Un modo nuovo e differente di concepire il viaggio: liberi da obblighi, prenotazioni e orari.

I dizionari moderni definiscono il caravan come un “veicolo attrezzato con alloggi” o anche “veicolo ricreazionale attrezzato per il campeggio durante il viaggio”. In realtà, però, le prime carovane furono utilizzate per scopi pratici piuttosto che ricreativi, ad esempio per fornire riparo e alloggio alle persone che viaggiavano, artisti in cerca di un pubblico, artigiani in cerca di clienti distanti o, semplicemente, viandanti in cerca di nuova dimora. Intorno al 1810, in Europa furono costruiti carri per il trasporto di persone e merci in cui era possibile anche alloggiare, usati in Inghilterra dal 1820 per lo più da ambulanti e artisti circensi. I primi che iniziarono a vivere nei caravan (vardos), a partire dal 1850, furono gli zingari.

Nel 1921, su base Ford la ditta americana Campingcar realizzò quello che viene considerato il primo esempio di camper per uso turistico, dotato di quattro posti letto e un tavolo. Dopo la prima guerra mondiale iniziarono a circolare diverse roulotte trainate da macchine, mentre il camper era ancora un veicolo per pochi, quasi una rarità, e dal 1950 era comune vedere furgoni allestiti da camper, seppur abbastanza “spartani” nella dotazione interna. L’esempio più conosciuto di furgone adattato a camper è il Bedford.

Nello stesso anno, la ditta italiana Arca produsse il modello Noè, diventando da quel momento un punto di riferimento nella produzione di camper in Italia. Oggi i camper appaiono estremamente curati sia all’interno che all’esterno, attrezzati con ogni comfort, al pari di una casa, studiati per tutte le situazioni climatiche e dotati di numerosi accessori che consentono una larga autonomia senza il bisogno di strutture specifiche nei luoghi dove si sosta.

