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Liberato Manna

Liberato Manna è un’importante eccellenza italiana, ha 46 anni e lavora all’Istituto Italiano di Tecnologia. Ricercatore da diversi anni, si è aggiudicato un riconoscimento molto importante, l’EAM Award, assegnatogli dall’International Association of Advanced Materials per il suo impegno nell’utilizzo di nuovi materiali. Il ricercatore in particolare si occupa dello studio e della realizzazione di materiali innovativi ed ecosostenibili come dei cristalli inorganici.

Una breve biografia del ricercatore

Liberato Manna nasce in Venezuela nel 1971 da genitori italiani. Una volta tornato in Italia si laurea nel 1996 in Chimica presso l’Università di Bari. Consegue poi un dottorato in Chimica, lavora per 4 anni presso la University of California Berkeley e in seguito presso il Laboratorio di Nanotecnologia del CNR-INFM di Lecce di cui in seguito è diventato responsabile. Inoltre dal 2010 è anche professore presso la Kavli Instutite of Nanoscience alla University of Technology in Olanda.

Lo scienziato è direttore di Nanochimica all’IIT da 8 anni, ha ben 318 pubblicazioni in diverse riviste scientifiche internazionali ed è stato citato oltre 22 mila volte. Ha inoltre un H-index (ovvero misura dell’impatto delle ricerche effettuate dal ricercatore sull’intera comunità scientifica) pari a 68, ovvero molto alto. 

Lascia che ti spieghi: è stato riconosciuto nel 2011 fra i primi 100 chimici al mondo, e nel 2013 ha anche vinto un importante premio dato dall’American Chemistry Society. Nel 2009 ha avuto anche un finanziamento di 1,3 milioni di euro per realizzare nanomateriali con proprietà avanzate e, in seguito nel 2014 altri 2,4 milioni di euro per studiare come si comportano nel campo chimico-fisico i nanocristalli colloidali. 

Il famoso studioso si è aggiudicato due premi dell’European Research Council (ERC), ovvero l’organismo dell’UE che finanzia i ricercatori di eccellenza di ogni età e nazionalità che svolgono la loro attività proprio nella stessa Unione Europea e paesi associati. 

Le energie rinnovabili

Liberato Manna è attualmente uno dei chimici più importanti proprio perché è riuscito a porre l’attenzione sull’uso di:

  • materiali innovativi e 
  • fonti rinnovabili

Ma cosa sono queste forme di energia e come possiamo sfruttarle? Innanzitutto, una breve definizione: le energie rinnovabili sono delle fonti di energia il cui utilizzo non danneggia le risorse naturali a disposizione dell’uomo. Inoltre queste forme di energia dopo ogni ciclo di utilizzo si rigenerano e sono dunque inesauribili.

Aspetta… c’è di più: sicuramente avrai sentito parlare di una delle fonti rinnovabili, utilizzata con il fotovoltaico ovvero l’energia solare. È bene sapere che di continuo la Terra viene irraggiata da questa forma di energia che può essere utilizzata quasi in eterno. Altre fonti di energia sono quella eolica: sicuramente ti sarà capitato di vedere i mulini a vento oppure le pale eoliche, che usano appunto l’energia generata dal vento.

Altre risorse utilizzabili sono l’energia idraulica, ovvero quella che sfrutta lo spostamento delle masse d’acqua, la geotermia cioè il calore che proviene dal sottosuolo oppure le biomasse. Queste ultime sono delle risorse organiche biologiche utilizzabili come combustibili oppure carburanti: alcuni esempi sono gli scarti della lavorazione agroalimentare da cui si ricavano sostanze organiche come zucchero, cereali, olii che è possibile trasformare in biocarburanti. 

La situazione in Italia

La produzione di energia da fonti rinnovabili anche in Italia adesso è una realtà. Finalmente molti italiani si sono resi conto dell’enorme potenziale di queste risorse, che ci rendono autonomi dal punto di vista energetico. È importante sapere che basta un piccolo investimento iniziale e in poco tempo, se hai ad esempio una villetta, è possibile montare i pannelli fotovoltaici che ridurranno drasticamente i costi in bolletta!

Considera questo: i piccoli impianti negli ultimi anni hanno avuto un successo notevole nel belpaese. Questo si spiega grazie al fatto che solo una piccola parte dell’elettricità prodotta è destinata all’autoconsumo, il restante circa 88% viene immessa in rete. Con questo metodo il piccolo produttore riesce a riprendere i costi sostenuti per la realizzazione dell’impianto. 

In conclusione, fortunatamente adesso anche in Italia si è compresa la grandissima importanza delle fonti rinnovabili e si cercano di incentivare sia i privati cittadini, che le imprese, ad utilizzare questo tipo di energia pulita e riutilizzabile!

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