Borghi, musei e percorsi storici legati alla Liberazione, perfetti per chi ama
viaggiare e conoscere la storia.
Dalle montagne piemontesi alle strade di Roma, dai borghi dell’Appennino ai musei sorti nei
luoghi della repressione nazifascista, la Resistenza italiana ha lasciato tracce profonde nel
territorio. Il 25 aprile, Festa della Liberazione, è l’occasione per riscoprirle: non solo come
memoria storica, ma come un viaggio nei luoghi in cui si sono formate le basi dell’Italia
democratica. Italian Traditions propone una selezione di mete da visitare tra musei, borghi,
parchi storici e percorsi legati alla lotta partigiana.
Borghi, parchi e luoghi della memoria
Monte Sole (Marzabotto, Monzuno e Grizzana Morandi), Bologna
Il Parco Storico di Monte Sole conserva la memoria dell’eccidio compiuto tra il 29 settembre
e il 5 ottobre 1944 nei territori di Marzabotto, Monzuno e Grizzana Morandi. Le truppe
tedesche e fasciste colpirono case, chiese e luoghi di rifugio per annientare la rete civile
considerata vicina alla brigata partigiana Stella Rossa. Il numero delle vittime della strage è
generalmente stimato tra le 770 e le 775, a seconda delle fonti. Oggi il parco si visita
attraverso l’Itinerario del Memoriale, un percorso escursionistico di 20,5 chilometri con
partenza da Pioppe di Salvaro, che tocca luoghi simbolo come Casaglia, Caprara, Cerpiano e
la chiesa di Santa Maria Assunta.
Domodossola e la Repubblica dell’Ossola, Verbano-Cusio-Ossola
Domodossola fu il centro della Repubblica dell’Ossola, zona libera partigiana nata il 10
settembre 1944 e riconquistata dai nazifascisti il 23 ottobre. In quei quaranta giorni la Giunta
provvisoria amministrò il territorio, organizzando servizi civili, scuola, assistenza e rapporti
con la Svizzera. La Sala Storica della Resistenza conserva documenti e testimonianze di
quell’esperienza. Il percorso cittadino tocca il Palazzo di Città, sede della Giunta, le lapidi del
centro e la stazione internazionale, legata ai collegamenti oltreconfine durante la lotta di
liberazione.
Sant’Anna di Stazzema, Lucca
Sant’Anna di Stazzema, sulle Alpi Apuane, è legata a uno dei più gravi eccidi avvenuti in Italia
durante l’occupazione tedesca. Il 12 agosto 1944 le SS, con il supporto di collaborazionisti
fascisti, circondarono l’area, dove avevano trovato rifugio anche molti sfollati. In poche ore
furono uccise oltre 500 persone, in gran parte donne, anziani e bambini. Il Parco Nazionale
della Pace e il Museo Storico della Resistenza ricostruiscono la strage nel contesto della
guerra lungo il fronte della Linea Gotica. I “Sentieri di Pace”, sei percorsi ad anello, collegano
chiesa, ossario, borgate e museo, seguendo le vie percorse durante l’attacco.
Musei della Resistenza e della Liberazione
Casa Cervi, Gattatico, Reggio Emilia
Casa Cervi racconta la Resistenza nata nelle campagne emiliane. La famiglia si trasferì in
questa casa colonica nel 1934 e ne fece, negli anni della guerra, un punto di riferimento per
partigiani e persone in fuga. Mezzadri, innovatori in agricoltura e oppositori del regime, i Cervi
pagarono la loro scelta con la vita: i sette fratelli furono fucilati dai fascisti il 28 dicembre 1943.
Il museo conserva documenti, fotografie e testimonianze che legano la loro vicenda alla
storia sociale e politica del mondo contadino.
Museo Storico della Liberazione, Roma
Il Museo Storico della Liberazione occupa l’ex carcere delle SS di via Tasso, attivo durante
l’occupazione nazista di Roma. Nelle sue celle furono rinchiusi, interrogati e torturati
antifascisti, militari e civili. Il percorso conserva graffiti dei prigionieri, documenti, fotografie e
cimeli che ricostruiscono la repressione tedesca e la Resistenza romana. La visita può
proseguire idealmente verso Regina Coeli, Forte Bravetta e le Fosse Ardeatine, luoghi legati
alla detenzione, alle esecuzioni e alle rappresaglie del 1943-1944.
Risiera di San Sabba, Trieste
La Risiera di San Sabba, ex stabilimento industriale, fu trasformata dopo l’8 settembre 1943
in campo di detenzione e smistamento sotto controllo nazista. Vi furono rinchiusi partigiani,
oppositori politici ed ebrei; molti furono uccisi, altri deportati. Nell’aprile 1944 entrò in
funzione il forno crematorio, che rese la Risiera l’unico campo nazista in Italia dotato di
questo impianto. Oggi il complesso documenta la repressione nel Litorale adriatico, la
deportazione e la persecuzione antiebraica. Dal 1965 è Monumento Nazionale.
Museo Diffuso della Resistenza, Torino
Il Museo Diffuso della Resistenza di Torino, in corso Valdocco, racconta la città tra il 1938 e
il 1948: leggi razziali, guerra, occupazione tedesca, lotta partigiana, ritorno alla democrazia e
Costituzione. La visita può proseguire in città attraverso percorsi tematici legati ai luoghi della
memoria, dal rifugio antiaereo di piazza Risorgimento al Sacrario del Martinetto, fino alle
aree segnate dalla deportazione e dalla vita sotto occupazione, tra piazza Carlina, l’ex ghetto
ebraico, la Sinagoga e Porta Nuova.
Esplorare questi luoghi permette di vivere il 25 aprile oltre la dimensione celebrativa, come
una storia ancora presente nei paesaggi, nelle città e nelle comunità. Ogni tappa racconta un
frammento diverso della Liberazione e invita a guardare il territorio italiano con maggiore
consapevolezza: non solo per ricordare ciò che è accaduto, ma per riconoscere quanto quel
passato continui a parlare al presente.
