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Nasce Eataly alla Radice : dalla terra alla tavola – quando l’etichetta racconta la vita della filiera

Nelle parole di Serena Milano, Direttrice Generale di Slow Food Italia, c’è l’essenza di un cambiamento profondo: “L’etichetta deve raccontare una realtà, non solo un prodotto”.
Ed è proprio da questa visione che nasce Eataly alla Radice, un progetto di filiera che unisce la trasparenza dei processi produttivi all’identità delle persone e dei luoghi che danno vita alla pasta.

Sul palco di Eataly Milano Smeraldo si sono incontrati attori d’eccellenza come la Fondazione Siniscalco Ceci Emmaus, ATS Agri, Premiato Pastificio Afeltra e Molino De Vita, insieme sotto un unico disciplinare tecnico ispirato ai principi dell’agroecologia.
Una filiera che parla di terra, acqua, clima e identità: quattro pilastri che si fondono in un racconto autentico, consultabile anche attraverso un QR code con etichetta narrante sviluppata da Slow Food Italia.

Per il Molino De Vita, questo linguaggio è tutt’altro che nuovo. Da anni l’azienda foggiana ha scelto di imprimere sui propri sacchi di semola una narrazione che va oltre la tracciabilità: un racconto di territorio, cultura e persone.
Non solo date e lotti, ma luoghi, volti e storie che trasformano un prodotto agricolo in un ponte tra agricoltori e consumatori.

Un impegno coerente con la filosofia della famiglia De Vita, agricoltori prima ancora che mugnai, custodi di una tradizione che non teme l’innovazione ma la guida con rispetto e competenza.
La loro adesione alla Rete del Mediterraneo e al Protocollo LocalTourism.IT conferma una visione chiara: la tracciabilità deve essere anche narrativa, capace di restituire dignità alla filiera e al territorio che la genera.

In un momento storico in cui il Made in Italy ha bisogno di autenticità più che di slogan, la semola del Molino De Vita continua a parlare la lingua più sincera di tutte: quella della terra.

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