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I primi occhiali da sole sono nati in Italia

Quasi ogni singola invenzione ha una storia irrintracciabile, soprattutto quando questa risale a un passato molto lontano. È il caso degli occhiali da sole, in cui i fatti storici si mescolano addirittura con leggende.

Se state pensando alla famosa immagine di Nerone che guarda i combattimenti dei gladiatori attraverso uno smeraldo da ingrandimento (preso dai gioielli della propria madre dopo averne ordinato l’uccisione, tra l’altro), beh, avete fatto centro! Si tratta, infatti, di un esempio perfetto del mito. Anche se è piuttosto probabile che egli cercasse di contrastare con la gemma il bagliore del sole sulle armature lucide, di sicuro non avrebbe beneficiato di alcun effetto telescopico, dato che ciò sarebbe stato impossibile da un punto di vista ottico. La storia circa l’uso di pietre preziose usate per ripararsi la vista dai raggi del sole da parte della nobiltà veniva generalmente raccontata con riferimento al popolo cinese intorno al XII secolo, ma nemmeno questa versione è vera e attendibile. Gli “occhiali da sole” cinesi, infatti, non venivano utilizzati affatto per il sole, ma come parte delle maschere utilizzate da alcuni giudici per interrogare i sospettati senza voler svelare le proprie emozioni attraverso le reazioni del viso.

Il primo reale utilizzo di occhiali colorati per proteggersi dal riverbero del sole è stato documentato nel XVII secolo in Italia – proprio la stessa città in cui originariamente sono nati gli occhiali. Come abbiamo già detto anche in un altro post, le riservatissime fabbriche per la lavorazione del vetro dell’isola di Murano erano da tempo il luogo in cui venivano prodotti tutti gli occhiali da vista del mondo; non c’è da meravigliarsi, quindi, che anche quelli da sole siano stati inventati lì. Ai tempi, però, non erano ovviamente articoli di moda, ispiratori di tendenza, ma una necessità sia per l’aristocrazia che si trasferiva di palazzo in palazzo sugli assolati canali, sia per i gondolieri che dovevano guidare le famose gondole veneziane al loro interno. La prima testimonianza che abbiamo li descrive come occhiali da gondola: erano verdastri e utilizzati soprattutto dalle donne, da cui proviene il nome alternativo di vetri di dama.

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