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La transumanza italiana: un viaggio alla scoperta della tradizione pastorale

La transumanza italiana, il trasporto delle greggi dalle zone collinari alle pianure, è una tradizione millenaria che nel 2019 è stata riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Ma in cosa consiste questa spettacolare migrazione che dà origine, fra le tante cose, ad uno dei piatti più conosciuti in Italia? E soprattutto, com’è cambiata nel corso degli anni con l’avvento della tecnologia?

«Settembre, andiamo. È tempo di migrare.
Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all’Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.
»

Recita così Gabriele D’Annunzio nella poesia I Pastori, in cui descrive in modo accurato la transumanza italiana. Un nome dalla chiara etimologia latina, che racchiude una tradizione millenaria, fatta di pastori e di greggi, di migrazioni dalle colline alle pianure, di usanze e di legame con la terra.

Quella di spostare le proprie greggi verso posti posti più adatti a trascorrere l’inverno è un’usanza antichissima, che si perde nella notte dei tempi, e di cui in Italia abbiamo tracce risalenti alla preistoria. In Alto Adige, più precisamente in Val Senales, infatti, si trova il cammino della transumanza italiana più antico che sembra risalire alla preistoria.

Le fasi della transumanza

Si possono riconoscere due fasi della transumanza: la monticazione e la demonticazione.

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Nuova Irpinia

Il primo termine indica la fase iniziale, che avviene nel periodo primaverile, in cui le greggi e i pastori si trasferiscono dai pascoli di pianura ai pascoli di alta quota dove trascorreranno l’estate.

Al contrario, il secondo termine, indica invece la fase del periodo autunnale in cui pastori e greggi si trasferiscono nuovamente in pianura, per trascorrere il periodo invernale.

La vita del pastore durante la transumanza

Nei tempi antichi, il continuo viaggio itinerante condizionava particolarmente la vita dei pastori, che seguivano le greggi e non potevano fare affidamento sulle strutture tipiche degli allevamenti moderni. Nei periodi di transumanza, infatti, la vita del pastore era a stretto contatto con la natura e con gli animali, con tutti gli aspetti positivi e negativi che questo potesse apportare.

Data l’assenza di stalle, impianti di mungitura o foraggiatura o di refrigerazione del latte, anche l’aspetto alimentare diventava complesso da gestire. I pastori portavano con sé carni secche o che si potessero conservare bene e formaggi stagionati, così come acqua e farina per poter provvedere al proprio sostentamento.

La transumanza in Italia

Sebbene la transumanza sia una tradizione presente anche in Francia e in Grecia, l’Italia è il paese in cui tale tradizione si concentra maggiormente, essendo praticata da nord a sud in quasi tutte le regioni.

Al centro, le regioni più interessate dalla transumanza italiana sono Abruzzo e Lazio, in cui il ruolo chiave è giocato dalla città di Amatrice, da sempre storicamente interessata dalla transumanza di greggi provenienti dalle pianure circostanti. Ed è proprio lì che, grazie alla transumanza, è nato uno dei piatti simbolo della cucina tradizionale romana: la pasta all’amatriciana.

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La tradizione vuole infatti che la pasta all’amatriciana sia stata inventata dai pastori durante la transumanza. Come detto precedentemente, i pastori erano soliti portare con sé carni che si potessero conservare bene, come il guanciale, e formaggi stagionati, come il pecorino.

Dall’unione di questi due ingredienti, con pasta fatta inizialmente di acqua e farina, nasce quella che poi si è evoluta – con l’aggiunta del sugo di pomodoro – in quella che oggi chiamiamo pasta all’amatriciana.

La transumanza italiana oggi

Trattandosi di una tradizione millenaria, la transumanza italiana è praticata ancora oggi e nel 2019 è stata riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. A livello zoologico, anche i moderni studi hanno confermato quanto generazioni di pastori hanno sostenuto nel tempo, ovvero che il cambio del pascolo a seconda della stagione possa solo che portare giovamento alle greggi.

Viaggi e Miraggi

Tuttavia, dato l’avvento della tecnologia, molto spesso ad oggi viene utilizzato l’autotrasporto per i tratti in cui conviene, utilizzando autocarri appositi per il trasporto degli animali. Nonostante questo, però, il passaggio della transumanza tradizionale rimane un’immagine senza tempo, che fa in modo che chi la guardi ritrovi – per un attimo – il contatto con la natura e con le tradizioni più antiche.

Foto di copertina: Il Gambero Rosso

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