Dalle origini medievali alla sfida tra le otto contrade, un percorso nel Palio di
Ferrara tra storia, rioni, borghi e luoghi simbolo del centro storico
Il Palio di Ferrara entra nei giorni decisivi. Dopo un mese di cerimonie e cortei, l’attenzione si
sposta sulla serata finale, in programma sabato 30 maggio 2026, dalle ore 20. Italian
Traditions racconta una delle tradizioni storiche più antiche d’Italia nel momento in cui la
memoria della città passa attraverso la sfida tra contrade.
Le origini della manifestazione risalgono al 1259, quando Ferrara celebrò la vittoria di Azzo VII
d’Este su Ezzelino da Romano con feste e gare popolari. Nel 1279 la tradizione venne
regolata dagli statuti comunali, che prevedevano corse in occasione della festa di San Giorgio
e dell’Assunta. Nel tempo, però, la rievocazione ferrarese si è legata soprattutto alla figura di
Borso d’Este e al suo ritorno da Roma nel 1471, dopo l’investitura a duca di Ferrara concessa
da papa Paolo II. Le corse attuali richiamano proprio quella celebrazione straordinaria, nata
per segnare una delle svolte più importanti della storia cittadina.
A contendersi i drappi sono le otto contrade della città, i rioni di San Benedetto, San Paolo,
Santa Maria in Vado e Santo Spirito e i borghi di San Giacomo, San Giorgio, San Giovanni e
San Luca. Ciascuna ha colori, insegne, sedi, gruppi di sbandieratori e musici. La sfida non si
concentra solo nella serata finale, ma si prepara nei mesi precedenti tra allenamenti,
costumi, prove e cerimonie.
Il Palio offre anche l’occasione per attraversare Ferrara partendo dai luoghi che ne spiegano
la storia. L’arena delle corse si trova non lontano da corso Ercole I d’Este, dall’Addizione
Erculea e da Palazzo dei Diamanti, tra le architetture più note del Rinascimento ferrarese.
Scendendo verso il centro, il Castello Estense e la Cattedrale di San Giorgio riportano al
cuore politico e religioso della città, mentre Via delle Volte richiama la Ferrara medievale, tra
archi in mattoni e l’antico legame con le attività mercantili. Palazzo Schifanoia completa
idealmente il percorso con il Salone dei Mesi, uno dei cicli figurativi più importanti del
Quattrocento italiano.
Molti appuntamenti dell’edizione 2026 si sono già svolti, dagli Omaggi al Duca alla
Benedizione dei Palii e Offerta dei Ceri, fino al Magnifico Corteo del 23 maggio. Ora
l’attenzione si concentra sugli ultimi passaggi prima delle corse: le prove, le cene propiziatorie
e l’appuntamento conclusivo in Piazza Ariostea.
La settimana finale si apre mercoledì 27 maggio con le Prove Cavalli, previste alle 21. Il
giorno successivo seguono le Prove Asini e Cavalli, sempre alle 21, mentre venerdì le
contrade si ritrovano per le tradizionali Cene Propiziatorie. Sabato 30 maggio si arriva alla
serata conclusiva, con il corteo storico e le quattro corse: quella dei putti per il palio rosso di
San Romano, quella delle putte per il palio verde di San Paolo, quella degli asini per il palio
bianco di San Maurelio e quella dei cavalli per il palio giallo di San Giorgio. In caso di
maltempo, sono previste date di recupero il 31 maggio o il 1° giugno.
La corsa dei cavalli resta la prova più seguita, ma il senso della serata nasce dall’insieme
delle quattro gare. Le prove dei putti e delle putte portano in piazza le nuove generazioni delle
contrade; quella degli asini mantiene un tono più popolare e imprevedibile; quella dei cavalli
chiude la competizione con il premio più ambito. Ogni drappo pesa nella storia della contrada
che lo conquista: la vittoria entra nei racconti familiari, alimenta l’orgoglio del quartiere e resta
come riferimento per gli anni successivi.
Il Palio non è quindi un evento già alle spalle, ma entra nella sua fase più intensa. Ferrara ha
già vissuto la parte cerimoniale del mese; ora l’attenzione si concentra sulla sfida, quando
Piazza Ariostea diventerà il punto d’incontro tra il lavoro delle contrade e la memoria
cittadina. Per chi visita Ferrara a fine maggio, la manifestazione è anche un modo per
conoscere il centro storico: dalla città medievale a quella rinascimentale, dalle vie del centro
alle mura, fino allo spazio in cui la storia torna a farsi gara.
