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Street art e arte urbana italiana – città da scoprire

Tour delle città italiane dove l’arte urbana e i murales raccontano storie moderne


La street art in Italia non passa solo dalle grandi città. Negli ultimi anni anche borghi e centri
minori hanno iniziato a riempirsi di murales che raccontano storie legate al territorio, alla vita
quotidiana e, in alcuni casi, alla memoria collettiva. Italian Traditions seleziona alcune delle
realtà più interessanti.


Orgosolo, in Sardegna, è uno dei luoghi più noti quando si parla di murales in Italia. Le prime
immagini compaiono alla fine degli anni Sessanta, in un clima segnato da protesta politica e
tensione sociale; tra i primi a dipingere sui muri del paese c’è anche il gruppo Dioniso,
collettivo teatrale attivo in quegli anni e tra i primi a usare il murale come forma di espressione
politica. Oggi le opere si susseguono lungo le strade del centro e raccontano lavoro, memoria
storica e temi internazionali.


A Dozza, in provincia di Bologna, la pittura è parte integrante del borgo da decenni. La
Biennale del Muro Dipinto, attiva dal 1960, ha portato artisti italiani e internazionali a
lavorare sulle facciate delle case, fino a trasformare il centro storico in un museo a cielo
aperto. Le opere, oggi oltre un centinaio, si distribuiscono lungo le vie e si inseriscono tra
porte, finestre e archi. Tra queste, “L’angelo di Dozza”, è diventato nel tempo uno dei simboli
del luogo.


Negli ultimi anni si sono affermati anche progetti più recenti. Aielli, in Abruzzo, ospita Borgo
Universo,
nato nel 2017 come festival di street art e astronomia e cresciuto negli anni tra
murales, installazioni e attività culturali diffuse in tutto il paese. I lavori sono distribuiti lungo il
tessuto urbano e accompagnati da mappe e visite dedicate, toccando temi legati alla
memoria civile e alla divulgazione scientifica. Tra i lavori più recenti c’è il murale di Laika
dedicato a Giuseppe Di Matteo, giovane vittima di mafia, realizzato nel 2023.


Scendendo verso il Sud, Diamante, in Calabria, è protagonista dell’Operazione Murales,
avviata nel 1981 su iniziativa dell’artista Nani Razetti insieme al Comune, con l’idea di
portare l’arte direttamente nelle strade. Il progetto ha coinvolto artisti italiani e stranieri e ha
portato alla realizzazione di oltre 200 murales tra il centro storico e il lungomare. Non a caso
Diamante viene indicata come la città dei murales, o addirittura “la città più dipinta d’Italia”.
Civitacampomarano, in Molise, è uno dei nomi che ricorrono più spesso quando si parla di
street art, soprattutto grazie al CVTà Street Fest. Nato nel 2016, il festival è diretto da Alice
Pasquini, tra le figure più note della scena contemporanea italiana.

Nel tempo ha portato nel paese oltre cinquanta artisti e più di novanta opere, distribuite tra vicoli, scale e facciate del centro storico.

Anche fuori dai giorni della manifestazione, questi lavori restano visibili e continuano a far parte del paesaggio urbano.


Il murale lascia un segno che resta nel tempo. Nasce nello spazio pubblico e, proprio per
questo, finisce per cambiare il modo in cui un luogo viene visto e ricordato. Nei centri più
piccoli questo effetto è ancora più evidente: ogni immagine entra nella vita del borgo e ne
diventa parte.

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