Da Procida a Pantelleria, una selezione di isole da visitare, tra paesi, percorsi
costieri e ritmi ancora lontani dall’estate piena
Prima dell’alta stagione, le isole minori italiane mostrano il loro volto migliore: approdi più
tranquilli, sentieri praticabili senza il caldo di agosto, paesi dove i tempi quotidiani contano
ancora più di quelli turistici. Italian Traditions propone alcune destinazioni insulari da
scoprire quando i flussi sono ancora contenuti.
Procida, nel Golfo di Napoli e a poche miglia dalla terraferma, è adatta a chi cerca un’isola
raccolta ma ricca di scorci, percorsi e luoghi legati alla vita marinara. A Marina Corricella,
antico borgo di pescatori raggiungibile solo a piedi o dal mare, le case colorate scendono
verso l’acqua tra barche, gradinate e vicoli senza traffico. Da Terra Murata, il nucleo più alto e
antico, lo sguardo si apre sulla costa flegrea e sui tetti dell’isola, mentre più in basso la Chiaia
e la Chiaiolella alternano spiagge, porticcioli e brevi tratti pedonali.
Più a nord, l’Isola del Giglio unisce piccoli centri, acqua limpida e rilievi granitici. Chi arriva
dall’Argentario sbarca a Giglio Porto, con le case affacciate sul molo e il primo contatto con
la vita dell’isola. In alto, Giglio Castello conserva l’impianto medievale, le mura e una trama
di strade strette che porta lo sguardo dalla costa verso l’interno. Fuori dal pieno della
stagione, le Cannelle, l’Arenella, le Caldane e la baia del Campese si vivono con più calma,
tra soste balneari e camminate brevi. Oltre alle spiagge, il Giglio offre sentieri, macchia
mediterranea e punti panoramici che mostrano quanto la costa, il borgo alto e l’entroterra
siano legati tra loro.
Nel Lazio, Ventotene ha un carattere più appartato. L’isola si visita in pochi giorni, ma riunisce
mare, storia e tutela ambientale in uno spazio ridotto: il porto romano ancora inserito nella
vita quotidiana del paese, l’Area Marina Protetta delle Isole di Ventotene e Santo Stefano,
le cisterne antiche e il profilo di Santo Stefano, dove sorge l’ex carcere borbonico. Qui il
viaggio non ruota solo intorno alle spiagge: passa dal centro abitato agli affacci sulla costa, dai
resti romani ai luoghi del confino politico, legati anche alla nascita del Manifesto di
Ventotene.
Ponza, sempre nell’arcipelago delle Isole Pontine e non lontana da Ventotene, è più
conosciuta e frequentata, ma nei mesi che precedono l’alta stagione permette ancora di
viverla con tranquillità. Il porto, con le case colorate disposte lungo l’approdo, introduce a
un’isola segnata da pareti rocciose, insenature e tratti di costa accessibili spesso via mare.
Chiaia di Luna resta uno degli scorci più noti, con la grande parete chiara che domina la baia;
Cala Feola e le Piscine Naturali, nella zona di Le Forna, mostrano invece il versante
occidentale, tra roccia vulcanica, acqua trasparente e percorsi praticabili anche a piedi.
In Sardegna, l’arcipelago della Maddalena unisce paesaggio marino e protezione
ambientale. La Maddalena e Caprera sono le isole più facili da raggiungere: la prima
introduce al centro abitato e alla vita locale, la seconda apre a sentieri, macchia mediterranea
e piccole cale. Attorno, Spargi, Budelli, Razzoli e Santa Maria compongono un insieme di
rocce modellate dal maestrale, fondali chiari e tratti di costa regolati dal Parco Nazionale
dell’Arcipelago di La Maddalena. Qui la presenza di aree protette richiede attenzione:
accessi, navigazione e soste seguono regole precise, pensate per preservare un ecosistema
fragile e molto esposto alla pressione turistica.
Favignana, la maggiore delle Egadi, viene spesso identificata con Cala Rossa, Cala Azzurra e
Bue Marino, ma il suo interesse va oltre le soste balneari. L’ex Stabilimento Florio delle
Tonnare racconta il peso che la pesca del tonno ha avuto nella storia locale e oggi ospita un
percorso museale dedicato alla tonnara, alla mattanza e alla memoria industriale dell’isola. In
questo periodo, Favignana si presta bene anche alla bicicletta: le distanze contenute
permettono di muoversi tra strade pianeggianti, cave di tufo e tratti di costa.
Ancora nelle Egadi, Marettimo è adatta a chi cerca una realtà più appartata. L’isola ha un
profilo montuoso, segnato da sentieri, grotte marine e scogliere frastagliate. Il Castello di
Punta Troia è uno dei luoghi più suggestivi: affacciato su un promontorio, ospita il Museo
delle Carceri e l’Osservatorio per la Foca Monaca dell’Area Marina Protetta. Le escursioni
in barca permettono invece di avvicinare grotte e calette difficili da raggiungere da terra.
Marettimo si visita meglio senza programmi troppo fitti: servono scarpe comode, attenzione al
meteo e tempo per seguire i sentieri o aspettare le condizioni giuste per uscire via mare.
Tra la Sicilia e la Tunisia, Pantelleria ha un paesaggio diverso da quello di molte altre isole
italiane. Non è la meta delle spiagge sabbiose: a definirla sono la pietra lavica, i dammusi, i
terrazzamenti, il vento e un’agricoltura legata alle condizioni del territorio. Il Lago di Venere, le
acque termali naturali, l’Arco dell’Elefante, le cale rocciose e i sentieri del Parco Nazionale
dell’Isola di Pantelleria mostrano un luogo in cui il mare convive con campi coltivati, muri a
secco e paesaggi vulcanici. Prima del picco estivo, Pantelleria permette di camminare,
raggiungere contrade, osservare vigneti ad alberello e coltivazioni di capperi, fermandosi nei
punti panoramici senza le temperature più alte della stagione.
A renderle speciali non è soltanto la bellezza dei luoghi, ma il modo in cui invitano chi arriva a
cambiare passo. Prima che l’estate ne acceleri i ritmi, queste isole si lasciano scoprire nei
dettagli: un molo ancora quieto al mattino, una sosta in paese, una cala raggiunta senza fretta,
un sentiero aperto sul mare.
