Search

Barcellona, il Made in Italy parla di futuro

Nasce il “Made in Together” tra innovazione, cultura e impresa

C’è un’Italia che non esporta soltanto prodotti, ma valori. Identità, cultura e visione. È quella che ha
animato la tappa catalana del roadshow internazionale della Made in Italy Community, ospitata
all’Istituto Europeo di Design (IED) di Barcellona: un incontro tra imprese, istituzioni e professionisti
italiani e spagnoli, uniti da un obiettivo comune — costruire un futuro condiviso tra tradizione e
innovazione.

Un ponte tra due Mediterranei

«Abbiamo cominciato quattro anni fa per risvegliare negli italiani la consapevolezza delle
eccellenze che ci appartengono», ha spiegato Roberto Santori, fondatore della Community,
aprendo la giornata.
Oggi quel progetto ha superato i confini nazionali, trovando nella Spagna un alleato naturale.
Con 68 miliardi di interscambi tra i due Paesi, il Mediterraneo si conferma non una frontiera, ma un
terreno comune. «Forse non è più solo Made in Italy», ha osservato Mar Alarcón, vicepresidente di
Foment del Treball. «È un Made in Together, un modo di costruire futuro attraverso le differenze.»

Diplomazia economica e identità condivisa

L’evento, organizzato con il supporto del Consolato Generale d’Italia a Barcellona, della Camera di
Commercio Italiana, di Foment del Treball e dello IED, ha messo al centro il valore strategico del
Made in Italy come motore di diplomazia economica.
Nel suo intervento, il console Mattia Lupini ha ricordato che oggi ogni ambasciata italiana deve
diventare un punto di riferimento per le imprese, in linea con la riforma del Ministero degli Esteri
che unisce politica e economia in un’unica strategia.

«Il Made in Italy non è solo un marchio, ma un modo di fare e di pensare», ha aggiunto Igor
Garzesi, presidente della Camera di Commercio Italiana a Barcellona.

Tra design, sostenibilità e alta tecnologia

Il dibattito, moderato da Patrizia La Daga, giornalista e Ambassador della Community in Spagna,
ha offerto una panoramica delle nuove frontiere del talento italiano: non solo moda, cibo e design,
ma anche tecnologia, innovazione digitale e sostenibilità.

Dallo storytelling del gusto di Pierluigi Galloni (Garda Import), alla visione tecnologica di
Alessandro Di Salvo (Italtel), fino alla manifattura artistica di Andrea Sica (Smeg España), ogni
testimonianza ha raccontato un’Italia che evolve senza rinnegare la propria anima.

Secondo una ricerca citata da Danilo Melle (TP Infinity), l’82% dei consumatori spagnoli è disposto
a pagare fino al 20% in più per un prodotto autenticamente italiano. Un dato che conferma quanto
il valore percepito del Made in Italy sia ancora legato alla fiducia, alla bellezza e alla storia.

L’Italia che ispira

Non sono mancati i volti dell’innovazione emergente, come Valentina Pizzuti e la sua nonna-socia
Pasqualina, protagoniste di un progetto dolciario che ha conquistato Barcellona con il loro “tiramisù
da passeggio”.
O come Massimiliano Brigida, fondatore di It’s Week – La Tech Made in Italy, che ha ricordato: «Si
parla spesso di moda e cibo, ma anche i microprocessori sono nati in Italia. È tempo di raccontare
anche la nostra rivoluzione tecnologica.»

Un filo rosso ha attraversato tutti gli interventi: la consapevolezza che il Made in Italy non è più
soltanto un marchio di origine, ma un linguaggio universale che unisce territori e persone,
innovatori e artigiani, generazioni e culture.
Un linguaggio che oggi, da Barcellona, sceglie una nuova parola chiave: insieme.

Fonte Ufficiale Foto Copertina : madeinitalycommunity

Close
Your custom text © Copyright 2018. All rights reserved.
Close