Un viaggio tra le tappe più attese del Giro d’Italia 2026, dal Blockhaus alle
Dolomiti, fino all’arrivo finale a Roma
Italian Traditions vi accompagna lungo il Giro d’Italia 2026, in programma dall’8 al 31
maggio. La 109a edizione della Corsa Rosa partirà dalla Bulgaria e si concluderà a Roma,
dopo 21 tappe. Il tracciato tocca aree molto diverse tra loro — dal Sud tirrenico
all’Appennino, dalla costa toscana alle Alpi, fino alle Dolomiti e al Friuli — e, tappa dopo
tappa, racconta un Paese fatto di paesaggi, storie e identità differenti, in cui la componente
sportiva si intreccia con quella territoriale.
Nessebar-Burgas: la partenza sul Mar Nero
Il via da Nessebar, città storica affacciata sul Mar Nero, apre l’edizione con una grande
partenza oltre i confini italiani. L’arrivo a Burgas inaugura le tre giornate bulgare, che
proseguiranno con Veliko Tarnovo e Sofia prima del trasferimento in Italia. È una scelta che
conferma la dimensione internazionale del Giro, ma prepara soprattutto il lungo
attraversamento della penisola.
Praia a Mare-Potenza: dal Tirreno all’interno lucano
Tra le prime tappe italiane, la Praia a Mare-Potenza mette in evidenza il rapporto tra sport e
territorio. In 203 chilometri, il percorso lascia la costa tirrenica e si addentra tra Calabria e
Basilicata, attraversando il Pollino, la valle del Sinni e l’area dell’Agri prima di risalire verso
Potenza. È un passaggio mosso, con dislivelli continui e centri abitati in quota, che porta il
Giro in una parte d’Italia meno presente nei grandi racconti turistici.
Paestum-Napoli: archeologia e città
La Paestum-Napoli unisce due luoghi centrali della Campania. La partenza dall’area
archeologica richiama la presenza della Magna Grecia nel Sud Italia, mentre l’arrivo in Piazza
del Plebiscito porta la corsa nel cuore di Napoli, che ospita il Giro per il quinto anno
consecutivo. Più che per gli effetti sulla classifica, la frazione si distingue per il valore
territoriale, collegando il paesaggio archeologico di Paestum a una delle città simbolo del
Mediterraneo.
Formia-Blockhaus: il primo arrivo in salita
La Formia-Blockhaus è uno dei passaggi chiave della prima parte del Giro. Dopo il tratto
iniziale lungo la costa del Basso Lazio, tra Sperlonga e Gaeta, il percorso risale verso
l’Abruzzo e la Majella, dove il Blockhaus rientra tra i luoghi storici della Corsa Rosa. È il
primo vero confronto in montagna: una giornata che può modificare i primi equilibri della
classifica.
Viareggio-Massa: la cronometro sulla costa toscana
La prova individuale da Viareggio a Massa sarà l’unica cronometro del Giro 2026. I 42
chilometri lungo il litorale toscano, prevalentemente pianeggianti e scorrevoli, possono
incidere sui distacchi tra i favoriti, soprattutto in un’edizione con molta montagna. Il tracciato
attraversa il lungomare della Versilia fino a Marina di Massa, in un’area dove la costa si
avvicina alle Alpi Apuane e al paesaggio delle cave di marmo.
Aosta-Pila: il Giro entra nelle Alpi
La Aosta-Pila porta la corsa in Valle d’Aosta, con una tappa breve ma intensa. I 133
chilometri concentrano una sequenza quasi continua di salite e discese, fino all’ascesa finale
verso Pila. È il primo passaggio alpino dell’edizione. Il percorso attraversa una regione in cui la
montagna non fa da semplice cornice, ma definisce il paesaggio: vallate, castelli, località
d’alta quota e strade che salgono rapidamente dal fondovalle.
Feltre-Alleghe: Dolomiti e Passo Giau
La Feltre-Alleghe, con arrivo ai Piani di Pezzè, è il grande appuntamento dolomitico
dell’ultima settimana. La tappa entra nel vivo negli ultimi 100 chilometri, dove concentra circa
5.000 metri di dislivello e una sequenza di salite che comprende Passo Duran, Coi,
Forcella Staulanza, Passo Giau e Passo Falzarego. Il Giau, Cima Coppi dell’edizione a
2.233 metri, sarà il punto più alto della Corsa Rosa.
Gemona del Friuli-Piancavallo: sport e memoria
La Gemona del Friuli-Piancavallo si svolge nella penultima giornata, con circa 200
chilometri e un forte valore simbolico. La partenza da Gemona richiama il cinquantesimo
anniversario del terremoto del 1976 e attraversa un territorio legato alla memoria del sisma e
alla ricostruzione. Sul piano sportivo, la doppia scalata del Piancavallo rende la frazione
l’ultimo vero banco di prova in montagna prima della conclusione.
Roma chiuderà la Corsa Rosa il 31 maggio. Il percorso toccherà anche Ostia, prima di
rientrare nel circuito cittadino finale, con passaggi accanto al Colosseo, alle Terme di
Caracalla e arrivo al Circo Massimo. La Capitale chiude un itinerario che, dalla partenza
bulgara all’ultima settimana di gara, attraversa il Paese lungo le sue strade e ne definisce il
profilo: coste, città, aree interne, montagne e comunità unite dal passaggio del Giro d’Italia.
