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Valle dei Templi, il Telamone e l’Efebo

La Sicilia, la Valle dei Templi, è una delle principali mete turistiche per chi è alla ricerca di un viaggio all’insegna dell’archeologia. L’isola è stata abitata fin da tempi molto antichi, e nel corso dei secoli ha visto l’avvicendarsi di numerose dominazioni e culture, ognuna delle quali ha lasciato profonde tracce. Basta pensare ad Agrigento, fondata dai greci nel XI secolo a.C., dove ancora sorge la famosissima Valle dei Templi.

Un territorio del genere non poteva non avere un museo adeguato. Ecco perché proprio ad Agrigento è sorto nel 1967 il Museo Archeologico Regionale Pietro Griffi. A occuparsi della progettazione della struttura è stato l’architetto Franco Minissi. All’interno si possono trovare alcuni reperti molto noti, tra cui le statue del Telamone dell’Olympeion e dell’Efebo di Agrigento.

Le sale del museo

Il Museo Archeologico Regionale di Agrigento si compone di ben diciassette sale, che possono essere a loro volta suddivise in due grandi macroaree. La prima comprende le sale dalla prima all’undicesima, dove sono raccolti i reperti trovati ad Akrágas, l’antica città che sorgeva in questo territorio. La seconda parte, che comprende le restanti sale, vede una esposizione di tracce e reperti che provengono sia da Agrigento, sia da Caltanissetta e Enna.

Attraverso le sale si possono incontrare reperti di ogni genere. Si va dalle statue, tra cui spiccano il Telamone e l’Efebo, a testimonianze relative alla vita di tutti i giorni, dalle monete alle statuette votive. Il museo è aperto in ogni periodo dell’anno, ma prima di una visita vi consigliamo di dare uno sguardo agli orari dal sito ufficiale.

Il Telamone dell’Olympeion

La sesta sala è dedicata ad alcuni resti provenienti dall’antico Tempio di Zeus Olimpio, nota anche come Olympeion. Questo tempio venne eretto nei primi decenni del V secolo a.C., e si trovano diverse tracce scritte della sua presenza nel corso dei secoli. Il tempio sopravvisse anche in epoca romana, ma nel 1401 finì per essere ridotto in macerie da un terremoto. Da allora il tempio non è più stato ristrutturato, e come accaduto in molti altri casi alcuni dei suoi materiali sono stati riutilizzati.

In questa sala trovano spazio sia un Telamone proveniente proprio dall’Olympeion, sia un plastico che ha lo scopo di mostrare una ricostruzione del tempio. Oltre al Telamone intero ci sono anche tre teste. Sembra infatti che il Telamone non fosse semplicemente una statua, ma una vera e propria colonna scolpita per avere fattezze umane, e che per questo nel tempio dovessero essercene diversi esemplari. L’ipotesi più accreditata prevede che all’interno dell’edificio ci fossero ben 38 colonne come questa.

Il Telamone dell’Olympeion presente nel Museo Archeologico Regionale di Agrigento ha un’altezza di più di sette metri, ed è considerato tra le sculture più grandi relative all’arte greca.

Fonte : Wikipedia

L’Efebo di Agrigento

Nella decima sala si possono ammirare tre differenti sculture di epoca greca. Accanto ad un torso maschile e a una “Afrodite al bagno” spicca una delle opere più note ospitate nel Museo Archeologico Regionale di Agrigento, il famoso Efebo, una statua che appartiene alla tipologia dei kouros.

Dal punto di vista della datazione non ci sono certezze, ma secondo gli esperti potrebbe essere stato realizzato agli inizi del V secolo a.C. Anche sulla provenienza non ci sono pareri unanimi: potrebbe essere stata realizzata in Sicilia o invece essere stata importata direttamente dalla Grecia.

Il ritrovamento è abbastanza recente, e risale al 1897.

Come arrivare al Museo

Arrivare al Museo Archeologico Regionale di Agrigento è abbastanza semplice. La struttura si trova fuori dalla città, in Piazza San Nicola. La sua posizione la rende una perfetta tappa prima di entrare a visitare la Valle dei Templi.

Per chi si sposta in auto basta seguire le indicazioni. Dal centro di Agrigento si impiegano circa cinque minuti. Con i mezzi pubblici invece vi consigliamo di dirigervi in Piazzale Rosselli, da cui potete prendere gli autobus locali. Anche in questo caso il tragitto risulta decisamente breve.

Gustare Agrigento

Dopo aver passato una mattinata a visitare il museo sicuramente avrete appetito, e ciò significa che non potete perdere l’occasione di gustare i piatti tipici della zona. La Sicilia ha una tradizione culinaria molto apprezzata, e l’area di Agrigento non fa eccezione.

Se siete alla ricerca di un buon piatto a base di pesce vi consigliamo di provare la sogliola alla saccense. Il sapore della sogliola è esaltato dall’uso degli agrumi.

Passando invece alla carne non faticherete a trovare le “stigghiola”. Essenzialmente si tratta di uno spiedino realizzato con budella di ovini, cotto poi sulla brace.

Per quanto riguarda i dolci vi suggeriamo l’ottimo cciarduni, un dolce a base di crema di ricotta e decorato con delle gustose mandorle.

Un buon pranzo o una squisita cena devono essere accompagnati anche da del pregevole vino. Tra i vitigni autoctoni della zona spicca senza alcun dubbio il Grillo, da cui si ricavano vini bianchi molto freschi. Lo consigliamo soprattutto se state mangiando dei piatti a base di pesce.

Copertina : Unsplash

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