Viaggio tra le mete meno conosciute del Sud Italia, tra storia, cultura e paesaggi
primaverili
Non tutto il Sud da visitare in primavera passa dalle mete più note. Oltre le città d’arte più
frequentate e le località costiere, ci sono borghi e paesi dell’interno che conservano un
patrimonio sorprendente: castelli ancora visitabili, cattedrali, aree archeologiche e strade in
pietra con tracce evidenti di epoche diverse. È su questa Italia meno prevedibile che si
concentra la selezione proposta da Italian Traditions: sei mete del Mezzogiorno da scoprire
nella stagione in cui i centri storici sono più vivibili e il paesaggio torna protagonista.
Bovino, Puglia
Bovino domina il paesaggio del Subappennino pugliese. Sorto sull’antica Vibinum romana,
conserva l’impronta del borgo fortificato medievale tra resti di mura, torri e strade in pietra. La
visita può partire dal Castello Ducale, costruito dai Normanni su una precedente rocca,
ampliato in età sveva e poi trasformato dai Guevara in residenza signorile; oggi ospita il Museo
Diocesano, con opere e arredi sacri legati alla storia religiosa del luogo. Poco distante si
trovano la Concattedrale di Santa Maria Assunta e la chiesa di San Marco. Il percorso
prosegue tra vicoli, scalinate e portali scolpiti, che hanno valso a Bovino il nome di “borgo
degli ottocento portali”. Per chi vuole approfondire, il Museo Civico “Nicastro” custodisce
reperti archeologici e stele antropomorfe eneolitiche, tra le testimonianze più antiche del
territorio.
Teggiano, Campania
Teggiano ha un centro storico di forte impronta medievale, segnato da una presenza religiosa
che le è valsa la fama di città delle tredici chiese. Il Castello Macchiaroli domina il paese: di
origine normanna, fu ampliato nel Quattrocento ed è il principale riferimento del borgo. La sua
storia incrocia anche la stagione della Congiura dei Baroni del 1485, episodio centrale negli
equilibri politici del Regno di Napoli. Dal castello si scende verso la Cattedrale di Santa
Maria Maggiore, in piazza San Cono, e poi verso i musei cittadini — dal Museo Diocesano al
Museo delle Erbe, fino al Museo delle arti e tradizioni popolari del Vallo di Diano — per poi
raggiungere gli edifici religiosi distribuiti nel centro. È una Campania interna ancora poco
frequentata, ma ricca di patrimonio storico e culturale.
Miglionico, Basilicata
Miglionico lega il proprio nome al Castello del Malconsiglio, maniero medievale affacciato
sulla valle del Bradano. Nel 1485, nelle sue sale, si riunirono alcuni baroni del Regno di Napoli
ostili a Ferdinando I d’Aragona; oggi quella vicenda è raccontata anche dal percorso
multimediale “Alla scoperta della Congiura dei Baroni”. La visita può partire dal castello e
proseguire nel centro storico, fino alla Basilica di Santa Maria Maggiore. Qui è custodito il
Polittico di Cima da Conegliano, opera del 1499 composta da 18 tavole e considerata una
delle testimonianze rinascimentali più importanti della Basilicata.
Sepino, Molise
A Sepino, il borgo e l’area archeologica convivono nello stesso paesaggio. Poco distante dal
centro moderno si trova Altilia-Saepinum, città romana sorta non lontano dal precedente
insediamento sannitico di Terravecchia. L’area conserva quattro porte monumentali, le mura,
il teatro, la basilica, il foro e resti degli edifici pubblici. Il tracciato urbano si sviluppa lungo il
tratturo Pescasseroli-Candela, via storica della transumanza, che attraversa il sito. Qui la
visita ha un carattere diverso rispetto agli altri borghi: si cammina dentro una città antica
ancora immersa nella campagna, dove resti romani, tracce medievali e case ancora in uso
convivono nello stesso spazio.
Gerace, Calabria
Gerace occupa una rupe della Locride, tra lo Ionio e i rilievi dell’Aspromonte. Il suo edificio più
importante è la Cattedrale di Santa Maria Assunta, sorta in età normanna e considerata la
più grande cattedrale della Calabria. La cripta, legata a una preesistente struttura sacra di età
bizantina, è uno degli ambienti che meglio raccontano la lunga storia del Duomo. Da qui si
raggiunge Piazza del Tocco, cuore del centro storico, prima di salire verso il Baglio e i resti del
Castello normanno. Lungo il percorso si incontrano anche la chiesa di San Francesco
d’Assisi e San Giovannello, oggi santuario ortodosso, testimonianze della ricchezza religiosa
che ha valso a Gerace il nome di “città delle cento chiese”. Dal Belvedere delle Bombarde,
infine, lo sguardo si apre sulla vallata e sulla costa.
Caccamo, Sicilia
Caccamo si sviluppa ai piedi del monte San Calogero, con un centro storico raccolto attorno
al grande castello medievale. Considerato tra i più imponenti e meglio conservati della Sicilia,
il Castello di Caccamo sorge su uno sperone roccioso che domina la valle del fiume San
Leonardo e il lago di Rosamarina. La visita può partire da qui e proseguire tra le strade in salita
del borgo, dove vicoli, passaggi stretti e scorci riportano spesso al profilo della fortezza. Nel
centro si trova anche il Duomo di San Giorgio Martire, fondato dai Normanni nel 1090,
restaurato nel 1477 dalla famiglia Cabrera e ampliato nel Seicento.
Questa selezione non propone luoghi “segreti” in senso assoluto. Alcuni possono essere noti
agli appassionati di borghi, altri restano fuori dai circuiti più frequentati; tutti, però, offrono
motivi validi per fermarsi. Sono tappe da raggiungere senza fretta, in un periodo in cui il Sud si
lascia visitare con più tranquillità.
