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Il labirinto della Masone

Uno straordinario parco culturale, un progetto nato dalla mente brillante dell’editore Franco Maria Ricci,  appassionato collezionista d’arte e di bibliofilia, che ha dedicato gli ultimi dieci anni a dar vita, nella sua proprietà di Fontanellato, in provincia di Parma, a un geniale progetto visionario: un monumentale labirinto verde. Oggi Italian Traditions ti porta in un posto unico ed esclusivo del Belpaese, dentro il labirinto di bambù più grande del mondo!

 

Inaugurato nel maggio dell’anno scorso, il dedalo ha una pianta a stella che ricopre 7 ettari e si trova all’interno di una grande tenuta popolata da decine di migliaia di bambù di specie diverse e delimitata da imponenti filari di pioppi. Ispirato alla forma classica dei labirinti romani, a quattro campi interconnessi che si sviluppano intorno a un quadrato centrale, ha il pregio di introdurre bivi e biforcazioni che nei labirinti romani, rigorosamente univiari, non esistono.

«Da sempre i labirinti mi affascinano.  Insieme ai giardini, sono tra le fantasie più antiche dell’umanità. Il Giardino, o Eden incarna l’innocenza e la felicità; il Labirinto è, invece, una creazione del potere e una fonte di turbamenti.  Riflette la perplessa esperienza che abbiamo della realtà. Sognai per la prima volta di costruire un labirinto circa venti anni fa, nel periodo in cui, a più riprese, ebbi ospite, nella mia casa di campagna vicino a Parma, un amico, oltreché collaboratore importantissimo della casa editrice che avevo fondato: lo scrittore argentino Jorge Luis Borges. Si tratta del più grande labirinto al mondo, almeno per ora, e anche una delle più vaste piantagioni di bambù, almeno in Europa», ha affermato Ricci.

Progettato insieme agli architetti Pier Carlo Bontempi e Davide Dutto ed entrato a far parte del prestigioso circuito dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza, il Labirinto della Masone si estende per oltre tre chilometri. Le varietà di bambù presenti a Masone sono state importate e coltivate a lungo fino a risultare perfettamente acclimatate e integrate nel paesaggio locale. La scelta del bambù si deve alla maggior velocità di accrescimento rispetto alla tradizionale essenza da labirinto, il bosso. Ogni corridoio è largo tre metri.

All’interno del parco sono presenti, oltre ad una cappella cattolica, circa cinquemila metri quadrati di spazi destinati alla cultura: un museo, che ospita una collezione permanente, una grande biblioteca e spazi per eventi, concerti, esposizioni e altre manifestazioni culturali.

Il museo ospita la collezione d’arte di Franco Maria Ricci con cinquecento opere dal sedicesimo al ventesimo secolo e una biblioteca che custodisce l’opera completa degli editori e tipografi Giambattista Bodoni e Alberto Tallone, oltre all’opera della casa editrice fondata da Ricci.

Compito della Fondazione Franco Maria Ricci, proprietaria del Labirinto, è quello di conservare i libri e le collezioni d’arte del suo creator, e favorire attività culturali e di intrattenimento. Un altro, cui Ricci tiene molto, è di carattere paesaggistico: promuovere l’utilizzo del bambù – pianta robusta, esuberante e sempreverde – per eseguire, con le sue delicate cortine verdi, un opportuno quanto semplice maquillage a quei disadorni capannoni industriali che spesso rovinano il paesaggio italiano.

 

 

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