Search

Mantova, trent’anni di parole – la città dove i libri diventano un viaggio

Dal 9 al 13 settembre a Mantova Festivaletteratura celebra la sua trentesima edizione e trasforma ancora una volta piazze, palazzi, chiese e cortili in luoghi d’incontro tra scrittori e lettori.

Ma il festival è anche l’occasione per scoprire una delle città d’arte più affascinanti d’Italia, dove la grande eredità dei Gonzaga incontra la cultura contemporanea. Questa edizione possiede un significato particolare. Festivaletteratura compie trent’anni. Trent’anni di libri, incontri e idee Quando Festivaletteratura nacque nel 1997, probabilmente era difficile immaginare quanto profondamente sarebbe entrato nell’identità culturale di Mantova.

L’intuizione era semplice e nello stesso tempo rivoluzionaria: creare un festival nel quale scrittori e lettori potessero incontrarsi direttamente e nel quale la letteratura uscisse dai luoghi tradizionalmente riservati agli addetti ai lavori. Non una fiera del libro. Non semplicemente una successione di presentazioni. Un festival. La differenza era sostanziale. Significava trasformare la lettura in esperienza collettiva. Significava mettere autori e pubblico nello stesso spazio. Significava permettere a una conversazione nata intorno a un romanzo di allargarsi alla storia, alla scienza, alla politica, alla società, alla musica, all’ambiente e alle grandi domande del presente.

Ed è proprio questa apertura ad aver permesso a Festivaletteratura di attraversare tre decenni continuando a rinnovarsi. Mantova diventa una biblioteca a cielo aperto Durante i giorni del Festival succede qualcosa di particolare. La geografia della città cambia. Piazza Sordello non è più soltanto una delle grandi piazze monumentali italiane. Diventa luogo di incontro. Piazza Alberti accoglie lettori e conversazioni. Palazzi, cortili, chiese e spazi normalmente destinati ad altre funzioni entrano nella mappa culturale del Festival. Le persone attraversano Mantova con il programma in mano. Corrono verso un incontro. Si fermano per un caffè. Discutono di un libro appena scoperto.

Aspettano un autore. Entrano in una libreria Poi ripartono verso l’appuntamento successivo. È una forma particolare di turismo culturale. La città non viene semplicemente visitata. Viene vissuta. Il trentesimo Festival Per l’edizione 2026 Festivaletteratura ha costruito un programma particolarmente ampio, capace di riunire centinaia di ospiti italiani e internazionali.Letteratura naturalmente, ma anche scienza, giornalismo, storia, poesia, attualità, ambiente, educazione, musica e nuovi linguaggi. Il programma del trentennale è diventato esso stesso un piccolo libro di 240 pagine. Un dettaglio che racconta bene la dimensione raggiunta dalla manifestazione.

Per orientare il pubblico sono stati individuati anche percorsi tematici capaci di collegare appuntamenti differenti attraverso fili narrativi comuni. È una scelta interessante. Perché dopo trent’anni Festivaletteratura non celebra semplicemente ciò che è stato. Continua a interrogarsi su come costruire nuovi modi di leggere, ascoltare e partecipare. Da Alessandro Barbero a Tim Berners-Lee la forza di Festivaletteratura è sempre stata anche la capacità di far convivere mondi differenti. Nell’edizione del trentennale il programma riunisce personalità provenienti dalla letteratura, dalla cultura, dalla ricerca e dal dibattito contemporaneo.

Tra i numerosi ospiti figurano Alessandro Barbero, Niccolò Ammaniti, Stefano Bartezzaghi, Simon Armitage, Nathacha Appanah, Federico Buffa e Tim Berners-Lee. Nomi e discipline diverse che raccontano la natura stessa del Festival. Qui la letteratura non viene considerata un recinto. È piuttosto un punto di partenza. L’edizione 2026 guarda anche dietro le quinte della produzione culturale. Con il progetto Fare Festival, la manifestazione apre una parte del proprio laboratorio organizzativo e creativo, mostrando quanto lavoro esista dietro ciò che il pubblico vede per cinque giorni. Comunicazione, progettazione, editoria, archivi, produzioni digitali e organizzazione culturale diventano materia di confronto.

È un passaggio significativo soprattutto nel trentesimo anniversario. Perché un festival culturale non vive soltanto grazie ai nomi presenti sul programma. Vive grazie alle persone che lo costruiscono. E Festivaletteratura ha sempre avuto una caratteristica particolare: la partecipazione. Ma il trentesimo anniversario invita anche a guardare oltre il programma.

Festivaletteratura dimostra che cultura e territorio possono rafforzarsi reciprocamente. Che un libro può diventare motivo di viaggio. Che un palazzo rinascimentale può tornare a essere uno spazio contemporaneo. Che una piazza può trasformarsi in una comunità di lettori. E che una città relativamente piccola può diventare un punto d’incontro internazionale senza perdere la propria identità. Forse il modo migliore per vivere Festivaletteratura è proprio questo. Scegliere gli autori che vogliamo ascoltare.

Close
Your custom text © Copyright 2018. All rights reserved.
Close