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Le Cinque Terre, tra mare e natura lungo la costa ligure

Il territorio delle Cinque Terre si estende tra Punta Mesco e Punta di Montenero, nella Riviera Ligure di Levante, in provincia di La Spezia, capoluogo di provincia collegato dalla linea ferroviaria. Su questo tratto di costa, stretta dai monti che scendono a picco sul mare, si affacciano cinque caratteristici borghi: Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso. L’area, inoltre, comprende il Parco nazionale delle Cinque Terre, che comprende il litorale e la zona marina protetta – attraversato nella sua lunghezza dal “Sentiero azzurro” – all’interno del quale si possono avvistare anche falchi pellegrini, tassi, donnole e faine.

Fonte: Cosa vedere a Genova

Riomaggiore

Il borgo di Riomaggiore è il primo che si incontra provenendo dalla non lontana La Spezia.

La sua nascita, secondo un’antica leggenda, risalirebbe all’VIII secolo, quando qui sbarcarono dei profughi greci scacciati dalla madrepatria durante le feroci persecuzioni iconoclaste. I discendenti di quelle genti, secoli dopo, fondarono il nucleo storico di Riomaggiore, che oggi corrisponde al quartiere detto della Marina.

Fonte: Get Your Guide

Il centro storico conserva intatte le sue caratteristiche e atmosfere originarie, con le case dipinte a colori pastello strette le une alle altre lungo strette e ripide stradine e scalinate che scendono verso il mare. Nella parte alta del piccolo centro spicca il castello, che conserva la parte esterna, le mura e due torri circolari, la chiesa di san Giovanni Battista, costruita nel ‘300 e poi trasformata nell’800, e l‘Oratorio di san Rocco e san Sebastiano, costruito come ringraziamento per la fine di un’epidemia di peste.

Fonte: E-Borghi

Da vedere anche il palazzo del Municipio, decorato dai murales dell’argentino Silvio Benedetto, e il seicentesco Oratorio di santa Maria Assunta, che conserva un pregiato trittico della Madonna con Bambino tra i santi Giovanni e Domenico, risalente al ‘400, e la statua lignea raffigurante la Madonna delle Catene, a cui è legata la memoria delle incursioni dei pirati saraceni. Verso il Colle del Telegrafo, invece, sorge il Santuario di Nostra Signora di Montenero, che fu eretto dagli abitanti di Riomaggiore sul luogo – da cui si gode lo splendido panorama del Golfo dei Poeti – dove avevano nascosto un’immagine della Madonna durante l’invasione longobarda.

Fonte: Lorenzo Taccioli

Da Riomaggiore, inoltre, parte la cosiddetta Via dell’Amore, strada pedonale scavata nella roccia che giunge fino a Manarola, ed è possibile imboccare numerosi sentieri per il trekking, che raggiungono il Santuario di Montenero, Portovenere e Val di Vara. Per gli amanti della gastronomia e della buona cucina, la specialità di Riomaggiore è la torta di riso salata, che viene preparata in occasione della festa di san Giovanni Battista.

Fonte: Goa Magazine

Manarola

Anche questo borgo, che appartenne alla famiglia dei Fieschi, vanta origini antiche. Probabilmente, infatti, il suo nome deriverebbe dal termine latino “Manium arula”, che indicava un piccolo tempio dedicato agli dei Mani che sorgeva in questo luogo, o forse da “magna roea”, termine che indicava la ruota del mulino.

Fonte: PaesiOnline

Inoltrandosi nel centro storico, si può scoprire la chiesa di san Lorenzo, risalente al ‘300, eretta in stile gotico ligure impreziosito dal rosone in marmo di Carrara, e il quattrocentesco Oratorio dei Disciplinati. Ci sono poi l’antico Lazzaretto, trasformato in un’abitazione privata, e la Torre campanaria, che svolgeva un tempo anche la funzione di torre d’avvistamento, essendo questo tratto di mare particolarmente infestato dalle scorrerie dei pirati saraceni.

Fonte: Lorenzo Taccioli

Lungo la strada che scende verso il mare, invece, sono visibili le caratteristiche case-torri con le loro facciate colorate, e poi lo stretto reticolo dei carrugi, uniti tra loro da scalinate in ardesia. Una visita è consigliata al Museo dello Sciacchetrà, squisito vino DOC che si produce esclusivamente in questa zona. In fine, non può mancare l’arrivo al balcone a picco sul mare, alla fine di via Belvedere, nella piazzetta dedicata al poeta Eugenio Montale. A tavola, invece, si consiglia di assaggiare il cappon magro, l’antico piatto della cucina ligure che si prepara con pesce e verdure.

Fonte: L’angolo del gusto

Corniglia

Posta al centro delle Cinque Terre, Corniglia si erge su uno sperone roccioso circondato dai terreni terrazzati dove si coltiva la vite. Corniglia deve il suo nome alla famiglia romana Cornelia, ed è famosa fin dall’antichità per il vino. Il centro abitato scende lungo la via principale, fino alla terrazza di santa Maria, da dove si diparte la lunga scalinata che porta alla Marina di Corniglia. Inoltrandosi nelle strette stradine del borgo si può scoprire la bella chiesa di origini quattrocentesche di san Pietro, in stile gotico-ligure.

Fonte: Liguria.it

Sotto il piazzale della chiesa, inoltre, si possono scoprire i resti medievali e alcune piccole sculture presenti sulla facciata di una casa, forse un tempo facente parte dell’antico ospedale. Le principali spiagge si trovano a Marina di Corniglia, oltre a quelle che corrono verso Manarola e Vernazza, mentre i percorsi per il trekking fanno parte della rete del Sentiero Azzurro. Da provare la torta dei Fieschi, a base di biscotti savoiardi, cioccolato e panna.

Fonte: Cinque Terre Italy

Vernazza

Anche Vernazza si erge su uno sperone roccioso che si inoltra nel mare, ed è circondata nell’entroterra dai terrazzamenti chiusi da muretti a secco che, realizzati nel orso dei secoli, hanno consentito ai tenaci abitanti della zona di ricavare la terra necessaria per le coltivazioni. Abitata fin dal Medioevo, Vernazza fu fortificata con mura, torri di avvistamento e bastioni, ancora oggi in parte visibili.

Fonte: Wikipedia

Nel cuore del borgo, nel dedalo di caruggi, si affacciano le tipiche case colorate ed eleganti palazzi, e spicca la chiesa di santa Margherita d’Antiochia, affacciata sul mare, con le tre navate perfettamente conservate, il tabernacolo gotico e la torre campanaria, la cui costruzione originaria fu opera dei maestri Antelami. Questo edificio sacro sarebbe stato costruito nel luogo in cui fu ritrovata una cassa di legno che conteneva le ossa di un dito della santa, che è anche la patrona del paese.

Fonte: Paesaggio Italiano

A picco sul mare, è anche il Castello Doria, risalente all’XI secolo, di cui rimangono la torre circolare e tratti delle mura, un tempo collegate al sistema di difesa del borgo. Sotto il castello, poi, c’è il quadrangolare Bastione Belforte. Nella parte alta, invece, sorge la sede comunale, che un tempo fu il convento dei Padri Rifomati di san Francesco, che comprende la torre e un chiostro. In cima alle alture, invece, spicca il Santuario di Nostra Signora di Reggio, costruito nell’XI secolo, dove è custodita una raffigurazione della Madonna nera, che la leggenda vuole giunta a Vernazza al tempo delle Crociate.

Fonte: Paesi Online

Come accade anche negli altri centri delle Cinque Terre, Vernazza è un punto di riferimento per la cucina tradizionale ligure, ed offre una golosa serie di specialità: dalle focacce alle farinate, dai piatti a base di pesce alle acciughe salate, dalle trofie al “tegame di Vernazza”, squisitezza a base di patate, acciughe, pomodoro, olio e vino bianco cotta al forno.

Fonte: La Maggiorana Persa

Monterosso

Le Cinque Terre si chiudono con Monterosso, diviso in due parti, collegate da una galleria pedonale: Fegina, con la rinomata spiaggia, e il borgo vecchio con il porticciolo. Il centro antico, posto sopra il colle dei Cappuccini, dove un tempo c’era il castello, sorse intorno al IX secolo, per poi espandersi verso l’insenatura naturale e il mare, e fu fortificata dalla famiglia degli Obertenghi.

Fonte: MyWoWo

Nella parte più antica prevalgono le case-torri, sempre dipinte con vivaci colori, affacciate su stretti vicoli, e spiccano i monumenti più antichi e preziosi, come la chiesa di san Giovanni Battista, risalente alla fine del ‘200, con facciata in stile gotico-genovese, a fasce di marmo verdi e bianche, e il campanile-torre di guardia. C’è poi il barocco Oratorio dei Neri Mortis et Orationis, con gli affreschi raffiguranti scheletri e teschi, e la statua lignea di sant’Antonio abate, e l’Oratorio di santa Croce, con gli ex-voto dedicati dai marinai. Dalla zona di Fegina, invece, si arriva al Convento dei Cappuccini, che custodisce una Crocifissione di Antoon van Dyck e un San Girolamo penitente di Luca Cambiaso.

Fonte: Wikipedia

Sulla spiaggia, invece, sorge la Torre Aurora, a picco sul mare, che fu costruita ne XVI secolo e, in fondo, spicca la sagoma del “Gigante”, struttura in cemento armato alta quattordici metri realizzata dallo scultore Arrigo Minerbi. Per gli amanti della tranquillità, si consiglia anche un’escursione sulle alture alle spalle del paese, dove sorge il Santuario di Nostra Signora di Soviore, che conserva alcuni cicli di affreschi, e da cui si gode un panorama davvero mozzafiato. Per gli amanti dell’escursionismo, inoltre, sono disponibili tre percorsi che conducono a Vernazza, al Santuario di Soviore e all’Eremo di sant’Antonio del Mesco.

Fonte: In Ogni Dove

In tavola, poi, non potrà mancare una portata d‘acciughe sott’olio salate e fritte, la tipica “torta di Soviore”, uno sformato di pasta sfoglia ripieno di riso, uova, formaggio e noce moscata, e la “torta monterossina”, preparata con pasta frolla, pan di spagna, crema pasticciera, marmellata d’albicocche e cioccolato fondente.

Fonte: La Cucina Italiana

Le Cinque Terre al cinema: Luca

Il film d’animazione Luca, diretto da Enrico Casarosa e prodotto da Pixar, è direttamente ispirato alla leggenda di Colapesce, e narra le avventure di Luca Paguro, giovane essere marino in grado di assumere sembianze umane. La storia è ambientata nell’immaginaria Portorosso, un luogo di fantasia ma che mette insieme in maniera deliziosa alcune dei più bei luoghi delle Cinque Terre. La piazza di Portorosso è simile a quella di Vernazza, così come le ripide stradine e le scale che si aprono nel cuore del borgo. Le colline intorno sono quelle che si vedono a Manarola, e alcune inquadrature rimandano invece a Corniglia, soprattutto in una piccola piazzetta con la chiesa e tre panchine piene di anziani seduti. La casa di Giulia, amica umana di Luca, è invece ispirata a un edificio che si trova a Riomaggiore.

Fonte: Cinematograpghe
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