Tra internazionalizzazione, calo dei volumi e crescita del valore, il vino italiano
cerca nuovi equilibri
Dopo l’avvio tra il centro città e quartiere fieristico, Vinitaly continua con le sue giornate
operative. Dal 12 al 15 aprile, la nuova edizione del Salone internazionale dei vini e dei
distillati offre un quadro più chiaro del settore, tra incontri nei padiglioni e confronto diretto
con i mercati. Anche Italian Traditions segue da vicino questa fase della manifestazione.
Uno degli aspetti più evidenti è la dimensione internazionale. A Verona si incontrano
operatori provenienti da oltre 130 Paesi, con più di 30 mila presenze estere attese e un
programma di incoming che coinvolge oltre mille top buyer selezionati insieme ad Agenzia
ICE. Accanto ai mercati consolidati, cresce l’attenzione verso nuove aree, in particolare in
Asia, segno di un settore che continua a cercare sbocchi e partner commerciali oltre i confini
tradizionali.
In questo scenario si conferma una tendenza già emersa negli ultimi anni: la crescita passa
sempre meno dai volumi e sempre più dal valore. Il vino italiano mantiene un ruolo rilevante
sui mercati internazionali, con un export che si attesta intorno ai 7,8 miliardi di euro, pur
attraversando una fase meno espansiva rispetto al passato. Nei padiglioni si parla quindi di
posizionamento, identità e capacità di presidiare le fasce più alte, in un contesto che
richiede maggiore attenzione alle strategie commerciali.
Indicazioni simili arrivano anche dalla grande distribuzione. I dati presentati in fiera
descrivono un mercato da circa 3,2 miliardi di euro, caratterizzato da volumi in calo ma da
un valore sostanzialmente stabile. Un segnale che conferma un cambiamento nelle abitudini
di acquisto: meno quantità, ma maggiore selezione, con crescente attenzione alla qualità e
alla riconoscibilità delle etichette.
Tra i temi centrali delle giornate di Vinitaly c’è anche il rapporto con la ristorazione. I consumi
fuori casa valgono circa 12 miliardi di euro l’anno e rappresentano una componente
fondamentale del mercato. Allo stesso tempo emergono alcune tendenze: cresce la
domanda di vini freschi e più immediati, tengono gli spumanti, mentre le tipologie più
strutturate mostrano maggiori difficoltà. In questo contesto, il dialogo tra produttori e
ristoratori assume un ruolo sempre più strategico per interpretare l’evoluzione dei consumi.
Nel corso della manifestazione trova spazio anche la cucina italiana. Il programma
gastronomico “Vinitaly’s Gourmet Experience” accompagna la fiera con la presenza
quotidiana di alcuni chef: Giorgio Bartolucci il 12 aprile, Alfonso Caputo il 13, Leonardo
Fiorenzani il 14 e Agnese Loss il 15.
Un calendario che affianca alle degustazioni momenti dedicati alla cucina, portando nei padiglioni un racconto più ampio del vino e del suo utilizzo a
tavola.
Accanto alla ristorazione, emerge anche il tema dell’enoturismo. Gli incontri dedicati al tema
evidenziano un comparto che vale oltre 3 miliardi di euro e che coinvolge in misura crescente
anche il pubblico internazionale. In molte realtà, la presenza di visitatori stranieri ha ormai un
peso rilevante, ma restano alcune criticità legate all’accessibilità, alla promozione e
all’integrazione con il sistema turistico.
Non manca poi l’attenzione agli aspetti legati all’immagine del prodotto. Il Vinitaly Design
Award, giunto alla trentesima edizione, ha assegnato 94 riconoscimenti, mettendo in luce il
ruolo del packaging come leva strategica per il posizionamento. Etichette, materiali e scelte
grafiche diventano strumenti per distinguersi in mercati sempre più competitivi, dove anche la
presentazione contribuisce a definire il valore percepito del vino.
Accanto alle novità, resta il legame con la storia e con i territori. Il 53° Premio Angelo Betti
ha assegnato 21 Benemeriti della vitivinicoltura italiana, uno per ciascuna regione. Un
riconoscimento che richiama il lavoro e le esperienze alla base della crescita del vino italiano,
mantenendo al centro la dimensione territoriale, che resta uno dei suoi punti di forza.
Le giornate di fiera hanno visto una presenza istituzionale consistente. La manifestazione ha
accolto la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenuta a Verona per ribadire il ruolo
del vino come elemento centrale dell’identità produttiva e culturale italiana. La visita si
affianca agli incontri promossi dal Ministero dell’Agricoltura durante la manifestazione, tra
cui il Tavolo Vino dedicato alle prospettive della filiera.
Nel complesso, a Vinitaly si osserva un settore che si muove tra mercati internazionali,
consumi in evoluzione e nuove esigenze di posizionamento. In questo contesto,
ristorazione, enoturismo e attenzione all’identità del prodotto guidano il vino italiano alla
ricerca di nuovi equilibri senza perdere il legame con i territori da cui nasce.
