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Entroterra romagnolo, Verucchio e Montegridolfo

Proseguendo il viaggio alla scoperta dell’entroterra romagnolo, dopo San Leo e Santarcangelo ecco altri due luoghi da dover visitare assolutamente: Verucchio e Montegridolfo!

Verucchio

Il borgo di Verucchio si trova nell’entroterra romagnolo, su una collina, dalla quale domina sul verde delle campagne romagnole; grazie alle sue origini antichissime e ai personaggi illustri che sono passati dalle sue strade, rientra tra i paesi più interessanti di tutta l’Emilia Romagna e tra “i borghi più belli d’Italia”. Da qualche anno a questa parte, inoltre, è entrato a far parte del club delle Bandiere Arancioni, ovvero il marchio di Qualità Turistico Ambientale attribuito dal Touring Club Italiano.

Fonte: dal web

I reperti archeologici più antichi che sono stati ritrovati nel corso del tempo risalgono a un periodo compreso tra il X e il VII secolo a.C., il che dimostra che i primi insediamenti a Verucchio sono di epoca etrusca. Il centro abitato, nell’entroterra romagnolo, così come appare oggi, è stato costruito invece in epoca romana. Dopo un periodo buio durante il Medioevo, Verucchio riscopre successo e bellezza con l’avvento dei Malatesta. 

Cosa vedere a Verucchio

Il borgo di Verucchio, nell’entroterra romagnolo, è deliziosamente piccolo; tuttavia, mette a disposizione di turisti e visitatori un gran numero di luoghi, edifici e monumenti da vedere, proprio per scoprirne e apprezzarne la storia e la cultura. Ecco i principali: 

Piazza Malatesta

Il punto di partenza per visitare Verucchio è Piazza Malatesta: qui sorgono non solo la sede del Municipio, ma anche alcuni dei palazzi più belli del Settecento e dell’Ottocento. 

Fonte: dal web

Rocca del Sasso

Da Piazza Malatesta si giunge alla Rocca Malatestiana, nell’entroterra romagnolo, conosciuta anche come Rocca del Sasso. Si tratta di un’antica fortezza militare, costruita in cima allo sperone del monte che ospita anche il centro abitato, ed è tra le costruzioni militari difensive meglio conservate in tutta Italia. 

Fonte: dal web

Chiesa Collegiata di San Martino

La Chiesa Collegiata di San Martino, nell’entroterra romagnolo, è un edificio religioso dedicato al Vescovo Martino di Tours. Di recente costruzione, al suo interno ospita opere significative come il crocifisso del Trecento realizzato dall’anonimo Maestro di Verucchio. 

Fonte: dal web

La Porta del Passerello

Infine, dalla Collegiata è possibile avviarsi verso il borgo del Passerello, nell’entroterra romagnolo, che prende il nome dalla famiglia che fece costruire l’omonima rocca nel XIII secolo. La Porta del Passerello, punto di accesso, consiste ancora oggi in un simbolo del luogo, dato che i materiali con i quali è stata realizzata risalgono a oltre 800 anni fa. 

Fonte: dal web

Montegridolfo

Insieme a Verucchio, San Leo, Montefiore Conca e San Giovanni in Marignano, il borgo medievale di Montegridolfo , nell’entroterra romagnolo, è tra i 5 comuni riminesi che rientrano tra i Borghi più belli d’Italia. 

Al suo interno, Montegridolfo ospita numerosi edifici e monumenti di rilevanza storica e architettonica che attirano turisti da tutto il mondo, ma la sua peculiarità principale risiede nel fatto che si trovi a pochissimi metri dal confine con le Marche: in pratica, Montegridolfo è l’ultimo comune romagnolo che si incontra prima di cambiare Regione. 

Cosa vedere a Montegridolfo

Il borgo di Montegridolfo, piccolo ma straordinario, merita un’attenzione particolare per il suo passato caratterizzato da vicende storiche molto interessanti, immortalate da monumenti ed edifici ancora ben visibili. Ecco quali: 

Castello di Montegridolfo

Tutti i borghi dell’entroterra romagnolo sono accomunati dalla presenza di un castello, e Montegridolfo non è da meno: con il suo Castello di Montegridolfo, infatti, racconta le infinite lotte tra i Malatesta e i Montefeltro, che a lungo si contesero i territori romagnoli. 

Fonte: dal web

Chiesa di San Rocco

L’unico edificio religioso di Montegridolfo è la Chiesa di San Rocco: si trova fuori dalle mura cittadine, dove è stata costruita nella prima metà del Quattrocento. Al suo interno custodisce opere rilevanti risalenti in particolare al Seicento. 

Fonte: dal web

Santuario della Beata Vergine delle Grazie

Un’ultima cosa da vedere a Montegridolfo è indubbiamente il Santuario della Beata Vergine delle Grazie: consiste in un complesso religioso nella frazione di Trebbio realizzato nella seconda metà del Cinquecento a seguito di una doppia apparizione della Madonna; quest’ultima avrebbe poggiato i suoi piedi su una macina da frantoio, lasciando un’impronta. Questa stessa macina è ancora oggi conservata all’interno del Santuario. 

Fonte: dal web

Cosa mangiare e bere in Romagna

Prima di lasciare l’entroterra romagnolo, il consiglio è di cercare una trattoria locale, prenotare un tavolo e gustare i piatti tipici della Regione. La cucina tradizionale romagnola è conosciuta in tutto il mondo, quindi vale assolutamente la pena provare i seguenti piatti: 

la piada, spessa e soffice a Cesena, Forlì e Ravenna, grande e sottile a Rimini; 

la spianata, una focaccia abbastanza alta preparata con farina, acqua, sale e lievito e ricoperta con olio extravergine di oliva, rosmarino e sale grosso; 

i tortelli romagnoli, farciti solitamente con erbe di campagna e ricotta e aromatizzati con la noce moscata; 

i tortelli sulla lastra, a base di acqua e farina, ripieni di zucca, patate e formaggio; 

i mandorlotti, dolci a base di farina, zucchero, albumi e mandorle tritate.

Fonte: dal web

Questi sono solo alcuni dei piatti tipici romagnoli da dover provare, dato che la scelta è talmente ampia da creare l’imbarazzo della scelta! In ogni caso, è bene ricordare che la Romagna è famosa anche per i suoi vini prestigiosi, come il Sangiovese di Romagna, il Trebbiano e il Pagadebit, eccellenti compagni di ogni pasto romagnolo!

Copertina: dal web

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