La spongata di Pontremoli è un antico dolce di origine mista, cioè che appartiene a ben tre regioni: Toscana, Emilia-Romagna e Liguria. La ricetta affonda le sue radici in tempi molto antichi e rappresenta un dolce intramontabile e golosissimo che, ancora oggi, popola le tavolate italiane (soprattutto al centro e al nord) durante il periodo delle feste e non solo.

Origini della spongata di Potremoli
Le ricette hanno spesso una connotazione popolare che riguarda la loro trasmissione orale nel corso dei secoli quindi, molto spesso, stabilirne le reali origini non è molto semplice. Ad esempio, le storie che riguardano le radici di questo dolce del Centro e del Nord Italia sono tante, a tal punto da essere considerato tra i piatti più misteriosi della tradizione culinaria italiana.
I più curiosi saranno felici di sapere che la storia di questo dolce è stata anche al centro di un convegno organizzato dalla Delegazione Lunigianese dell’Accademia, nei primi anni del duemila, a Pontremoli.

C’è chi ritiene che la spongata di Pontremoli (o spungata) abbia origini ebraiche in quanto, sarebbe stata trasportata dagli ebrei provenienti dalla Spagna che giungevano in Italia. Ricerche e studi, però, hanno ritrovato tracce di questo dolce che risalgono a molto tempo prima, addirittura all’età degli antichi Romani: il termine, infatti, appare nei documenti dell’abbazia di San Colombano di Bobbio, fondata in epoca longobarda dal santo irlandese Colombano.
Un altro indizio delle sue origini antiche si trova nel Codice Diplomatico del Monastero di Bobbio dove l’abate San Colombano chiedeva il permesso di poter dare a chi fosse ospite una “pasta spongata”.
Ed è sempre nei documenti dello stesso codice di Bobbio che la spongata di Pontremoli appare di nuovo: a quanto sembra, durante il Natale del 1194, i monaci benedettini avevano l’usanza di regalare una spongata a tutti coloro che portassero la loro quota di affitto senza fare alcun ritardo. Stando sempre al documento, quest’uso non apparteneva solo al Natale ma anche ad altri periodi dell’anno.
Infine, fu durante il Rinascimento che la spongata di Pontremoli ebbe il suo posto sulle tavole dei grandi nobili, tanto da essere fatta in dono al duca Francesco Sforza di Milano nel 1454 e, l’anno successivo, al duca Borso d’Este di Ferrara.
Spongata di Pontremoli: da dove deriva il suo nome?
Che origini ha il nome “spongata”? E perché questo dolce si chiama proprio così? Anche in questo caso, le risposte possibili sono tante.
Una strada da percorrere è quella che ci porta al latino: il nome del dolce, infatti, deriverebbe dal latino sponga (in italiano, “spugna”), nome ricollegabile alla consistenza spugnosa che il dolce prende a causa della cottura dello zucchero.
D’altro canto c’è chi sostiene che il latino c’entri ben poco e che, la spongata di Pontemoli, prenda in realtà il suo nome dallo spagnolo spongado, parola di origine ebraica.

Come cucinare la spongata di Pontremoli
Anche se forse non sapremo mai con certezza in che periodo storico affonda le radici questo dolce o quale sia l’origine del suo nome, qualcosa che possiamo conoscere c’è ed è la sua ricetta!
Iniziamo col dire che, preparare un’ottima spongata non è così difficile: ci vorrà, però, un’attenzione particolare ai tempi di riposo della pasta. Per iniziare sarà necessario preparare il ripieno fatto di frutta secca: qui potrete scegliere se seguire la ricetta originale oppure aggiungere qualcosa affidandovi alle varie rivisitazioni.
Poi, si passerà ad unire i canditi con l’uvetta e il pangrattato; di seguito, si aggiungerà il miele, la confettura, lo zucchero di canna, il rum, e tutti gli ingredienti necessari.
Nel frattempo, sarà importante preparare la pasta e lasciarla riposare in frigorifero per almeno mezz’ora: a questo punto, si aggiungerà il ripieno alla pasta e si cuocerà in forno! La ricetta è davvero di semplice esecuzione e potete leggerla per intero qui.
La spongata di Pontremoli è un dolce squisito, da assaggiare (e, perché no, da cucinare!) almeno una volta nella vita, anche al di fuori del periodo delle festività. Un piccolo consiglio extra: questo è il dolce ideale da abbinare al Vino Passito!
Copertina: giallozafferano



