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Il 2 giugno a Roma, nei luoghi della Repubblica


Dal referendum del 1946 alle celebrazioni nella capitale, un itinerario tra simboli
e palazzi istituzionali


Il 2 giugno non è soltanto una data del calendario civile italiano. È il giorno in cui il Paese
ricorda il passaggio dalla monarchia alla Repubblica, dopo la guerra, la dittatura fascista e
una lunga frattura nazionale. A Roma, questa vicenda prende forma tra piazze, palazzi e
cerimonie che ogni anno la riportano al centro della vita pubblica. Italian Traditions propone
un itinerario nella capitale, seguendo le tracce lasciate dalla nascita del nuovo Stato e il
modo in cui continuano a parlare al presente.


All’origine della ricorrenza c’è il referendum istituzionale del 2 e 3 giugno 1946. Gli italiani
furono chiamati a scegliere tra monarchia e Repubblica e, nello stesso momento, a eleggere
l’Assemblea Costituente incaricata di scrivere la nuova Carta costituzionale. Per la prima
volta votarono anche le donne: un passaggio decisivo, perché la nascita della Repubblica
coincise con una diversa idea di cittadinanza, fondata sul suffragio universale e sulla
partecipazione democratica. Da quel voto prese avvio anche una nuova stagione per Roma,
dove i palazzi del potere monarchico divennero progressivamente le sedi dello Stato
repubblicano.


La prima tappa è l’Altare della Patria, in piazza Venezia, dove le celebrazioni si aprono
tradizionalmente con l’omaggio al Milite Ignoto. Il Vittoriano nacque come monumento
all’Italia unita e a Vittorio Emanuele II, ma nella giornata del 2 giugno assume un significato
più ampio: qui lo Stato rende omaggio ai caduti e trasforma la memoria nazionale in rito civile.
Anche nel 2026, il programma ufficiale prevede alle 9.15 la deposizione della corona d’alloro
da parte del Presidente della Repubblica.


Da piazza Venezia il cerimoniale prosegue verso via dei Fori Imperiali, dove si svolge la
parata. La sfilata attraversa uno degli assi monumentali della capitale, portando la
celebrazione nel cuore storico di Roma. In programma alle 10, si conclude con il sorvolo delle
Frecce Tricolori e vede la partecipazione di Forze Armate, corpi dello Stato, Protezione
civile, Croce Rossa e rappresentanze istituzionali.


Il percorso conduce poi a Montecitorio, luogo centrale della nascita della Repubblica. Dopo il
referendum, l’Assemblea Costituente si riunì qui per la prima volta il 25 giugno 1946,
nell’Aula dove ancora oggi lavora la Camera dei deputati. In quelle sedute fu elaborata la
Costituzione, approvata il 22 dicembre 1947 ed entrata in vigore il 1° gennaio 1948. Per gli

ottant’anni dall’elezione della Costituente, la Camera ospita la mostra “1946: nasce la
Repubblica. L’Assemblea Costituente a Montecitorio”, allestita nella Sala della Lupa,
dove furono proclamati i risultati del referendum.


A pochi passi da Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica, si trova Palazzo
Giustiniani, scelto da Enrico De Nicola, Capo provvisorio dello Stato, come residenza nella
fase successiva al referendum, quando il nuovo ordinamento non aveva ancora assunto il suo
assetto definitivo. Qui, il 27 dicembre 1947, firmò l’atto di promulgazione della Costituzione,
controfirmato da Alcide De Gasperi e Umberto Terracini.


La tappa successiva è il Quirinale, palazzo che più di altri racconta la trasformazione
politica dell’Italia. Nato come residenza pontificia, divenuto poi palazzo reale dopo l’Unità,
con la Repubblica assume una nuova funzione e diventa la sede della Presidenza. Il
passaggio è simbolico: un luogo legato per secoli al potere monarchico diventa la casa
istituzionale del Capo dello Stato, garante dell’unità nazionale. Quest’anno il palazzo sarà
protagonista anche in serata con “I Volti della Repubblica”, evento previsto alle 21 nella
piazza antistante e trasmesso in diretta su Rai 1.


Nella stessa piazza si trova anche Palazzo della Consulta, sede della Corte costituzionale
dal 1955. La sua presenza richiama un’altra funzione essenziale dello Stato democratico:
garantire il rispetto della Costituzione attraverso controlli ed equilibri tra i poteri. Dopo
Montecitorio, Palazzo Giustiniani e il Quirinale, la Consulta chiude questa parte
dell’itinerario ricordando che la Repubblica non vive solo nei suoi simboli, ma anche nelle
garanzie che ne regolano il funzionamento.


La Festa della Repubblica offre anche l’occasione per vivere Roma attraverso i suoi spazi
pubblici. In questa giornata, musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali sono
visitabili gratuitamente, secondo gli orari ordinari e con prenotazione dove prevista. Per chi si
trova nella capitale, le celebrazioni possono quindi trasformarsi in un itinerario più ampio:
dall’area dei Fori al Colosseo, dal Vittoriano ai palazzi istituzionali, fino ai luoghi in cui la
storia del Paese continua a essere custodita e raccontata.

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