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La rosa rossa di Gorizia, il più pregiato radicchio italiano

La rosa rossa di Gorizia, radicchio pregiato

La rosa di Gorizia, radicchio considerato tra i più pregiati tra gli ortaggi, è ormai nota in tutto il mondo e molto apprezzata dalla cucina gourmet. Parliamo di una varietà di cicoria caratterizzata da un colore rosso intenso oppure con sfumature tendenti al rosa, a seconda del tipo di selezione.

Alla vista appare come una grande rosa aperta dal sapore un pò amarognolo e dal gusto alquanto croccante ed oggi riconosciuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT).

Questa particolare tipologia di radicchio viene definita anche tardiva in quanto prodotta nel periodo invernale e destinata al commercio soltanto dopo una fase di lavorazione piuttosto lunga.

Inutile dire che il prodotto di punta del capoluogo friulano è ricco di valori nutrizionali e può essere gustato in tanti modi differenti oltre che allo stato puro oppure accompagnato da buon olio extra-vergine di oliva.

Rosa di Gorizia, sboccia la regina dell'inverno - ViaggiatoriWeb.it
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La storia della rosa di Gorizia dal passato ai giorni nostri

La cicoria rossastra, così come veniva definito in passato il pregiato radicchio friulano, è conosciuta fin dai tempi degli Asburgo pur se della sua esistenza si cominciò a parlare soltanto verso la fine del 1800, quando essa venne citata nel volume “Gorizia- la Nizza austriaca del 1873”, dove appare tra le descrizioni dei legumi coltivati in quella zona.

Senza dubbio la rosa di Gorizia ha avuto molta importanza per l’economia di Gorizia, che a quel tempo si basava quasi esclusivamente sulla produzione dei prodotti agricoli ed in particolar modo di tale radicchio.

Tanti vecchi contadini della zona ancora oggi ricordano quanto fosse importante che la terra producesse sempre questa tipologia di ortaggio che per loro costituiva una fonte di reddito sicura durante i mesi più freddi. Non a caso ancora oggi è considerato la regina d’inverno.

Ogni singolo agricoltore ne custodisce gelosamente il segreto per una produzione ottimale, tenendo in serbo i semi che daranno luogo alla futura ed impeccabile coltivazione di un radicchio unico al mondo.

Oggi il radicchio rosso del Friuli Venezia Giulia rappresenta per la Regione stessa una delle eccellenze culinarie, che arricchisce le ricette della tradizione ed è molto apprezzato anche oltre confine dalla ristorazione più raffinata.

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I valori nutrizionali della rosa di Gorizia

Inutile dire che tale prodotto vegetale tanto somigliante ad una bellissima rosa, è ricco di molteplici proprietà benefiche per l’organismo umano. Il radicchio rosso del Friuli, infatti, ha un’azione depurativa e diuretica, oltre a contenere ferro, calcio, antiossidanti, acido folico e vitamine.

A ciò si aggiunge la presenza di polifenoli antociani che aiutano a preservare il sistema cardiovascolare. Grazie al suo sapore amarognolo, la rosa di Gorizia diviene un ottimo alimento che facilita la digestione e l’espulsione dei gas intestinali e se consumato prima dei pasti riduce l’innalzamento della glicemia.

Una delle ricette consigliate dagli esperti di cucina è di gustarla cruda insieme a fagioli e patate lesse, condendo il tutto con del buon olio extravergine di oliva. Un piatto semplice ma sicuramente ricco di benefici e poco calorico.

Come avviene la coltivazione della rosa di Gorizia

Il radicchio friulano viene seminato ad inizio estate ed il fatto che la semina coincida con quella dei cereali, aiuta ad evitare la crescita di erbacce nocive ed inutili. Durante l’autunno le sue foglie proteggono il cuore interno dell’ortaggio.

Le meravigliose “rose” che sbocciano con l’arrivo dei mesi più freddi, vengono poi man mano raccolte e protette sotto alla paglia fin quando non saranno pronte per essere immesse sul mercato e sulle tavole.

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La rosa di Gorizia in tavola per piatti unici ed irresistibili

Sono davvero tante le ricette con cui la rosa di Gorizia si sposa perfettamente e che le rende ancora più uniche e gustose. In Friuli la si prepara soprattutto con piatti della tradizione, come un antico piatto a base di soffritto di pancetta con aggiunta di aceto ed infine il pregiato radicchio leggermente saltato.

Oggi le varianti culinarie sono davvero tante, grazie all’estro degli chef più rinomati, in grado di esaltare al massimo questa verdura dal colore rosso intenso accompagnandola a pietanze sia di carne che di pesce che hanno conquistato i palati più sopraffini.

Cucina di frontiera: 4 piatti icona di Alessandro Gavagna de La Subida
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Immagine di Copertina: Dissapore

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