo, portano Genova a essere una città autogovernata; la nascita della fiorente rete coloniale non fa altro che incrementare il commercio e spinge i genovesi a guardarsi intorno e a evolversi verso nuove forme creditizie e assicurative.

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Data la sua crescita politica, militare ed economica, la città ligure inizia ad ampliare la sua area di influenza anche sui territori circostanti: si espande, quindi, al nord del Tirreno attirando le antipatie di Pisa, soprattutto quando arriva a conquistare Portovenere. Questo è solo l’inizio di una lunga lotta (armata e non) tra le due Repubbliche Marinare.

Nel frattempo, Genova stringe rapporti commerciali non solo con gli Stati cristiani, ma anche con le nazioni musulmane, il che si rivela fiorente e redditizio. Di conseguenza, lungo la costa occidentale del Mediterraneo iniziano a sorgere via via sempre più colonie genovesi, sia sulla riva spagnola e cristiana, sia su quella meridionale e musulmana.

Ben presto, tutta la costa spagnola compresa tra Valencia e Gibilterra si riempie di colonie prettamente genovesi e la città italiana diventa un crocevia fondamentale del commercio del nord Europa con tutti i Paesi del Mediterraneo: dal porto genovese, infatti, partono navi cariche di spezie (e merci in generale) dirette verso le fiere più importanti del nord Europa.

La crisi a seguito dell’espansione

Il periodo di più grande espansione non è, per Genova, privo di crisi e problemi sia interni, che esterni. Se, da una parte, le famiglie genovesi continuano ad arricchirsi lo stesso non si può dire per le casse dello Stato, tanto da dover ricorrere alla riscossione del dazio su varie merci per ottenere cospicue somme con cui colmare le carenze. Insomma, una vera e propria privatizzazione del fisco.

Nel frattempo, le altre città marinare diventano sempre più irrequiete e l’astio con Pisa, in particolare, diventa talmente tanto evidente da sfociare, alla fine, in una guerra tremenda che si conclude con la vittoria di Genova.

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Ma non finisce qui, perché la città ligure deve far fronte anche agli attacchi di Venezia; durante uno scontro viene fatto prigioniero anche Marco Polo, che rimane per ben 4 anni nelle carceri liguri, durante i quali detta le sue memorie di viaggio al suo compagno di cella, Rustichello da Pisa, dando vita al celebre “Il Milione”.

Gli anni seguenti sono segnati da sangue, stragi e assassinii, oltre che dalla morte seminata dalla fame e dalla peste. Al contempo, arrivano anche gli invasori stranieri per cercare di placare le sommosse interne, con i francesi i prima linea.

E mentre Genova si occupa delle lotte intestine, Cristoforo Colombo, dopo essere stato “snobbato” dai suoi concittadini e aver ottenuto i finanziamenti necessari alla spedizione dal re spagnolo, attraversa l’oceano e scopre l’America. Un colpo bassissimo.

Bisogna aspettare il Cinquecento per eleggere un Doge in grado di gestire la città; il primo è Paolo da Novi che, dopo aver lottato a lungo contro Luigi XII, finisce sul patibolo. Fa capolino, quindi, una delle figure più discusse della storia genovese, quella di Andrea Doria, detto “il Principe”: stanco di servire la Francia, organizza un suo personalissimo esercito e conquista la città, dove governa per un lungo periodo all’insegna della ricchezza e dello splendore.

Il declino

Con l’avvento del Seicento, Genova affronta il suo periodo di decadenza: i Turchi si impossessano delle sue colonie in Oriente e l’America le sottrae il primato nella direzione delle correnti commerciali europee.

Un ultimo barlume di speranza si intravede nella Rivoluzione Francese: Genova si allea con Napoleone Bonaparte, sperando di ottenere l’indipendenza ma, nel momento in cui l’imperatore francese sale al trono e si autoproclama Re d’Italia, tutta la Liguria diventa di fatto una provincia francese.

Il desiderio di libertà da parte dei genovesi viene definitivamente stroncato dalla caduta di Napoleone: con il Trattato di Vienna del 1814, infatti, la Liguria viene annessa al Piemonte. Nel 1860, poi, Garibaldi fa partire la celebre spedizione dei Mille iniziando l’impresa che porterà all’unità d’Italia. Il resto è storia.

La Genova contemporanea

Le vicende di Genova dopo l’unità di Italia sono strettamente legate a quelle della penisola: lo scoppio della I guerra mondiale, l’avvento del fascismo, il II conflitto mondiale e tutto ciò che ne è derivato. Il cambiamento radicale che il Novecento ha apportato alla città è di carattere prevalentemente economico: da polo mercantile, Genova si trasforma in una zona industriale ricca di ferriere, acciaierie, zuccherifici, industrie di base e molto attenta al settore della cantieristica navale.

Il suo porto è ancora oggi molto importante per il territorio italiano, perché consente di collegare rapidamente nord e sud e di mantenere fitti ed efficaci rapporti con l’estero, non solo a livello economico ma anche e soprattutto turistico.

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Cosa vedere a Genova in un giorno

Tutta questa storia fa sicuramente venire voglia di visitare Genova e poter toccare con mano quello che è stato il suo passato, così tortuoso ma al tempo stesso avvincente! Ecco cosa vedere in un giorno trascorso in città:

Piazza della Vittoria

Dando le spalle alla stazione ferroviaria di Genova Brignole, si può ammirare Piazza della Vittoria: al suo centro si trova un monumento di grande importanza, cioè l’imponente arco di trionfo dedicato ai genovesi morti durante la Prima Guerra Mondiale. A fare da sfondo, la Scalinata delle Caravelle in cui sono raffigurate, appunto, le tre Caravelle con le quali Cristoforo Colombo partì alla scoperta dell’America.

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Via XX Settembre

Via XX Settembre è celebre per i numerosi negozi di prestigio e i bar super eleganti che ospita; entrambi la rendono molto attraente, soprattutto per chi ama lo shopping sfrenato e non vede l’ora di godersi qualche ora di spensieratezza. Si consiglia di passeggiare guardando verso l’alto: i soffitti sono meravigliosi e contraddistinti dai colori bianco e nero, tipici dell’antica nobiltà genovese.

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Piazza De Ferrari

A circa 1 chilometro da Via XX Settembre si trova Piazza de Ferrari, il cuore del centro di Genova, facilmente riconoscibile per via della grande fontana in bronzo che custodisce al suo interno. A fare da contorno ci sono quattro palazzi eclettici, oggi sedi di aziende e istituzioni, il Palazzo Ducale e il Teatro Carlo Felice.

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La Cattedrale di San Lorenzo

Proseguendo dritto su Via San Lorenzo si giunge alla celebre Cattedrale di San Lorenzo, realizzata in marmo bianco e nero e contraddistinta da due grossi leoni all’entrata. Costruita tra il 1100 e la fine del 1300, è famosa per essere stata bombardata dalla flotta inglese durante la Seconda Guerra Mondiale e, nonostante il fortissimo impatto, la bomba si trova ancora oggi all’interno della cattedrale.

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Il Porto Antico

Dalla parte opposta rispetto alla Cattedrale di San Lorenzo, e cioè seguendo Via San Lorenzo in discesa anziché in salita, si arriva al Porto Antico, una zona molto famosa del Porto di Genova che, nel 1992, ha ospitato le Colombiadi (cioè l’Expo); in quell’occasione il porto è stato completamente restaurato sulla base del progetto dell’architetto Renzo Piano.

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I Caruggi e il Museo di Fabrizio De Andrè

Il termine genovese “Caruggi” indica i portici e i vicoli ombrosi che caratterizzano la città, talmente incantevoli da dover essere ammirati e contemplati attentamente. Proseguendo dritto si giunge in Via del Campo, resa celebre dall’artista Fabrizio De André, al quale è stato dedicato un museo da dover assolutamente visitare.

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La Chiesa dell’Annunziata

Dopo aver percorso Via del Campo è possibile ammirare la bellissima Chiesa dell’Annunziata, che sorge sull’omonima piazza. Se dall’esterno può apparire come una normalissima cattedrale, è davvero consigliato entrare al suo interno: è in grado, infatti, di lasciare chiunque senza parole.

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Il Palazzo Reale

Tra le vie più importanti di Genova rientra Via Balbi poiché ospita il Palazzo Reale e la sede dell’Università di Genova, per poi terminare alla stazione ferroviaria di Genova Piazza Principe. Sulla sinistra si trova la Salita di Santa Brigida, dai colori sgargianti e ammalianti.

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Via Garibaldi

Via Garibaldi, a Genova, è Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco: consiste in un viale lungo 250 metri e largo 7,5 metri completamente chiuso al traffico e accerchiato da palazzi eleganti e sfarzosi che appartenevano all’antica signoria genovese.

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Spianata Castelletto

In ultimo, non è assolutamente da perdere la vista da Spianata Castelletto: da Piazza Portello si prende un ascensore scavato nella roccia che, in pochi minuti, porta sulla cima di una piazza dalla quale è possibile godere di un panorama mozzafiato che dà sul centro storico e su Porto Antico.

Da qui è possibile ammirare tutta la storia di Genova: il vecchio e il nuovo che si incontrano in un unico sguardo.

Copertina: corriere

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