La decisione il 10 dicembre a Nuova Delhi. “Vai Italia”, la canzone di Al Bano, accompagna la
candidatura.
La cucina italiana si prepara a compiere un passo storico: entrare ufficialmente tra i Patrimoni
Immateriali dell’Umanità dell’UNESCO. Il verdetto arriverà il 10 dicembre a Nuova Delhi, ma
intanto l’Italia si mobilita per celebrare il cuore più autentico della propria identità: la tavola.
Per sostenere la candidatura, i Ministeri dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste
e della Cultura, insieme all’Anci, hanno organizzato per domenica 21 settembre un grande evento
nazionale: “Il pranzo della domenica – Italiani a tavola”.
Un momento di condivisione collettiva, da nord a sud, dove ogni città diventerà teatro di un rito
antico che resiste al tempo: quello di ritrovarsi insieme attorno a un piatto di tradizione.
“Non candidiamo una ricetta, ma un rito” – ha spiegato il ministro Francesco Lollobrigida. – “Un
gesto che racconta chi siamo: dalla scelta dei cibi alla preparazione, fino a quel momento sacro in
cui si parla del cibo mentre lo si condivide.”
Un patrimonio che parla al mondo
La cucina italiana non è solo una questione nazionale. È un linguaggio universale, che unisce oltre
60 milioni di italiani all’estero e milioni di persone che nel mondo si ispirano al nostro stile di vita.
Proprio per questo, l’iniziativa avrà un respiro internazionale, coinvolgendo anche le ambasciate
italiane a Londra, Parigi e New York, dove si celebreranno i sapori e i simboli della nostra cultura
gastronomica.
“L’Italia è un mosaico di sapori e riti che raccontano la sua storia e il suo territorio,” ha ricordato il
ministro della Cultura Alessandro Giuli. – “Dal pranzo contadino all’alta cucina stellata, ogni gesto
a tavola riflette la nostra civiltà. È per questo che sosteniamo con convinzione questa candidatura:
la cucina italiana è, da sempre, cultura viva.”
Dalla tavola alla televisione
La giornata del 21 settembre sarà raccontata in diretta su RAI 1 con uno speciale di “Domenica In”
dedicato all’UNESCO, in collegamento con le piazze italiane. Protagonisti non solo chef e cittadini,
ma anche volti noti della cultura, dello sport e dello spettacolo, chiamati a raccontare cosa
significhi, per un italiano, “stare a tavola”.
La colonna sonora di un sogno
A dare voce e ritmo alla candidatura è la canzone “Vai Italia”, interpretata da Al Bano insieme ai
bambini del Piccolo Coro di Caivano e dell’Antoniano.
Il brano, presentato in anteprima al Ministero della Cultura, è firmato da Mogol, prodotto da Fio
Zanotti e accompagnato dalla direzione artistica di Frate Giampaolo Cavalli.
Un inno di speranza e orgoglio, che celebra l’Italia della convivialità e della rinascita.
Un rito che ci rappresenta
Non si tratta solo di cibo. Ma di memoria, identità e relazione.
Ogni domenica, da generazioni, le famiglie italiane si ritrovano per condividere non solo un pasto,
ma un senso di appartenenza. È questo che l’Italia porta davanti all’UNESCO: la sacralità del
convivio, la cultura dell’accoglienza, la bellezza del tempo condiviso.
Se la decisione del 10 dicembre sarà positiva, la Cucina Italiana diventerà la prima al mondo a
ottenere questo riconoscimento.
Un traguardo che non riguarda solo chi cucina, ma chi, ogni giorno, sceglie di fare della tavola un
gesto d’amore.
