Giochi da tavolo di Natale
Il periodo natalizio rappresenta la più grande occasione festiva dell’anno, durante la quale una calda atmosfera fatta di famiglia, tavolate imbandite, intimità e regali viene arricchita anche dalla pratica di diversi intrattenimenti tradizionali. È intorno al tavolo, infatti, che gli italiani si ritrovano e indulgono tra l’altro a trascorrere un tempo dilatato e sereno, tornando a scoprire i più amati giochi da tavolo natalizi. Ogni famiglia ha le sue abitudini e le sue usanze, ma di solito i giochi sono piuttosto diffusi lungo tutta la penisola italiana, con qualche variante più regionale.

La tombola
È il gioco natalizio per eccellenza. La tombola, infatti, mette insieme gli italiani di ogni età intorno a un tavolo, in attesa febbrile di quei numeri che, estratti da un cestino, potranno fargli vincere i montepremi stanziati in combinazioni di due, tre, quattro, cinque e, in fine, di tutti i numeri contenuti da una cartella.
Il gioco della tombola trae le sue origini nella Napoli del XVIII secolo, dove si impose sostanzialmente come un’alternativa familiare al diffuso gioco del Lotto, con la speciale caratteristica di associare a ognuno dei 90 numeri utilizzati altrettanti significati. Nella prima metà del ‘700, infatti, dinanzi al tentativo delle autorità di controllare o addirittura vietare il Lotto, fu trovata un’alternativa proprio a partire dall’abitudine di praticarlo in casa durante le festività natalizie.
Così, quella della tombola divenne una pratica abituale per la città di Napoli, diffondendosi poi in tutt’Italia. Oggi, come allora, si gioca scegliendo tre cartelle, e attendendo che vengano estratti, uno dopo l’altro i numeri, che vanno raccolti su un apposito tabellone, attendendo che si vengano a comporre sulle stesse le combinazioni numeriche corrispondenti ai premi di crescente valore, fino alla tombola.
Il gioco diventa davvero coinvolgente quanto divertente quando, nella più pura tradizione partenopea, si segue l’usanza di dichiarare a ogni estrazione del numero il suo corrispondente, utilizzando la Smorfia napoletana. Così, ad esempio, se esce il numero 1 si grida “l’Italia”, se esce il 77 “Le gambe delle donne”, se esce il 90 “la Paura”! Il gioco è al meglio delle sue possibilità, poi, se per segnare sulle cartelle i numeri estratti si utilizzano fagioli, pasta di piccola trafila o frutta secca.

Il Mercante in fiera
Ecco un altro gioco, in questo caso di carte, particolarmente amato e diffuso ovunque nel nostro Paese. Si gioca con due mazzi di 40 carte figurate appositamente utilizzati per il Mercante in fiera, e più alto è il numero dei partecipanti maggiore è il divertimento. Obiettivo del gioco è quello di rimanere con una sola carta in mano, che sia uguale a una delle tre carte poste sul tavolo all’inizio del gioco, ognuna delle quale rappresenta un certo montepremi. A dettare le mosse del gioco è il banditore, che non solo mescolare e distribuire le carte, ma anche dirigere le operazioni di vendita delle carte stesse, che consentono di avere maggiori probabilità di vittoria.
Il Sette e mezzo
Sono numerosi i giochi con carte tradizionali un po’ in tutta Italia, ma alcuni in particolari sono particolarmente diffusi. Tra questi certamente c’è il Sette e mezzo, gioco che utilizza le carte napoletane il cui scopo è quello di riuscire a ottenere il punteggio di 7 e ½, o comunque avvicinarsi il più possibile, superando allo stesso tempo il punteggio ottenuto dal banco, che di volta affronta un giocatore alla volta. Superando il 7 e ½, si perde. Ogni giocatore, a turno, guarda la carta che gli è toccata, depositando sul tavolo l’importo che intende giocare, decidendo poi quante carte chiedere e quando “stare”. Nel caso il banco dovesse “sballare”, superando la quota massima da raggiungere, è tenuto a pagare tutte le puntate degli altri giocatori in partita. Le carte dall’asso al 7 valgono tanti quanti punti rappresenta il loro valore numerico, le figure valgono mezzo punto, mentre il re di denari è una sorta di jolly, che può quindi assumere un punteggio a scelta del giocatore che ne entra in possesso.
Il Tressette
Anche il Tressette è un tradizionale gioco di carte, che prevede il coinvolgimento di due coppie di giocatori. Si utilizza un mazzo di 40 carte napoletane o francesi. Ogni giocatore dispone di 10 carte, e si procede disponendo una carta sul tavolo, con gli altri giocatori che devono rispondere con lo stesso seme utilizzato dal primo in gioco, e in mancanza di esso gettando una carta di altro seme. Vince ogni presa chi ha messo sul tavolo la carta del seme giocato dal primo in gioco con maggiore valore. Il giocatore che ha fatto la presa è chiamato a iniziare la mano successiva. Vince la coppia che ha ottenuto il punteggio prefissato, che varia da 21 a 41 o 41 punti. Le carte hanno valore decrescente: 3, 2, Asso, Re, Cavallo, Fante, 7, e 4.
Tra i giochi di carte tradizionali ci sono poi la Briscola, la Scopa, il Ruba mazzetto e l’Assassino, che consentono di solito anche la messa in palio di piccole somme, e prevedono l’uso di carte napoletane.

Il Sinco
Il Sinco è un gioco di invenzione relativamente recente, infatti è stato ideato negli anni ’80 dal napoletano Emilio Salvatore, che lo chiamò così dalla pronuncia spagnola del numero cinque, ed ha una diffusione più che altro locale. Si gioca in 10 giocatori al massimo, utilizzando un mazzo di carte napoletane. Ogni giocatore sceglie una cartella dove sono raffigurate 25 carte da gioco, e il mazziere raccoglie le somme stabilite per giocare, dividendole poi nei contenitori approntati per le vincite, che sono cinque: Il Centro, Il Sinco, L’Angolo, Il rombo e Il poker. Poi le carte vengono scoperte in sequenza, e i giocatori coprono con una fiche sulla cartella le carte di volta in volta chiamate, in pratica come accade con il gioco della tombola.

Immagine di copertina: primapaginasalemi


