
Le sue origini si spingono fino al Rinascimento, periodo in cui Livorno era ancora solo un piccolo insediamento di pescatori, i quali spesso dovevano lottare contro la fame. Per questo usavano i pesci che non erano riusciti a vendere e li mangiavano con del pane raffermo, rafforzato con aglio per coprirne gli odori. Un piatto povero appunto, ma delizioso e in grado di raccogliere in sé tutti i sapori del mare d’ Italia. Oggi il Cacciucco si è evoluto, si è diffuso in tutto il Belpaese, e alla ricetta è stato aggiunto il pomodoro e altre erbe, rendendo in generale il piatto più adatto ai gusti moderni, pur conservando intatta la sua essenza marina e umile.
Ingredienti (per 4 persone)
Mezzo kg di polpi veraci puliti
Mezzo kg di seppie pulite
4 trancetti di palombo
8 pesci da Cacciucco (scorfani, tracine, preti, gallinelle)
4 cicale
1 kg di pesci da minestra
300 gr di concentrato di pomodoro
Olio extravergine di oliva
Sedano, carota, cipolla, aglio, salvia, peperoncino
12 fette di pane raffermo tostato

Procedimento
In una casseruola preparare il brodo aggiungendo all’acqua sedano, carota, cipolla e i pesci da minestra precedentemente puliti e squamati. In una pentola preparare un leggero soffritto di olio extravergine di oliva, cipolla e peperoncino. Aggiungere polpi e seppie, il concentrato e poi il brodo dopo aver passato i pesci con un passaverdura. Aggiungere la salvia, i pesci da Cacciucco, il palombo e le cicale. Preparare una scodella con il pane tostato e agliato; aggiungere prima una base di polpi e seppie quindi sistemare sopra i pesci palombo e le cicale. Infine versare un po’ di brodo e un filo d’olio a crudo.





