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Giardino degli Aranci, Incantevole terrazza sulla Città Eterna

Capitale d’ Italia e città tra le più belle e culturalmente ricche al mondo, Roma è da secoli prima della nascita di Cristo considerata come il centro della cristianità e del mondo occidentale, la città eterna e imperitura che ha visto sorgere il più grande impero che la storia abbia mai conosciuto. Chiese, basiliche, teatri, palazzi, reliquie, gallerie, statue, sculture, antichi manufatti e monumenti di valore inestimabile, piazze e mausolei, tutto questo e molto altro si può trovare a Roma, dove dietro ogni angolo possono nascondersi tesori unici al mondo.

Per questo Roma è anche una città assai impegnativa da visitare: enorme (quasi 1300 km quadrati di estensione) e magnifica, è il comune più grande del Belpaese e tra i maggiori dell’intero continente. Per questo a chi decida di visitare le immortali opere della capitale certamente non dispiacerà fermarsi a riposare all’ombra degli alti e numerosi aranci del Parco Savello, per tale motivo meglio noto appunto come Giardino degli Aranci. L’incantevole giardino si estende nell’area dell’antica fortezza eretta dalla famiglia Savelli tra il 1285 e il 1287, presso la chiesa di Santa Sabina sull’Aventino, e basata su un preesistente castello fatto costruire dai Crescenzi nel X secolo.

L’attuale giardino fu realizzato invece nel 1932 dall’architetto Raffaele de Vico, dopo che già agli inizi degli anni Venti del ‘900, con la nuova definizione urbanistica dell’Aventino, era stato previsto di destinare a parco pubblico l’area che i padri Domenicani della vicina chiesa tenevano a orto, in modo da offrire libero accesso alla vista da quel versante del colle, che vanta tuttora una delle viste più mozzafiato sui panoramici tramonti della Città Eterna. Il giardino, piantato ad aranci con riferimento all’albero presso cui predicava S. Domenico fondatore dell’ordine, conservato nel vicino chiostro di Santa Sabina e visibile tramite un buco nella serratura del portico della chiesa, ha ricevuto da de Vico un’impostazione rigidamente simmetrica, con un viale mediano in asse con il belvedere, che si apre in due ampi e sinuosi slarghi. L’ingresso principale, in Piazza S. Pietro d’Illiria, fu arricchito nel 1937 dal portale proveniente da Villa Balestra sulla via Flaminia, e che ancora decora l’entrata nel parco.

Una vera oasi di tranquillità nel pieno centro storico di Roma, una terrazza affacciata su tramonti di millenaria bellezza e che concede il raro lusso di contemplare l’antica skyline della Città Eterna in tutto il suo splendore.

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