Ci sono luoghi, si sa, dove il tempo si ferma e si resta sospesi mentre tutto scorre. Uno di questi è la Basilica di Siponto, vicino Manfredonia, dove i visitatori possono perdersi nei tempi passati mentre, intorno a loro, il resto scorre.
La Basilica di Siponto sorge a pochi chilometri da Manfredonia, in una zona a sud del Gargano che è stata un crocevia di storia e culture. Da qui sono passati Greci, Romani, Longobardi, Saraceni e Normanni, lasciando ognuno un pezzo della propria cultura.
Non a caso, la celebre Basilica, il suo monumento più famoso, risulta essere frutto di più influenze diverse tra loro che a Siponto hanno incontrato terreno fertile. L’architettura della Basilica, infatti, seppur di stile romanico, presenta chiarissimi influssi islamici e armeni.

La storia della Basilica di Siponto
La Basilica di Siponto si presenta come un edificio a pianta quadrata che ospita due chiese sovrapposte tra loro e occupa una superficie di circa 300 metri quadrati. La particolarità delle due chiese sta nel fatto che una delle due sia completamente interrata, quindi – di fatto – si considera come Basilica quella superiore.
Sembra che essa sia stata consacrata nel 1675 dal card. Vincenzo Maria Orsini, mentre altre fonti riportano che la prima consacrazione avvenne addirittura nel 1117, con la reposizione delle reliquie di San Lorenzo Maiorano sotto l’altare maggiore.

Principali elementi architettonici
Il portale della Basilica risulta tra i punti più ammirati, per via dell’insieme di archi finemente abbelliti da intagli geometrici a forma di fogliame. Le mensole su cui poggiano gli archi, invece, sono abbellite dall’aggiunta di animali, mentre altri archi più piccoli creano un gioco di luci e contrasti grazie a materiali dal colore più chiaro.
La forma della basilica, considerata tra i principali simboli dell’architettura romanica pugliese, è quella di un cubo, sopra il quale si poggia una piccola cupola. Sebbene risalga a epoche molto antiche, si ha la certezza che tra il XII e XIII secolo fu sottoposta a restaurazione e rifacimento. Proprio a quel periodo, infatti, risalgono le decorazioni architettoniche che la rendono ad oggi famosa.

L’opera di Edoardo Tresoldi
Nel 2016, il Ministero dei Beni Culturali ha commissionato un’installazione permanente nel parco della Basilica di Siponto. L’artista incaricato di realizzare l’installazione è Edoardo Tresoldi, giovane artista che fa dell’architettura il suo modo di comunicare e di esprimersi.
Principalmente noto per l’utilizzo di reti metalliche, che offrono una lettura spazio-temporale capace di rendere ogni luogo immortale e senza tempo. L’installazione nel Parco Archeologico di Siponto ricrea le sembianze dell’antica basilica paleocristiana che sorgeva a ridosso della chiesa romanica esistente.
La grande scultura semi-trasparente si integra perfettamente nel paesaggio, dando l’idea di essere contemporaneamente sospesa nel tempo e un punto d’incontro tra passato e presente, tra antichità e modernità. Proprio per questo, passeggiandovi nelle vicinanze, il visitatore viene attratto da questo senso di sospensione in cui gli sembra di essere in un luogo etereo, surreale, dove delle semplici parole non basterebbero per descrivere la complessità di un vero e proprio viaggio nel tempo.

Quando visitare la Basilica di Siponto
Se vi state chiedendo quale sia il periodo migliore per visitare la Basilica di Siponto, la risposta è solo una: sempre! In qualsiasi momento dell’anno è possibile ammirarla immersa nel Parco Archeologico con le peculiarità di ogni stagione. Potrete vederla incorniciata dai caldi colori autunnali o dai grigi cieli invernali, o ancora dal verde della primavera o dal caldissimo sole estivo.
Certo, essendo in Puglia, si presta molto per un viaggio on the road alla scoperta dell’area del Gargano o addirittura dell’intera regione, quindi può tranquillamente rientrare tra le mete da toccare nelle prossime vacanze estive!
Immagine di Copertina: villaggioalbergocervo



