
Distese di tronchi deformati dal tempo, tutti uguali eppur diversi nella struttura, nella forma, nella chioma ormai imponente, gli ulivi secolari si stagliano sul panorama salentino, conferendogli odori e colori tipici ormai tradizionali. Le caratteristiche geologiche, nonché la scarsa necessità di cure, fanno sì che gli ulivi resistano per anni, lustri, e, addirittura, secoli, alle intemperie, alla forza distruttrice del vento e della pioggia e all’insopportabile caldo torrenziale delle estati salentine. È soprattutto la loro forma a incantare e lasciare a bocca aperta grandi e piccini: la pianta cresce molto lentamente e col passare del tempo il tronco si trasforma, diventando sempre più contorto, piegandosi su se stesso e, dopo lungo tempo, spaccandosi nel mezzo. La corteggia assume diverse sfumature di colore a seconda dell’età del tronco, nonché della penetrazione della luce solare che brucia e secca il legno; laddove il sole non batte, infatti, il legno tende a restare più umido e, talvolta, a marcire. Sebbene l’aspetto caratteristico degli ulivi, in special modo di quelli secolari, sia il tronco, non bisogna dimenticare che il vero elemento essenziale si cela nella grande chioma: miriadi di palline piccole e scure dalle quali ricavare l’oro verde del Salento, l’olio d’oliva, ormai esportato e conosciuto in tutto il mondo.

Soprattutto negli ultimi anni, poi, con l’avvento della crisi economico-finanziaria, si sceglie spesso di disboscare intere aree destinate originariamente alla coltivazione di alberi di ulivo per lasciare posto a nuove colture più produttive o, nel peggiore dei casi, all’installazione di impianti tecnologici. Anche a livello legislativo regionale si cerca di intervenire per regolare la questione, mirando alla salvaguardia del territorio e delle sue peculiari caratteristiche, ma le necessità dell’uomo sono in continua e rapida evoluzione, forse troppo frettolosa rispetto al ritmo naturale di un albero che vanta secoli di vita.





