La Fortezza da Basso ospita la 110a edizione di Pitti Immagine Uomo: oltre 720
brand, ospiti internazionali e un percorso che racconta l’evoluzione del vestire
maschile tra sartorialità, ricerca e nuovi linguaggi.
Firenze si prepara ad accogliere Pitti Uomo 2026, appuntamento centrale del calendario
internazionale della moda maschile. Dal 16 al 19 giugno, la Fortezza da Basso ospiterà la
110a edizione della manifestazione. Italian Traditions racconta un evento che supera la
dimensione fieristica: qui il guardaroba maschile viene osservato mentre prende forma, tra
eccellenze del Made in Italy, nuovi linguaggi creativi, ricerca sui materiali e un’attenzione
sempre più marcata al rapporto tra abito, identità e stile di vita.
Il tema dell’edizione estiva è The Pool, sviluppato da Chris Vidal Tenomaa e Tuomas
Laitinen di SSAW Magazine. La piscina non resta una semplice suggestione visiva, ma
diventa il filo conduttore dell’allestimento: acqua e giochi di luce accompagnano una
riflessione sul modo in cui la moda costruisce l’immagine di chi la indossa. Nel cuore della
Fortezza, l’installazione curata da Philéo Landowski e realizzata in collaborazione con
Pascal Hachem interpreta il tema attraverso una struttura di tubi fuori scala, pensata per
portare in superficie ciò che di solito resta nascosto: infrastrutture, lavoro e meccanismi di
costruzione dello spazio. È un approccio coerente con una direzione sempre più orientata non
solo al prodotto finito, ma anche ai processi, ai contesti e alle narrazioni che lo
accompagnano.
L’edizione 2026 riunisce oltre 720 brand, con una presenza internazionale significativa e una
proposta distribuita in cinque sezioni principali. Fantastic Classic resta il territorio
dell’eleganza formale, del tailoring e dei marchi più legati alla tradizione dell’abbigliamento
uomo. È qui che la sartoria italiana emerge con maggiore evidenza, attraverso la presenza nel
Padiglione Centrale di maison e aziende come Brunello Cucinelli, Caruso, Sartorio, Stefano
Ricci e L.B.M. 1911/Luigi Bianchi, accanto a realtà dal profilo più strettamente sartoriale
come Sartoria Partenopea. Futuro Maschile concentra invece le collezioni di ricerca, dove
innovazione tessile e lusso contemporaneo si incontrano. Dynamic Attitude guarda a
sportswear, streetwear e heritage casual, mentre Superstyling raccoglie le proposte più
sperimentali, con silhouette meno convenzionali e un’idea più libera del vestire. I Go Out
porta in primo piano outdoor e lifestyle progressivo, segno di quanto il rapporto tra moda,
funzionalità e tempo libero sia ormai centrale nel menswear.
Questa struttura permette di osservare con maggiore chiarezza ciò che sta accadendo nel
modo di vestire contemporaneo. Il completo non scompare, ma cambia peso e funzione:
diventa più morbido, meno formale, più adattabile alla quotidianità. Lo sportswear non è più
una categoria separata, ma dialoga con la sartoria. L’outdoor, un tempo legato quasi
esclusivamente alla funzionalità tecnica, entra nel linguaggio urbano. Anche accessori,
profumi e oggetti lifestyle assumono un ruolo più rilevante, come dimostra il ritorno di Hi
Beauty, area dedicata a fragranze, skincare e cura della persona.
Quest’anno tra i nomi più attesi c’è Simone Rocha. La designer irlandese, fondatrice e
direttrice creativa del marchio che porta il suo nome, presenterà il 18 giugno al Teatro della
Pergola la sua prima sfilata indipendente interamente dedicata al menswear. La scelta
conferma la volontà di Pitti di aprire il guardaroba maschile a linguaggi meno convenzionali,
capaci di lavorare sui codici dell’eleganza senza limitarsi alla tradizione sartoriale.
Accanto a lei, DSM Kei Ninomiya sarà Guest Designer con una collezione Spring-Summer
2027 inserita nel calendario della manifestazione. Il progettista giapponese, legato
all’universo Comme des Garçons e Dover Street Market, porterà una ricerca costruita su
forme, volumi e sperimentazione tecnica. A completare il quadro degli ospiti internazionali ci
sarà JiyongKim, Special Guest dell’edizione, con un progetto site-specific al Magazzino 07
della Fortezza da Basso, dedicato alla trasformazione dei materiali e delle superfici tessili.
Il calendario guarda anche al Nord Europa con SUNFLOWER, protagonista di uno Special
Project realizzato in collaborazione con Copenhagen Fashion Week. Il brand danese
presenterà una sfilata sulla terrazza del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, portando a
Firenze una visione essenziale e contemporanea del menswear. Nel complesso, questi
appuntamenti rafforzano la dimensione internazionale della manifestazione: non solo una
vetrina italiana, ma una piattaforma in cui approcci creativi diversi entrano in dialogo con la
cultura del vestire.
Pitti Uomo 2026 arriva in un momento delicato per il settore moda. Il mercato si muove in un
contesto segnato da prudenza nei consumi, tensioni geopolitiche e maggiore selettività da
parte dei retailer. In questo scenario, il salone fiorentino mantiene un ruolo strategico perché
consente ai brand di confrontarsi direttamente con buyer e operatori del settore, incontrare
interlocutori commerciali, costruire relazioni e valutare la risposta alle proprie collezioni. Non
è soltanto una questione di visibilità: per molte aziende, Pitti resta uno spazio commerciale
di riferimento, soprattutto in una fase in cui la qualità del prodotto e la solidità dell’identità di
marca pesano più della semplice esposizione mediatica.
Anche Firenze partecipa alla costruzione dell’evento. Durante i giorni del salone, la città si
trasforma in un’estensione della Fortezza, con presentazioni, mostre, sfilate e iniziative legate
alle scuole di moda, ospitate anche in luoghi simbolici come Palazzo Corsini, il Chiostro del
Complesso di Santa Maria Novella, Palazzo Gaddi, Forte Belvedere e Villa Vittoria.
La 110a edizione rafforza il ruolo di Pitti Uomo come osservatorio del menswear
contemporaneo. Firenze resta il punto di partenza, ma il racconto è sempre più globale:
sartoria italiana, ricerca asiatica, minimalismo nordico, sportswear internazionale,
outdoor e beauty convivono dentro una stessa piattaforma. In questa pluralità sta il senso
dell’appuntamento: mostrare una moda maschile più consapevole, meno legata a formule
rigide e più attenta alla relazione tra prodotto, identità e mercato.



